Donzelli, punta di diamante di “Fratelli d’Italia”, si scaglia contro i magistrati faziosi.

In un’Italia dove chi indossa una toga si sente onnipotente ed intoccabile, c’è da elogiare il coraggio del Responsabile dell’Organizzazione di “Fratelli d’Italia”, onorevole Giovanni Donzelli, che ha detto: “Prendo atto che, dopo aver lanciato insulti al sottoscritto come un qualsiasi odiatore seriale e teorizzato che fosse compito per i magistrati di sinistra “osteggiare il governo (volutamente con la minuscola)”, usando lo pseudonimo di “Manu Cozzi”, il giudice del Tribunale di Torre Annunziata, Emanuela Cozzitorto, ha cancellato il proprio account Facebook”.
Non è la prima volta che qualche soggetto dotato di toga ha usato la sua posizione per attaccare politicamente la Destra e per lanciare invettive contro chi non sta dalla parte rossa dell’Emiciclo parlamentare.
Benissimo ha fatto l’onorevole Donzelli a sostenere: “Mi auguro che la protagonista di questo episodio chieda scusa prima di tutto ai suoi colleghi: la paura del referendum sta facendo perdere la testa a quei pochi togati politicizzati che danneggiano l’immagine di tutta la Magistratura”.
Il Referendum Giustizia sarà un primo passo con il quale i cittadini potranno dare un forte senso di disgusto a quella parte di Magistratura che – da decenni, ancor prima di “Mani Pulite” – ha usato la sua posizione per colpire gli avversari politici con avvisi di garanzia e apertura di fascicoli.
Con Giovanni Donzelli migliaia di italiani gridano: “Basta politica nelle pieghe della Giustizia, basta corsie privilegiate per i magistrati faziosi”.
Il tempo ci dirà come andranno le cose ma, al momento, pare proprio che gli italiani sono pronti a votare “SI” al Referendum Giustizia.

Speriamo che gli italiani, il giorno del referendum, se per caso facesse bel tempo, non si lascino trasportare dalla voglia di fare gite fuori porta! Infatti sarebbe un guaio a sfavore del SÌ; chi è a sinistra ( a favore del NO) a votare ci va di sicuro; sono quelli di destra e centro destra che vanno in gita e se ne infischiano di esercitare il proprio diritto. E purtroppo il rischio è rappresentato proprio da questo. Se vogliamo cambiare la magistratura in una giusta direzione, dobbiamo essere presenti ad esprimere il nostro volere, altrimenti dopo non ci sarà più tempo né giustizia