21 Ottobre 2026

18 thoughts on “La tomba segreta del Conte Filippo d’Agliè al Monte dei Cappuccini a Torino”

  1. Ho sempre avuto interesse ai personaggi e agli eventi relativi lungo il corso del XVII secolo nello Stato Sabaudo . Il grande piacere di leggere il bell’articolo sul Conte Filippo sella Amoretti è’ un po’ rivivere il lavoro del Padre Luca che ricordo con piacere ma anche con l’affetto soprattutto dello studioso che indaga continuamente alla ricerca di una verità che aveva fatto anche sua. Ricordare in questa sede i contatti costanti da parte sua nei miei confronti per sapere se erano emerse delle novità’ su Filippo in relazione ad un mio lavoro sul Marchese Giacinto Simiana di Pianezza , ministro e compagno di vita del D’Aglie ‘, ci diede occasione di incontrarci e dialogare sull’argomento Cristina – Filippo e Giacinto tale da percepire e rivivere in un certo qual modo gli umori di quelle anime vissute tre secoli e mezzo fa e che ancora oggi ci attraggono e incuriosiscono. Grazie per il bell’articolo E.C. Ostellino

  2. Sicuramente il conte d’Agliè è un personaggio insigne che meriterebbe maggiore risonanza storico/culturale. Per me è stata una scoperta del tutto accidentale per merito di Carla Amoretti che è stata collega di lavoro per diversi anni ALL’ITIS CARLO GRASSI dove entrambi insegnavamo matematica. Grazie Carla.

  3. Una ricerca davvero accurata e “maniacale” ( in senso positivo e di apprezzamento per la cura del particolare ).
    Complimenti !
    Marco
    Inviato da iPhone

  4. Complimenti per l’accuratezza dello studio e per il rigore con cui è stato ricostruito il ritrovamento del corpo del Conte Filippo d’Agliè. Colpisce la passione degli studiosi, capaci di unire ricerca storica, osservazione scientifica e ragionamento logico, restituendo vita a una pagina dimenticata della storia torinese.

    Ancora più potente appare la scelta del Conte che, contro ogni protocollo e privilegio del suo rango, volle essere sepolto nel luogo più umile del convento, quasi a cancellare ogni vanità terrena. In un’epoca come la nostra, spesso dominata dal divismo, dall’apparenza e dalla continua ricerca di visibilità, questa decisione assume un significato straordinariamente moderno e profondo. È il segno di una grandezza autentica, che non aveva bisogno di monumenti o celebrazioni per esistere. Una lezione umana e spirituale che, ancora oggi, invita a riflettere sul vero valore della vita e della memoria.

    Grazie ancora a Carla Amoretti, unica superstite di quel gruppo di lavoro, che con semplicità, lucidità e grande sensibilità ha saputo custodire e restituire alla città una memoria storica così preziosa.

  5. Un’ ulteriore testimonianza del prezioso lavoro storico che Carla Amoretti continua a fare con la stessa passione del padre: il generale Guido Amoretti. Colgo l’occasione per ringraziarla per la generosa donazione gratuita del materiale dell’ Archivio Amoretti all’ Archivio di stato. A questo è seguita l’ intitolazione al generale stesso di una via cittadina da parte del comune di Torino.

  6. Grazie Prof.ssa Amoretti per il dono della scoperta di questo piccolo mistero storico. Ne ho particolarmente apprezzato il rigore scientifico dell’investigazione storica e il fascino mistico dell’ambientazione.
    Un suo ex alunno.

  7. Anche quaesta volta Carla Amoretti ci ha presentato un approfondimento storico in modo avvincente. Pochi reperti ma passione e rigore nella ricerca ci restituiscono nei particolari la figura del Conte Filippo d’Agliè, grande uomo di stato dalla profonda spiritualità che in qualche mooo sembra arrivare ai giorni nostri attraverso la sensibilità della professoressa Amoretti e di Padre Luca Isella

  8. Non conoscevo il Conte Filippo d’Agliè, figura affascinante, eclettica e talentuosa.
    Politica, poesia, musica, danza, fede religiosa, tutto incarnato in una sola persona.
    Nella prossima visita alla Chiesa di Santa Maria, la lapide avrà per me tutto un altro risalto.
    Una ricerca minuziosa accende una luce su questo illustre personaggio.
    Grazie a Carla Amoretti per la diffusione.

  9. ho avuto il piacere di essere allievo della prof. Amoretti. La passione che metteva allora nell’insegnamento la ritrovo oggi nelle ricerche che svolge sulla storia di Torino e del Piemonte.

  10. Articolo interessantissimo e ricco di dettagli.
    Si nota il lavoro certosino e approfondito portato avanti nel tempo da Carla Amoretti su tematiche storiche di questo calibro.
    Grazie per questo lavoro e per i sempre graditi articoli

  11. La storia raccontata dalla prof Amoretti é un’ analisi storica nel contempo affascinante e precisa.
    Filippo e Maria Cristina, oltre ad avere avuto un ruolo fondamentale nella storia della nostra città sono stai due grandi personaggi. Degni di un ruolo da protagonisti in un romanzo di Dumas.
    La ricollocazione dei resti al Monte dei Capuccini restituisce Filippo alla storia

  12. La vicenda raccontata dalla prof Carla Amoretti è nel contempo affascinante e precisa.
    Maria Cristina e Filippo sarebbero stati dei protagonisti perfetti di un romanzo di Dumas, ma nella nostra città hanno avuto un ruolo storico fondamentale, meritando entrambi di essere maggiormente conosciuti . Sicuramente la traslazione dei resti di Filippo ci permette di ricordarlo , ma sarebbe bello poter dare anche maggiore risalto alla sepoltura di Maria Cristina nella chiesa di Santa Teresad’ Avila nella omonima via.

  13. Grazie Carla per avermi portato a conoscenza di questa scoperta relativa al ritrovamento ed all’identificazione delle spoglie del Conte Filippo d’Aglie’. Come al solito, ho apprezzato la tua serieta’ e rigorosita’ descrittiva e mi ricordi sempre più il tuo papà Gen. Amoretti.

  14. Esprimo un grazie sentito all’amica prof. Carla Amoretti per il prezioso articolo che ci ha regalato, risultato dell’accurato lavoro di ricerca, svolto con padre Luca Isella, su Filippo d’Agliè: sulla sua vita e sul ritrovamento della sua umile sepoltura. Conosco il metodo di lavoro di Carla Amoretti: sempre fatto con passione, rigore scientifico e curiosità, seguendo la stessa via tracciata dal padre: il generale Guido Amoretti, un illustre ed indimenticato maestro anche per me.

  15. E’ proprio leggendo parole come quelle che precedono questi commenti che si riesce ad apprezzare il raro riuscire a fare della soggettiva componente logico-scientifica da un lato e di quella umanistica dall’altro, un insieme di significativo, alto valore aggiunto, arrivando così a sapere trasformare storie in Storia, ad essere capaci di trasmettere conoscenza e a stimolare interessi diversi. E a chi, come Carla Amoretti, di tutto ciò è lampante esempio vanno tutta la chiara riconoscenza e il dovuto apprezzamento

  16. Suscitare interesse e curiosità accade solamente a poche, preparate persone. È quello che è successo a me riguardo all’amica Carla Amoretti. Confesso che, nonostante la mia passione per la storia del ducato di Savoia, dalla restaurazione con Emanuele Filiberto all’abdicazione di Vittorio Amedeo ll, non ho dedicato la dovuta attenzione alla figura di Filippo di Aglie’. Ringrazio Carla Amoretti che, con il suo articolo rigoroso e appassionato, ha risvegliato in me il desiderio di rimediare all’errore.

  17. grazie carissima Carla Amoretti per questa documentatissima relazione sul marchese d’Agliè. Per fortuna che hai raccolto queste notizie, perchè ormai si perdevano le tracce del ns. passato. Madama Reale Maria Cristina ed il fedele Filippo d’Agliè sono tra coloro che hanno fatto grande il nostro Piemonte. Specialmente paragonando questi personaggi storici all’umile pletora dei politici attuali. Grazie carissima Carla, con un caro ricordo speciale ai tuoi genitori e quindi non solo al mitico generale, ma anche alla tua cara mamma

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