La Russia ha confermato la centralità di Vladimir Putin e del suo partito, Russia Unita, in un voto che il Cremlino ha presentato anche come una prova del sostegno popolare alla linea politica del presidente e alla guerra in Ucraina. La formazione governativa era ampiamente attesa alla vittoria e si avvia a conservare il controllo della Duma.
Putin continua a rappresentare, per una parte consistente della società russa, il garante della stabilità e della potenza nazionale.
Dopo anni di confronto con l’Occidente e dopo il conflitto con l’Ucraina, il presidente ha costruito il proprio consenso attorno a una narrazione precisa: la Russia sarebbe impegnata in una battaglia per difendere i propri interessi, la propria sicurezza e il proprio ruolo nel mondo. Il voto a Russia Unita diventa così anche un voto per la continuità.
Putin non ha soltanto cercato il consenso; ha costruito negli anni un sistema politico nel quale il consenso al potere e l’assenza di alternative si rafforzano reciprocamente.
Per molti russi, votare per Russia Unita può significare sostenere realmente il presidente. Per altri può significare scegliere stabilità, evitare rischi o accettare l’ordine politico esistente in assenza di alternative considerate realistiche. Per altri ancora, semplicemente, non esiste uno spazio elettorale sufficientemente ampio nel quale esprimere un dissenso politico netto.
La vera forza di Putin sta nel fatto che, dopo più di venticinque anni al vertice della politica russa, il suo sistema continua a presentarsi come l’unico capace di garantire continuità, sicurezza e potenza nazionale.
Nel contesto attuale non emerge un’alternativa elettorale in grado di metterlo realmente in discussione, ed è questa, più ancora della vittoria di Russia Unita, la notizia politica più significativa delle elezioni russe.

Confermata la fiducia a Putin.
Si può intervenire sulle elezioni in Russia?