Un anziano Balistreri, malinconico e riflessivo, si mostra fragile e più umano
Dopo otto anni Roberto Costantini, con il nuovo volume «L’amore non basta», propone per la settima volta il personaggio del commissario Michele Balistreri, comparso nel 2011 con l’uscita del primo romanzo della Trilogia del male, «Tu sei il male». In quel libro, il giovane commissario della Omicidi si muove nella Roma degli anni Ottanta e Duemila, in concreto tra i mondiali di calcio conquistati dall’Italia nel 1982 e quelli vinti dalla nazionale azzurra nel 2006.
Il prologo dell’opera successiva, «Alle radici del male», è un prequel che parte dal I febbraio 1958 a Tripoli, dove un giovanissimo Mike, come lo chiamavano allora, muove i suoi passi in una Libia molto italiana. I capitoli, contrassegnati da giorno, data, mese e anno, terminano il sabato 5 febbraio 1983, circa dodici mesi dopo l’inizio del romanzo precedente.
L’ultimo volume «Il male non dimentica», superato il prologo, principia giovedì 28 luglio 2011, per poi nel capitolo seguente ritornare nella Tripoli del 1962 e più avanti al 1958 e così via avanti e indietro fino al 21 ottobre 2011.
Seguiranno tre altri libri con lo stesso protagonista.
La struttura narrativa e temporale di «L’amore non basta» segue quella dei precedenti.
Isola di Lampedusa, 2025. Due pensionati, Michele Balistreri e Bianca Benigni sua compagna di vita, attendono la figlia di lui, Linda, che si sposerà nei prossimi giorni.
La scena cambia dopo poche pagine e ci troviamo proiettati in Barbagia il 15 gennaio 1984. Il commissario Balistreri è stato distaccato alla Questura di Nuoro per punizione. Dovrà occuparsi di sequestri di persona, piaga che segnava quegli anni. Collabora con lui l’agente sardo Filippo Martiradonna, un venticinquenne dal “viso innocente di un bambino, coi riccioli rossi e gli occhi chiari di uno scozzese lì per sbaglio.” Il giovane era skipper, diventato poliziotto e montanaro per amore di Grazia Mulas, una donna bellissima e selvaggia.
Commissario e agente sono l’uno l’opposto dell’altro; il primo, che a Roma i colleghi hanno soprannominato Callaghan, è duro, violento e cinico; l’altro è calmo, ama la letteratura, la filosofia e la musica. Non disdegna le citazioni che trae da Amleto di Shakespeare, Zarathustra di Nietzsche, Epicuro, Schopenhauer, Leopardi. Fa da sfondo la Sardegna barbaricina, teatro dei sequestri di persona. La vicenda si svolge tra Nuoro, Oliena, le montagne del Supramonte e Orgosolo, dove i pastori seguono norme non scritte e la vendetta è autorizzata. Poi, c’è la costa. Quella delle ville importanti, abitate da arrivisti e ambigui personaggi.
Il primo caso che deve seguire il commissario forestiero è il rapimento di Sara Tiddia, una bambina ritrovata in fondo a un pozzo, morta di fame. Il secondo riguarda Billy, un bambino di un anno, figlio di una ricca coppia, il cui padre è un noto imprenditore romano, sbarcato sull’isola da “un baglietto di oltre quaranta metri” per costruire un imponente insediamento turistico sulle coste della Sardegna. Il rapimento di Billy, fa precipitare gli eventi, tanto da richiamare sull’isola Balistreri che era rientrato a Roma.
In «L’amore non basta», le donne sono le vere protagoniste, nel bene e nel male.
Annichedda Loi, dall’aria ascetica e con il viso duro come pietra scolpita, segue le regole non scritte della vendetta e dell’onore della famiglia ed è più inflessibile del marito.
Grazia Mulas, dagli occhi misteriosi e pieni di curiosità, che assomiglia a “una Cardinale giovane” è una donna barbaricina cresciuta nella povertà e nella sopraffazione maschile e per questo motivo è dominata dal desiderio di cambiare la sua vita a ogni costo.
Elisabeth Collins, che assomiglia a Jane Birkin, è la mamma di Billy. È una ricca americana con un aspetto da bambolina: “pelle chiara, con le efelidi sul viso delicato, gli occhi azzurri, i capelli chiari, lisci e setosi che le scendevano fino al collo esile.” A dispetto dell’apparenza, è una donna determinata e piena d’iniziative.
La crudezza dei caratteri delle donne protagoniste si scontra con la dolcezza e l’altruismo di Bianca Benigni. Bianca è una figura importante al fianco di Michele; la sua è una presenza equilibrata e discreta che, con l’aiuto del trascorrere degli anni, di Linda e della sua famiglia, è riuscita a smussare gli spigoli caratteriali del vecchio commissario, ne ha addolcito l’indole ombrosa e disincantata, pur non cambiandolo nella sostanza.
Vi è anche altro che narra la realtà dei luoghi: l’odore della povertà e della rassegnazione, l’odore del s’erbuzu, la minestra di verdure selvatiche, e quello insopportabile di terra e bestie. Tutta l’aria stagnante tra le case, “impregnata di odori di cucina e animali, arroventata dal sole estivo che rendeva evidente lo stato di degrado di alcune abitazioni.”
La trama del romanzo è molto coinvolgente e ben composta, con continui colpi di scena.
È un thriller cupo, quasi un Grand Guignol: c’è il dramma, il senso di angoscia, le azioni cruente, volutamente esagerate, c’è l’orrore e l’amore declinato in vario modo. Un amore insufficiente a sanare le ferite di quella terra e di Balistreri il quale continua il suo viaggio intimo e inquieto.
Come sempre nei libri di Costantini i piani di narrazione sono temporalmente separati e distinti, ma la lettura procede agevolmente anche perché l’intreccio è appassionante e difficilmente si può intuire la soluzione finale.
Roberto Costantini
«L’amore non basta»
Marsilio 2026, pp 416 Euro 19,90

Molto interessante
Splendida recensione! In l’Amore non basta le donne sono le vere protagoniste,…Si, perché la Donna ha una lettura dell’amore che supera l’amore comune a tutti, è un di piu dell’amore, nel bene e nel male.