Di Valentino Vallino, componente del comitato “Verso il centenario”
Nel 2026 ricorrerà il centenario dalla morte del cav. Giuseppe Destefanis a Front ed a Vauda Canavese (Torino) s’è costituito il comitato “Verso il centenario”. Una squadra di volontari che, con l’aiuto dell’amico cav. Alessandro Mella, della Fondazione Giuseppe Destefanis e delle amministrazioni comunali di Vauda Canavese e Front, ha promosso diversi eventi per onorare la memoria del munifico benefattore. Tra queste un calendario con foto e notizie (la cui vendita ha permesso di concorrere alle spese per il restauro del tetto della Cappella settecentesca di San Gerolamo a Vauda Inferiore, ove riposano le spoglie del Destefanis e di don Castagneri), la realizzazione di un docufilm diretto dal regista canavesano Eraldo Enrietti (con il patrocinio della Torino Film Commission), un libro scritto dagli storici locali Luigi Depaoli, Renato Calcagno, Marilena Pedde e Marco Cagna ed in ultimo un annullo filatelico disegnato da Vittorio Zorzi.
Ma chi fu Giuseppe Destefanis e perché le popolazioni di Vauda e Front desiderano ricordarlo con devozione ed affetto a cent’anni dalla scomparsa?
Giuseppe Destefanis nacque il 18 aprile 1861 da Giovanni Destefanis e Maria Tosatto. Il padre, autodidatta e sostituto segretario del notaio Giuseppe Reyneri di Front, nipote del senatore Carlo Cagnone, volle avviarlo agli studi e lo iscrisse al Collegio Salesiano “San Filippo Neri” di Lanzo.

A 11 anni, orfano del padre, proseguì i corsi ginnasiali in quel collegio distinguendosi, fra i suoi coetanei, per studio e diligenza. La madre, rimasta vedova a 38 anni, non ebbe quindi che un desiderio: vedere Giuseppe conseguire una laurea. Si trasferirono a Torino dove Giuseppe completò gli studi liceali al corso di ingegneria e tre anni dopo, con notevoli sacrifici della madre, si iscrisse all’università di Padova dove nel 1889 conseguì la laurea in ingegneria.
Gli inizi furono difficili per un giovane laureato e i “no” frequenti, ma con la tenacia che distingue ancor oggi la gente canavesana riuscì a superarli, divenendo un costruttore edile.
La sua opera venne sempre più apprezzata e riconosciuta non solo dai colleghi competenti, ma anche dall’autorità civile, tanto che il re volle conferirgli la croce di Cavaliere della Corona d’Italia.

A ricordo della sua mente illustre e liberale rimane la facciata in stile classico della chiesa parrocchiale di Front, mentre in Vauda Inferiore troviamo la decorazione artistica della Chiesa, la Casa Canonica rifatta dietro i suoi disegni e lo snello campanile (una delle prime strutture di questo tipo adottate in Piemonte insieme all’uso della tecnica del cemento armato per la struttura portante).
Degna di menzione è anche la già citata cappella di San Gerolamo in Vauda Inferiore del cui restauro egli si occupò nel 1897. In questo presidio di fede riposava già don Bernardo Maria Castagneri. Egli, anni dopo, lo raggiunse in questo piccolo ma grazioso luogo di riposo del corpo terreno.
Vauda e Front lo vollero membro dei loro consigli comunali ininterrottamente dal 1896 al 1925.
A Front ricoprì la carica di presidente del Patronato Scolastico, cui diede vita e impulso con la sua attività e con le sue elargizioni personali. Si affermò anche in ambito istituzionale con illustri personaggi politici, come lo statista Giovanni Giolitti, più volte presidente del Consiglio, il senatore Alfonso Badini Confalonieri, l’on Giovanni Rastelli e l’on. Emilio Storoni. Erano gli anni dell’età giolittiana in cui lo Stato andava costruendosi anche grazie ai talenti ed ai liberali illuminati che provenivano dal territorio e dalle periferie.
Destefanis morì a Torino il 13 ottobre 1926 e venne sepolto nel cimitero di Vauda Inferiore in un sepolcro di una povertà impressionante, espressamente indicato nel suo testamento redatto l’11 ottobre 1926. Solo il 22 novembre 1953 le sue spoglie furono traslate nella Cappella di San Gerolamo.

Egli legò al comune di Front Canavese il castello, i terreni di sua proprietà e la somma di 700 mila lire, facendo obbligo al comune di Front di costruire in esso una casa di ricovero per poveri vecchi eretta come ente morale e la somma di 150 mila per la costruzione di un asilo infantile. Anche al Comune di Vauda egli lasciò 100 mila lire per la costruzione dell’asilo infantile. Dispose, inoltre, che parte delle sue sostanze fosse devoluta a favore di tre istituti già esistenti in Torino: al Regio Istituto dei sordomuti, all’ospedale San Giovanni per la cura del cancro e alla Città di Torino a favore dell’insegnamento professionale edile.
Giuseppe Destefanis fu una figura formidabile per tutto il Canavese, ma in generale per la storia d’Italia. Una figura tipica di quegli anni. Un uomo che seppe davvero “farsi da sé” partendo dal basso e dall’umiltà. E che, memore delle sue radici, onorò il territorio che gli fu caro e tentò di migliorare la vita delle sue genti. Per questo Front e Vauda non l’hanno dimenticato e per questo gli dedicheranno le importanti iniziative del centenario.
Per chi scrive, poi, è una grande soddisfazione personale poter raccontare questa magnifica figura.
Presto la Cappella di San Gerolamo, ove riposa con don Castagneri, sarà finalmente oggetto del sospirato restauro. Un frammento importante di questo cammino iniziato con determinazione tanti mesi fa e volto a proteggere la nostra memoria storica. Una memoria di cui dobbiamo andare orgogliosi.
Valentino Vallino, componente del comitato “Verso il centenario”
