Primario il consenso degli elettori
Nella Lega di oggi sembrano convivere due diversi livelli di consenso :
I governatori e una parte della classe dirigente del Nord contestano soprattutto il modo in cui Salvini guida il partito: chiedono più peso ai territori, maggiore autonomia organizzativa e una Lega meno centralizzata. Zaia, Fedriga e Fontana hanno espresso, con sfumature diverse, questo disagio.
Una parte significativa della base militante, invece, non sembra voler sostituire Salvini. Ad agosto, quando Fontana e Romeo hanno criticato il segretario alla Versiliana, alcuni militanti hanno reagito proprio con il coro «Salvini non si tocca».
Salvini, inoltre, sostiene di avere ancora un mandato quadriennale ricevuto dal congresso e ha escluso l’idea di un nuovo congresso immediato.
Quindi la situazione può essere sintetizzata così:
Governatori: «Così non funziona più; dobbiamo cambiare il modello della Lega».
Una parte della base: «Cambiate quello che non funziona, ma Salvini deve rimanere segretario».
Salvini: «Posso correggere la squadra e rafforzare il rapporto con i territori, ma non intendo farmi sfiduciare né cambiare ora le regole».
Ed è proprio questo che rende difficile la “fronda” dei governatori: criticare Salvini non significa automaticamente avere un’alternativa a Salvini. Se Zaia, Fedriga o Fontana non vogliono — o non possono — trasformare il dissenso in una candidatura alternativa, rischiano di trovarsi contro la base che preferisce Salvini.
C’è poi un elemento interessante: la contestazione dei governatori potrebbe finire per rafforzare Salvini, perché gli permette di presentarsi come il segretario difeso dalla base contro una classe dirigente percepita come troppo litigiosa. A Bergamo, per esempio, il dibattito tra i militanti è effettivamente diviso: c’è chi vuole un cambio di linea e chi invece vorrebbe addirittura il ritorno di Salvini al Viminale.
In sostanza: oggi il problema di Salvini nella Lega non sembra essere tanto “i militanti vogliono un altro segretario”, quanto “una parte dei suoi amministratori più importanti non vuole più una Lega organizzata come quella di Salvini”.
È una differenza politica enorme.
