Il Patriarca Bartolomeo “tira per la talare” il successore di Bergoglio, pur non conoscendolo ancora.
L’elezione del prossimo successore di Jorge Mario Bergoglio sta tenendo banco su tutto lo scenario internazionale.
Uno dei più in ansia nel conoscere il nome del nuovo eletto è senza dubbio il Patriarca Ecumenico Bartolomeo che, parlando con un gruppo di pellegrini provenienti dalla Gran Bretagna, ha detto: “Preghiamo affinché venga eletto un degno successore di Papa Francesco, affinché possiamo proseguire le relazioni ecumeniche e il dialogo che abbiamo iniziato diversi decenni fa, come abbiamo fatto anche con la Comunione Anglicana”.
Il Patriarca Bartolomeo ha sottolineato come il 2025 è un anno particolare dal momento che tutti i Cristiani hanno celebrato la Pasqua lo stesso giorno e ricorre il 1700esimo anniversario dalla convocazione del Concilio di Nicea.
Il Patriarca ortodosso Bartolomeo con Jorge Mario Bergoglio aveva un rapporto particolare e di complicità.
Forse per questo ha sostenuto che con il defunto Bergoglio aveva raggiunto “un accordo per celebrare la Pasqua insieme, sempre, d’ora in poi, tutti i cristiani lo stesso giorno”.
Incredibile che per il Patriarca Bartolomeo, con tutti i problemi che vi sono tra le confessioni cristiane, il più importante sia l’unificazione del Calendario Giuliano con quello Gregoriano.
Eppure sembra così.
Forse il Patriarca Ecumenico Bartolomeo ha capito che il Cattolicesimo romano sta “in braghe di tela” e che ormai “conta come il due di bastoni quando la briscola è coppe”.
Tant’è vero che, parlando con i Cristiani britannici ha chiosato sperando che “il nuovo Papa di Roma, sia disposto a realizzare il sogno di Francesco – un sogno che lui nutriva profondamente – e che ci ritroveremo insieme in questo anno 2025, anniversario del Concilio, per compiere il nostro pellegrinaggio”.
Bisognerebbe che il Patriarca Bartolomeo capisse che, nel Cattolicesimo romano, il Romano Pontefice non realizza i sogni di un uomo ma opera, quale Vicario di Cristo in terra, per realizzare il volere del Padre Eterno.
Gli Ortodossi hanno compreso che a Roma regna sovrana la divisione e che lo pseudo-pontificato di Bergoglio ha gettato la Sana Dottrina alle ortiche.
Per questo motivo, nascondendosi dietro ad un sin troppo ingenuo ecumenismo, il Patriarca Bartolomeo ha detto: “Forse questo pellegrinaggio del nuovo Papa coinciderà con la sua visita ufficiale al Patriarcato Ecumenico, in occasione della nostra Festa del Trono il 30 novembre, festa dell’Apostolo Andrea, il primo chiamato, fondatore della Chiesa di Costantinopoli”.
Vero è che non avremmo Pietro senza Andrea ma è anche vero che l’Evangelista Matteo spiega che mentre Gesù “camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori” (Matteo 4:18).
Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, pur amando entrambi i fratelli, scelse Pietro per affidargli la guida della Sua Chiesa. A Pietro ha affidato il compito di guidare il Collegio Apostolico.
A dirlo non è il vaticanista che vi scrive ma Gesù stesso che, come ben riporta san Matteo, dice al primo Pontefice: “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno su di essa” (Matteo 16:18).
Va bene lo spirito ecumenico, va bene il dialogo con le altre confessioni, ma è bene ricordare che – se non altro per amore della storia – lo “scisma d’Oriente” del 1054 è nato per via del fatto che l’attuale Chiesa Ortodossa ha posto in discussione il Primato di Pietro, l’autorità del Papa di Roma, per far spazio a una sinodalità, spesso autocefala, che rappresenta più la separazione che l’unità.

Non stupisce che al Patriarca Bartolomeo manchi Bergoglio.
Quest’ultimo, infatti, ha fatto tutto il possibile e l’immaginabile per demolire la concezione del papato, per smantellare il Primato di Pietro e per sinodalizzare tutto, a scapito di storia, Tradizione e Vangelo.
Con molta probabilità, il Successore di Jorge Mario Bergoglio (e non il Successore di Pietro apostolo) andrà in pellegrinaggio con il Patriarca Bartolomeo, in occasione dell’anniversario del Concilio di Nicea ma, a conti fatti, quale valore avrà questo?
Solo la storia ci darà risposta e contezza.
