Ravagnani Alberto, ex prete dell’Arcidiocesi di Milano, fa discutere il web per la sua partecipazione a “Ballando con le Stelle”. Prima di lui (suor) Cristina Scuccia.

Dal 3 ottobre 2026 RaiUno presterà il fianco alla cosiddetta televisione trash e grottesca dal momento che – dopo nemmeno un anno dall’addio alla tonaca ambrosiana – (don) Alberto Ravagnani sarà concorrente a “Ballando con le Stelle”.
Il mondo del gossip e del giornalismo prestato al pettegolezzo asserisce che “quella di Ravagnani è senza dubbio una vicenda “gustosa” da ripercorrere… passo dopo passo. Ricca di rivoluzioni e di colpi di scena, sicuramente carica di pathos”.
Per molti Cattolici non è così dal momento che, all’ex ministro dell’Arcidiocesi di Milano, hanno scritto commenti quali: “Hai sempre voluto diventare famoso, altro che messaggio di Dio”. Parole sacrosante che sottolineano come l’ex prete brianzolo ha sempre cercato l’autorealizzazione a scapito della vita ascetica, spirituale, di orazione.

Chi vi scrive non si è meravigliato quando Ravagnani ha lasciato la talare. A ben guardare le cose, non avrebbe mai dovuto indossarla.
Ma si sa, l’Arcivescovo Mario Delpini, pur di coprire le tante parrocchie senza pastore, ordinerebbe sacerdote anche una sedia gli fosse consentito dalle norme canoniche. I preti ambrosiani bizzarri e sopra le righe non si contano!
La collega Nina Verzieri, “Nuovo Tv”, in un pezzo dal titolo “L’ex prete Ravagnani: in tv per mostrare i muscoli e trovare la sua anima… gemella” sottolinea perfettamente quali sono le intenzioni del 33enne brianzolo.

Ovviamente non si poteva non sottolineare l’aspetto “piccante” della vicenda e, infatti, la brava Verzieri scrive: “Ravagnani sarà in coppia con una ballerina e sarà a stretto contatto con le concorrenti donne”. L’intento è quello di portare alla memoria delle lettrici il ricordo del pruriginoso “Uccelli di rovo”.
Il Vaticano, mediante i tanti Dicasteri della Curia Romana, è bene che metta mano seriamente alla formazione del clero.
I fedeli sono stufi di preti che fanno balletti indecenti su “TikTok”, come don Roberto Fiscer dell’Arcidiocesi di Genova, che cantano e ballano “Mamma Maria” dei “Ricchi e Poveri” sull’altare, come don Bruno Maggioni dell’Arcidiocesi di Milano, o che fanno sfoggio dei muscoli e dei tatuaggi, come don Giuseppe Fusari della Diocesi di Brescia.
Il presbitero deve amministrare i Sacramenti, consolare le anime sofferenti, essere padre della Comunità che la Chiesa gli affida pro-tempore, e non fare il ballerino, il culturista o il giullare dinanzi al Tabernacolo ove è custodita l’Eucarestia.

L’opinione pubblica si divide.
Qualcuno osanna “l’ex prete – ora sexy palestrato” mentre altri vorrebbero tornare a vedere Sacerdoti come don Camillo. Chi ha ragione?
Dal 3 ottobre, in prima serata, i cultori del gossip e delle pruriginose storie nostrane, potranno vedere un ex prete che balla con un’avvenente ballerina, Erica Martinelli, in abiti succinti e scosciati.
Il resto è questione d’incenso.
