Mostra itinerante e iniziative in ricordo del giovane Michel Belli, di Rhêmes-Notre-Dame (AO)
Durante una recente vacanza in Valle d’Aosta, ho scoperto per caso la mostra fotografica allestita nella Saletta che si affaccia sulla piazza del Municipio, a Rhêmes-Notre-Dame, in ricordo di Michel Belli, un giovane studente universitario scomparso nel 2024.
La mostra si intitola “366 albe – che cosa resta negli occhi”.
E sono le albe di un ultimo anno, un viaggio attraverso luoghi del cuore visti da Michel, che si sono fissati nel suo sguardo, con una luce che avvolge e morbidi colori; queste immagini, splendide e sorprendenti – come un paese ligure che pensavo di conoscere a memoria… e invece no, lo sguardo fotografico di Michel mi ha donato una nuova prospettiva di osservazione -, che arrivano a noi.
La fotografia diventa, quindi, il filo conduttore: un linguaggio universale, uno strumento espressivo accessibile a tutti, capace di dare voce a ciò che le parole faticano o non riescono a dire.
La mostra è nata su richiesta e iniziativa della famiglia di Michel, con l’intento di trasformare un lutto intimo e privato in un lascito di incoraggiamento alla vita: un percorso che unisce arte, memoria e prevenzione.
Il progetto si propone alcuni obiettivi sfidanti: contrastare i preconcetti e le immagini negative legate al suicidio; promuovere la richiesta di aiuto come un atto di coraggio; avvicinare adolescenti e giovani agli spazi di ascolto del territorio.
Nell’ambito del progetto è stato organizzato il concorso fotografico “Dal buio alla luce”, aperto ad adolescenti e adulti: le immagini devono essere inviate entro il 15 agosto 2026. Questo concorso intende stimolare una narrazione visiva del disagio, della fragilità e delle risorse ed emozioni interiori de ogni persona, per diffondere un messaggio forte fra i giovani.
Sul tavolino all’ingresso vi è un pieghevole a disposizione dei visitatori, con due pagine di parole e pensieri scritti da Alessandra, sorella di Michel, che è nella saletta di Rhêmes-Notre-Dame ad accogliere il pubblico. Alcune sue frasi colpiscono nel profondo, fanno riflettere.
« Grazie di cuore per essere qui.
Il vostro interesse significa molto per me, per la mia famiglia, per gli amici di Michel, e per tutte le persone che hanno collaborato a rendere possibile questa mostra e che hanno creduto in questo progetto.
Questa mostra nasce da una perdita. Ma non vuole essere solo il racconto di una fine. Vuole essere uno spazio di incontro e di ascolto.
Michel è mio fratello.
Era vivace, attivo, pieno di passioni. Amava lo sport, la natura, il cibo e le albe. Vestiva spesso di arancione, un colore che rispecchiava molto la sua energia. Era generoso, altruista, attento agli altri. Aveva amici che gli volevano bene, una famiglia che lo amava. E ognuno lo conosceva a modo proprio.
Eppure, nonostante tutto questo amore e tutte queste attività, dentro di lui c’era anche altro.
C’erano pensieri annebbiati. Ansie. Paranoie. Un dialogo interiore difficile, che affrontava quasi ogni giorno.
Non ne parlava molto apertamente. Ma si esprimeva. Attraverso ciò che scriveva, le poesia, la fotografia.
E in quei linguaggi lasciava tracce profonde di ciò che sentiva.
Dopo la morte, abbiamo trovato il suo diario. Tra le tante cose, aveva scritto:
“Mi piacerebbe fare pubblicare quello che ho scritto e lasciare i diritti a mia sorella. Vorrei che questo scritto venisse considerato di sua proprietà.”
(…)
Nel suo diario Michel rifletteva molto sul silenzio che circonda il suicidio. Si chiedeva perché se ne parli così poco, anche in una realtà piccola come la nostra, dove invece è un fenomeno più presente di quanto si immagini. »
In effetti, il tasso di suicidi in Valle d’Aosta è decisamente più alto rispetto alla media nazionale. Proprio nel mese di agosto del 2024, la testata di Aosta Sera affronta il delicato tema: https://aostasera.it/notizie/sanita-notizie/la-valle-ha-una-percentuale-di-suicidi-doppia-rispetto-al-resto-ditalia-ma-i-numeri-sono-in-calo/
Fra tante belle e profonde parole, mi emoziona ancora questo passaggio, sempre scritto da Alessandra Belli:
« Questa mostra non vuole dare risposte semplici. Non vuole spiegare tutto. Vuole creare uno spazio in cui le emozioni possano esistere. Anche quelle difficili.
Se tra chi sta leggendo c’è qualcuno che sta attraversando un momento difficile, per qualsiasi ragione, vorrei dire:
Chiedere AIUTO è possibile.
Non dovete affrontarlo da soli.
Anche quando sembra che nessuno possa capire.
Anche quando parlarne fa paura.
Chiedere aiuto non è un fallimento. »
La mostra che ho avuto il piacere di visitare a Rhêmes-Notre-Dame non finisce qui. L’allestimento proseguirà ancora:
– dal 4 al 21 agosto a Cogne, presso la Maison Dayné;
– dal 21 agosto al 4 settembre a Villenueve, nei locali della Biblioteca Comunale.
Dal buio alla luce – Concorso fotografico in memoria di Michel Belli
Racconta attraverso una fotografia il passaggio da un momento di difficoltà a uno spiraglio di speranza. Il “buio” può rappresentare solitudine, confusione, tristezza o silenzio. La “luce” può essere un gesto di aiuto, una parola gentile, un’amicizia, una passione che riaccende energia.
Non serve mostrare situazioni estreme. L’obiettivo è suggerire che anche nei momenti più difficili può esistere una possibilità di cambiamento. Non serve la perfezione tecnica — serve il messaggio.
Il concorso fa parte del progetto “La parte che non vedevate” (1), sostenuto dal Fondo ministeriale 2024 per le iniziative di interesse generale del Terzo Settore ed è promosso da Incontroluce APS, in collaborazione con Il Mandorlo Fiorito – ODV Soccorso Grand Paradis e Noi e gli Altri scs.
Le attività sono realizzate grazie al contributo dei partner, della rete territoriale e delle famiglie coinvolte, con il supporto di educatori, professionisti e volontari.
Il concorso è aperto a tutti i fotografi non professionisti e appassionati. La partecipazione è gratuita. Sono esclusi i membri della giuria e delle associazioni facenti parte del progetto.
La partecipazione è aperta a due categorie:
— da 14 a 29 anni
— oltre i 30 anni
Si possono inviare fino a 3 fotografie in formato JPG all’indirizzo di posta elettronica: [email protected]
con oggetto: “dal buio alla luce”.
Ogni foto deve essere accompagnata da un titolo e da una didascalia, allegando il modulo di iscrizione compilato e firmato. Se nelle foto sono presenti persone riconoscibili, è necessario allegare anche la liberatoria privacy.
Il file deve essere rinominato in questo modo:
COGNOMENOME_TITOLOFOTO_1
La scadenza è fissata alle ore 23.59 del giorno 15 agosto 2026. I vincitori saranno proclamati entro il 10 ottobre 2026 e invitati alla mostra conclusiva di premiazione.
PREMI
Categoria 14/29 anni
Fujifilm Instax Mini · Action Camera 4K · Ring Light
Categoria over 30
Obiettivo Canon Pancake · Abbonamento Adobe Lightroom · Buono stampe fotografiche 100€
Sul sito www.incontroluceaps.it si possono scaricare il modulo di iscrizione (adulti e/o minori), il regolamento del concorso e la liberatoria privacy per chi ne avesse necessità.
Note
(1) Progetto “La parte che non vedevate” — Avviso di iniziative di interesse generale a valere sul fondo ministeriale anno 2024, ai sensi degli artt. 72 e 73 del D.lgs. 117/2017 “Codice del Terzo settore” CUP B51H25000000002 – CIG B68499082E
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