Per mesi ci hanno raccontato che il bolsonarismo fosse finito, che Jair Bolsonaro appartenesse ormai al passato e che il Brasile fosse destinato a consegnarsi nuovamente alla sinistra di Lula, le urne hanno dato una risposta molto diversa.
Il sorpasso di Flávio Bolsonaro al primo turno non è soltanto una sorpresa elettorale, è la prova che milioni di brasiliani continuano a credere in un’idea diversa di Paese, un’idea fondata sulla sicurezza, sulla libertà economica, sulla difesa della proprietà privata e su un ruolo dello Stato meno invasivo nella vita dei cittadini.
Il punto politico decisivo è che Bolsonaro non è riuscito a essere cancellato dalla politica brasiliana, anzi, la sua eredità si è dimostrata abbastanza forte da passare alla generazione successiva.
Flávio non è Jair, e sarebbe un errore pretendere che lo sia, ma proprio questa differenza potrebbe rappresentare la forza della sua candidatura, il figlio può raccogliere l’eredità del padre senza essere necessariamente prigioniero del passato, può trasformare una stagione di forte contrapposizione politica in un nuovo progetto di governo.
E qui sta la vera posta in gioco del ballottaggio.
Il Brasile deve decidere se continuare lungo la strada rappresentata da Lula oppure aprire una nuova fase politica, non si tratta soltanto di scegliere un presidente, si tratta di stabilire quale modello di società debba prevalere.
Da una parte c’è una sinistra che considera lo Stato il principale strumento per correggere le disuguaglianze e orientare l’economia, dall’altra c’è un elettorato che chiede meno burocrazia, più iniziativa privata, maggiore sicurezza e un governo che lasci più spazio alla responsabilità dei cittadini.
Chi aveva decretato la morte politica di Bolsonaro dovrebbe dunque ricredersi, il bolsonarismo non è scomparso, ha resistito alla sconfitta, alle divisioni, alle difficoltà giudiziarie e all’assenza del suo leader dalla scheda elettorale, e oggi è di nuovo a un passo dal Planalto (sede ufficiale di lavoro della Presidenza della Repubblica del Brasile, situata nella capitale federale Brasilia)
Il dato più importante di questa elezione, in fondo, è semplice: il Brasile non ha chiuso con Bolsonaro perché una parte enorme del Brasile non vuole chiudere con ciò che Bolsonaro ha rappresentato.
Ora quella parte del Paese ha davanti una scelta storica.
E se Flávio Bolsonaro riuscirà a trasformare il sorpasso in una vittoria, il messaggio sarà impossibile da ignorare, il Brasile non ha archiviato il bolsonarismo, lo ha appena riportato al centro della scena.
