L’Italia proroga la sospensione di Schengen.
L’Italia ha deciso di prorogare almeno sino al 15 settembre, i controlli alle frontiere marittime e aeree con la Spagna, che erano stati introdotti il primo agosto, a causa della crisi migratoria nell’enclave spagnola in Marocco di Ceuta.
Il governo spagnolo, polemizzando con l’Italia, ha deciso di prorogare per altri 15 giorni i controlli di frontiera sui passeggeri provenienti dall’Italia, in risposta all’analoga misura adottata da Roma. Ovviamente gli smandrappati del Campo largo, noncuranti della sicurezza nazionale, hanno approfittato per inveire contro Giorgia Meloni, ma qual è il loro modello di convivenza pacifica e di frontiere aperte?
Le ultime news da Ceuta ci dicono che i residenti sono allo stremo delle forze e con l’inizio dell’anno scolastico previsto per settembre, la situazione è stagnante, la tensione è al culmine, mentre il governo si limita a gesticolare e osa parlare di «normalità». Gli abitanti stanno insorgendo. Duemila persone si sono radunate nella centrale Plaza de los Reyes, per una manifestazione contro il governo di Pedro Sánchez guidata da vigili del fuoco, guardie civili e agenti della polizia nazionale.
E’ bene non dimenticare cos’ha rappresentato l’invasione di Ceuta con 80.000 persone, secondo i dati del governo spagnolo, che si sono riversate in una città di 84.000 abitanti, con almeno 86 morti accertati, tra l’indifferenza del governo socialista. Pedro Sánchez ora ha terminato le sue vacanze e si è ritrovato un paese per nulla tranquillizzato dagli avvenimenti dell’ultimo mese.
Il premier spagnolo ha trascorso agosto barricato in una residenza statale a Lanzarote, dove si è dedicato alle immersioni, ha assistito all’eclissi solare e si è goduto il sole sino 24 agosto. A Ceuta, intanto, la situazione è peggiorata: secondo le autorità locali, fino a 10.000 migranti irregolari sono ancora in città e solo un terzo è stato identificato, sebbene il ministro dell’Interno Marlaska abbia richiesto solo in questi giorni e con gravissimo ritardo, l’aiuto di Frontex.
Stupri e altri crimini sono in aumento, la Procura Generale dello Stato ha confermato un totale di 21 aggressioni sessuali denunciate da minorenni, registrate ufficialmente dall’inizio della crisi; l’associazione medica di Ceuta ha messo in guardia sui rischi epidemici mentre la direzione dell’ospedale, che risponde al ministero della Salute, minaccia di sanzionare i medici se parlano con i giornalisti; I tribunali e i servizi di emergenza sono sovraccarichi mentre residenti e autorità locali si sentono impotenti. Non abbiamo ancora letto commenti o prese di posizione da parte delle nostre femministe
Persino il Partito Socialista locale ha rimproverato aspramente Sánchez per la sua passività, tant’è che ieri il PSOE nazionale ha vietato la partecipazione di propri iscritti e rappresentanti locali alle manifestazioni dei cittadini spagnoli di Ceuta contro il governo. L’invasione di Ceuta ha messo a nudo aspetti tanto cruciali quanto trascurati dall’opinione pubblica europea ed italiana: l’estrema vulnerabilità dei confini della Spagna dopo otto anni di governo Sánchez e il suo straordinario servilismo nei confronti del Regno del Marocco.
Su Ceuta, al di là dei bei discorsi e degli attacchi contro le decisioni dell’Italia sulla attivazione dei controlli di Schengen e i silenzi seguiti alla lettera dei 22 capi di governo europei, promossa da Meloni e Frediriksen, Pedro Sánchez ha convocato il primo Consiglio di Sicurezza Nazionale solo dal ritorno dalle proprie vacanze, il 25 agosto, mentre i cittadini dell’enclave spagnola e tutti i partiti di opposizione ne chiedevano una convocazione immediata. Certo, il premier spagnolo doveva occuparsi delle decine di scandali e processi che vedono protagonista gran parte della sua famiglia e dei dirigenti del PSOE.
Altro aspetto allarmante, forse ancor più della sbadataggine e superficialità dimostrata sin qui, è il servilismo del primo ministro spagnolo nei confronti del Marocco. Dopo una violazione della sovranità territoriale che le autorità marocchine hanno permesso che si verificasse e mentre Rabat sfrutta la crisi per portare avanti la sua agenda espansionistica, con almeno qualche ministro che chiede al Re Muhammad VI di dichiarare Ceuta e Melilla territori del suo regno, Sánchez e il suo governo lodano la «lealtà e l’affidabilità» del Marocco, lo ringraziamo per la sua cooperazione e banalizzano l’accaduto. Pazzesco! Sanchez mina l’integrità territoriale della Spagna.
Nella sua sfrontatezza nel corso di un’intervista Sanchez ha trovato modo di attaccare persino il Re di Spagna Felipe VI, al quale il governo ha sinora impedito di visitare Ceuta, ma che ieri si è visto strattonato dal premier socialista. Sánchez ha dimostrato ancora una volta la sua sottomissione al Marocco negando qualsiasi coinvolgimento del regno alawita nell’ingresso, a suo dire, di 70.000 migranti (14.000 in meno dai numeri dati dalla polizia di frontiera), ribadendo che la «crisi può essere risolta solo attraverso la cooperazione, non la mancanza di fiducia (nel Marocco) …se non ci sarà cooperazione con il Marocco, questa crisi non si risolverà. Al contrario, peggiorerà». Ammiccamenti verso Muhammad VI e sputi nei confronti di Felipe VI.
Il popolo di Ceuta, ignorando il grave atteggiamento di Sanchez, manifesta contro i clandestini al grido di «invasori, fuori!», mentre la Polizia Nazionale è stata costretta a intervenire a Loma Colmenar, a Ceuta, dopo che centinaia di migranti hanno tentato di irrompere in massa nel centro di accoglienza allestito nella zona.
E Sánchez? Nei giorni scorsi è ancora partito per un’ulteriore vacanza, questa volta ad Andorra, prima di dover dare spiegazioni ufficiali su tutti i drammatici avvenimenti estivi al Congresso, presumibilmente nella giornata di oggi.
Questo è il modello additato come esemplare dai nostri innominabili pseudo statisti” della palude larga! Prendiamone nota.
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Finalmente il buon sanchez e la palude larga de noantri hanno chiaramente mostrato la loro ignavia e la loro incapacità politica.
… e l’Europa ha perso l’ultimo bastione sullo stretto di Gibilterra.
Grazie
Amara realtà.Almeno l’Italia ha preso le distanze. E’ sempre un inizio