I Carabinieri hanno assistito all’omelia del Prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi relativa alla figura del Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto.
In questo anno giubilare, il Dicastero delle Cause dei Santi tiene a precisare come “più volte i Carabinieri hanno pagato con la stessa vita, l’attaccamento al loro ideale, manifestando così altruismo, generosità, spirito di sacrificio, che ai nostri giorni sembrerebbero cosa rara”.

Il Prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi, Cardinale Marcello Semeraro, il 22 marzo scorso, in una chiesa gremita di militari dell’Arma dei Carabinieri, ha sottolineato come la grandezza di Salvo D’Acquisto affonda le sue radici nella giovinezza “vissuta nella famiglia dove ha imparato come si affrontano gli impegni della vita”.
Parole sagge che ben descrivono il ruolo, la storia e l’impegno dei Carabinieri a servizio della nostra Patria.
L’Arma dei Carabinieri, attraverso il suo ramificato sistema di Scuole Allievi, Scuole Sottufficiali, Scuole Ufficiali, e varie altre realtà formative, forma i giovani arruolati a servire lo Stato mediante la conoscenza del diritto, della sociologia e delle scienze strategiche.
La formazione più importante, però, i Carabinieri la ricevono a casa loro, nelle loro famiglie, nella comunità cittadina nella quale crescono.
Un giovane che sceglie di lasciare tutto e andare a dedicare la sua vita nella Forza Armata, universalmente conosciuta come Benemerita, deve avere dentro di sé un grande bagaglio di altruismo, abnegazione e spirito di servizio al prossimo. Doti che si apprendono, senza dubbio alcuno, fra le mura domestiche.
Detto questo dobbiamo riconoscere che la Famiglia D’Acquisto è stata fondamentale per Salvo e per le sue scelte di vita.
Il Cardinal Semeraro, nella sua articolata omelia, ha evidenziato come Salvo “dal papà apprese l’onestà e la dedizione al lavoro; dalla mamma soprattutto l’amore per il prossimo; da entrambi la fiducia nella Provvidenza”.
Un ruolo fondamentale, come spesso emerge dai racconti dell’infanzia di chicchessia, “un ruolo importante lo ebbe la nonna materna. La domenica si partecipava tutti alla Santa Messa e ogni sera si recitava insieme il Santo Rosario. Un teste riferisce che prima di entrare nell’Arma Salvo si recò a Pompei per pregare nel Santuario della Madonna, di cui era molto devoto”.
Chi vi scrive ha da sempre una venerazione particolare per la Virgo Fidelis, titolo con cui i Carabinieri si appellano alla Madre di Dio.
Papa Pio XII l’ha consegnata loro come madre e patrona e loro ne ossequiano con devozione la memoria.

Salvo D’Acquisto, per molti versi, è stato – e lo è tutt’ora – un esempio per i Carabinieri che, in lui, vedono un modello a cui ispirarsi e con il quale confrontarsi sul loro operato quotidiano, a servizio della popolazione civile.
Durante il Processo della Causa di Beatificazione e Canonizzazione, nella stesura degli atti, è emerso che Salvo D’Acquisto “ha amato la sua famiglia, quella in cui è nato, ha amato la famiglia che gli davano le amicizie giovanili, ha amato la famiglia dell’Arma, ha amato e servito la famiglia che gli era stata consegnata come responsabile dell’ordine pubblico a Torrimpietra. Sempre in ogni ambito e occasione l’ha amata e servita”.
Queste parole non possono che suscitare in noi una riflessione.
Gesù, in uno degli ultimi discorsi fatti ai suoi Apostoli, prima di passare la tremenda Settimana di Passione, ebbe a dire: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io facciate anche voi” (Giovanni 13:14-15).
Salvo D’Acquisto ha fatto sue queste parole di Gesù e le ha vissute con l’uniforme indosso. Questo giovane Vicebrigadiere ha dato la sua vita in riscatto di quella di molti, poveri, indifesi, inermi ed innocenti.
Ogni uomo, ogni donna, che si trova ad indossare gli alamari della gloriosa Arma dei Carabinieri, indipendentemente dal grado che ricopre, dalla qualifica che riveste, dal ruolo che ha nella scala gerarchica e di comando, deve sapere che “un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato” (Giovanni 13:16).
Spendere la propria vita per la popolazione civile, per la difesa e la salvaguardia delle libere Istituzioni, per coadiuvare le Procure della Repubblica nel ristabilimento della giustizia, è cosa lodevole che, però, se non tende alla Gerusalemme del Cielo lascia il tempo che trova.
L’Anno Domini 2025 sia dunque un anno nel quale ogni appartenente all’Arma dei Carabinieri volga lo sguardo alla mirabile figura del Vicebrigadiere D’Acquisto e, guardando a lui, proponga di divenirne simile esempio di integrità, onestà e sincera abnegazione.
Come sempre, l’occasione è propizia per ringraziare i tantissimi Carabinieri che fanno con cura, altruismo ed abnegazione il loro dovere, svolgendo un servizio egregio ed impagabile ma, soprattutto, per la sincera devozione al Tricolore e ai cittadini che il sacro Vessillo rappresenta.
