Presunto coinvolgimento diretto di Hamas nel finanziamento dell’iniziativa pro-Pal. Esposto dell’Istituto Milton Friedman
Oggi è quasi calato il sipario sulle violenze di piazza e le squallide speculazioni dei partiti di sinistra che, dopo il recente fallimento dello sciopero Pro Palestina al quale ha aderito il 7% dei lavoratori, dichiarato con il moto “blocchiamo tutto”, hanno cercato di sovvertire la vita del Paese attaccando con violenza Governo e Istituzioni.
In questi giorni Civico20News ha dedicato alcuni articoli per descrivere e stigmatizzare le fasi più cruente della guerriglia (finanziata da chi?) e le contraddizioni più evidenti dei nostri tribuni. L’aspetto più sconcertante è stato quello di cercare di strumentalizzare il genuino sentimento del nostro Popolo che s’indigna di fronte alla situazione in cui versano migliaia di persone indifese, bambini in testa attanagliati dal terrorismo di Hamas e la risposta di Israele.
Sentimento che ci distingue come Popolo libero, portatore di valori e attento alle vicende del mondo. Strumentalizzare i sentimenti di pace, camuffandoli da odio politico contro il nostro governo, con le conseguenze violenze gratuite contro persone e beni pubblici e privati, caratterizza i disvalori di questa sinistra.
Il vergognoso tam tam e la tensione crescente conto il governo italiano e per sobillare le piazze, sono iniziati con la mobilitazione delle barchette che avrebbero dovuto portare aiuti umanitari al popolo oppresso, ignorando volutamente che da ogni parte del mondo, Italia in primis continuavano a partire aiuti umanitari e ricoveri di bambini e persone che necessitano di cure sanitarie indifferibili nei nostri ospedali.
Ebbene, dopo l’ingresso di Flottila nelle acque territoriali di Israele con il conseguente fermo degli equipaggi, cos’è stato rinvenuto a bordo? Nessun medicinale e generi di soccorso, ma droga e alcool.
Com’è noto a bordo si trovavano alcuni parlamentari che ogni tanto diffondevano dichiarazioni di fuoco, noncuranti del diritto internazionale e di quel che sarebbe stato l’iter seguito da Israele al momento dello sbarco.
I nostri prodi (due del PD, uno dei M5S e uno di AVS), hanno sfruttato le tutele derivanti da loro ruolo per essere rimpatriati immediatamente dopo il fermo: questi parlamentari sono tornati in Italia lasciando i loro compatrioti, normali cittadini privi delle loro stesse tutele, in mano all’esercito israeliano, comportandosi in questo modo come un generale o un capitano i quali, nel mezzo di una disfatta o di una tempesta (anche se certamente il cortese abbordaggio dell’esercito israeliano, che ha posto fine a quella che è stata una crociera, non può essere certo paragonato a tale evento), abbandonino i loro uomini per mettersi in salvo per primi.
Questi parlamentari, che già il giorno dopo, freschi e riposati, erano a lamentare le dure condizioni di detenzione (e forse non hanno mai visto una persona che veramente ha subito la detenzione dura), avrebbero dovuto – se non altro, per fare ammenda di fronte agli italiani della loro simpatica crociera a suon di improperi e canzoncine – imporsi e rifiutarsi di tornare in Italia fino a quando l’ultimo dei loro compatrioti non fosse stato rimpatriato; ciò avrebbe rappresentano non un gesto eroico, ma almeno un gesto di generosità umana e un adempimento al ruolo che essi, scegliendo la politica, hanno voluto ricoprire.
Il ritorno a gambe levate di questi parlamentari in Italia rappresenta un motivo di vergogna, e permette di cogliere ancora una volta – semmai ve ne fosse ancora bisogno – il livello di serietà di queste persone.
E i motivi di vergogna non finiscono qui: non solo queste persone sono tornate a casa lasciando in mano israeliana i loro compatrioti; si sono persino permessi, una volta rientrati, di attaccare duramente il governo Meloni, quello stesso governo che ha consentito loro di tornare immediatamente in Patria.
Le sconcezze non si esauriscono qui, ma risalgono all’inizio della crociera – pagliacciata fraudolenta.
L’Istituto Milton Friedman ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, nel mirino i presunti legami dei croceristi con Hamas. “Le prove raccolte da Israele – basate su documenti trovati a Gaza – sostengono un coinvolgimento diretto di Hamas nel finanziamento della Sumud Flotilla, inclusi trasferimenti di fondi. Tuttavia, gli organizzatori (tra cui Global Flotilla Italia) negano legami” le parole del direttore esecutivo Alessandro Bertoldi: “Noi, viste le prove pubblicate, presenteremo nei prossimi giorni un esposto alla Procura della Repubblica di Roma affinché accerti l’ipotesi di reati e quindi i flussi finanziari e i legami con Hamas”.
L’Istituto Milton Friedman ha ricordato che Hamas è “organizzazione designata come terroristica dall’Unione europea dal 2003 e quindi anche in Italia ai sensi del Regolamento (CE) n. 2580/2001”, rimarcando che “l’intento umanitario non esclude la responsabilità penale se vi è dolo o colpa grave”: “Queste ipotesi dipendono da prove concrete (es. bonifici, documenti), e le indagini preliminari valuterebbero il grado di consapevolezza dei singoli membri”.
“Riteniamo grave e irresponsabile non solo la loro condotta in queste ore”, ha proseguito Bertoldi, “ma anche non aver verificato la provenienza dei fondi che hanno sostenuto la loro missione, ancora più grave tale condotta da parte dei parlamentari a bordo. Le ipotesi di reato sono chiare: Finanziamento di condotte con finalità di terrorismo anche internazionale (art. 270-quinquies del Codice penale) e Associazione con finalità di terrorismo anche internazionale (art. 270-bis C.p.)”
Cosa ci vuole, di più, perché gli elettori, anche i più fanaticamente attaccati all’ideologia radical chic di sinistra, si rendano conto di chi sono le persone che tanto elogiano?
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