Video del 15 giugno, trasmesso il 19 luglio 2026
(Per la visione integrale del video cliccare sul link)
https://www.youtube.com/watch?v=J5ZSwGsoNyg&t=2036s
Lunedì 15 giugno 2026 per i “Colloqui di via Revel“, presso il Centro Studi Piemontesi – Via Ottavio Revel 15 – Torino, si è tenuta la presentazione del volume “Le beidane, arma e attrezzo, nelle valli Valdesi” a cura di Eugenio Garoglio e Samuele Tourn Boncoeur
Quaderni del Patrimonio Culturale Valdese n.10, Centro Culturale Valdese Editore.
Intervengono con i Curatori Davide Rosso, Marco Merlo, Albina Malerba.

La beidana è un’arma da taglio manesca che conserva i tratti dell’attrezzo agricolo da cui trae origine. Tradizionalmente legata ai Valdesi delle valli Pellice, Chisone e Germanasca, nel Piemonte occidentale, questa lama si trasformò da comune roncola in vera e propria arma tra il 1560 e la fine del XVI secolo.
Come evidenziato dalle ricerche dello studioso Giogio Dondi (Accademia di San Marciano – Torino; volume del 1974), tale evoluzione avvenne inizialmente sotto la spinta delle persecuzioni di Emanuele Filiberto e dei conflitti religiosi e territoriali per il Marchesato di Saluzzo.

Le continue avversità trasformarono i Valdesi in una comunità che, per autodifendersi e per rivendicare la propria identità e sopravvivenza, doveva lottare in armi in un contesto di grandi difficoltà e persecuzioni.
Infatti la loro determinazione nel preservare identità e memoria ha permesso a quest’arma di sopravvivere nel tempo, diventando il simbolo iconico delle loro lotte storiche. (m. b.)
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Le opposizioni valdesi alla Religione Cristiana trovano in Emanuele Filiberto colui che concede per la prima volta in Europa la libertà religiosa di professare pubblicamente la Religione Riformata con la Pace di Cavour sottoscritta il 5 di Giugno 1561 nella Casaforte degli Acaja-Racconigi tra i ministri delle Valli Valdesi e l’inviato del Duca Filippo di Savoia Racconigi. La Bejdana non venne mai riposta anzi negli anni seguenti la pace i focolai di violenza, le ordinanze disattese con trattative ad oltranza confermava l’aperta e continuativa Ostilità dei Valdesi verso la Corte Sabauda che giunta all’esasperazione dopo quasi cento anni dalla Pace innescò’ quel conflitto generalizzato che portò alle tristi Pasque Piemontesi del 1655 . La bejdana protagonista sedata con uccisioni gratuite e barbarie inaudite nelle Valli di Luserna Perosa e San Martino in quel periodo tra il 24 e 27 aprile. Ricordare dunque l’oggetto e la sua storia e ‘doveroso.
Ezio Claudio Ostellino