La nomina di Mykhailo Fedorov a advisor per l’innovazione della Difesa italiana sta suscitando critiche e sarcasmo sui social e da parte di alcuni esponenti politici.
La notizia è stata ufficializzata il 28 agosto: Fedorov, 35 anni, ex ministro della Difesa ucraino, affiancherà Guido Crosetto soprattutto su droni, sistemi unmanned, difesa aerea e innovazione tecnologica.
Le contestazioni ruotano soprattutto attorno a questi punti:
- L’opportunità politica: alcuni si chiedono perché affidare un incarico nella Difesa italiana a un esponente politico straniero, peraltro proveniente da un Paese in guerra.
- La sua recente uscita dal governo ucraino: Fedorov era stato rimosso da Zelensky nel corso del rimpasto di luglio, circostanza che alimenta i dubbi dei critici.
- «Non abbiamo competenze italiane?»
È la critica più propriamente politica alla scelta di Crosetto: perché nominare un consulente straniero quando l’Italia dispone di industrie, militari, tecnici e ricercatori con competenze nel settore? - Le accuse di voler “importare” la guerra in Italia
Nei commenti più contrari alla linea del governo sulla guerra in Ucraina, l’incarico viene interpretato come un ulteriore passo verso il coinvolgimento italiano nel conflitto.
Il tono delle polemiche: sui social e tra alcuni esponenti dell’opposizione alla linea di sostegno all’Ucraina sono comparsi paragoni e battute molto pesanti. Un esempio è la dichiarazione di Giuseppe Furgiuele (FNV), che ha ironizzato chiedendo se, con lo stesso criterio, si potrebbe affidare la lotta alla droga a un capo dei narcos.
Le critiche non arrivano soltanto dall’Italia, già a luglio la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva attaccato pubblicamente Crosetto per l’offerta a Fedorov, con un paragone volutamente provocatorio con Osama bin Laden.
Lasciamo ai nostri lettori eventuali valutazioni.
