La famosissima frase di Cartesio “Cogito ergo sum”, ovvero “penso quindi sono”, rappresenta la prima ed importante frattura moderna nell’uomo occidentale, cosa che ha poi infettato tutto il resto del pensiero mondiale, è oramai notorio che l’uomo più che pensare liberamente ed in modo indipendente è “pensato dai propri pensieri”.
Affermare come un assioma che l’esistenza dell’essere umano è data solo dal fattore “mentale”, equivale a negare parti sicuramente più importanti del complessissimo microcosmo umano, prima di tutto la coscienza e poi l’anima.
Si è naturalmente coscienti senza aver bisogno di pensare, quando ad esempio siamo in uno stato rem immersi nell’osservare un bel quadro per esempio. L’anima poi non ha bisogno di pensare ma “intuisce” per così dire, con una sorta di sesto senso.
Affermare che quindi sono perché penso, significa semplicemente aver centrato il proprio raggio d’azione solo sulla sfera mentale, a discapito per ciò di elementi importantissimi della costituzione umana.
Nelle dottrine esoteriche più pure, quali quelle contenute nella “Voce del silenzio” è detto che la mente è la grande assassina della realtà e bisogna uccidere la grande assassina. Come conciliare queste affermazioni millenarie di una saggezza antichissima con i moderni sofismi partoriti da Cartesio? In realtà non esiste conciliazione alcuna, poiché ognuna delle due affermazioni implica un modo di usare la mente in modi diametralmente opposti.
Prima di uccidere la grande assassina mentale è necessario risvegliare l’anima-spirito assopita, in modo che sia lei a dirigere l’apparato umano e non più la sfera mentale labirintica, cervellotica e in perenne contraddizione tra di lei.
Sarebbe più esatto affermare “non penso quindi sono “, poiché l’essenza originale dell’essere umano è di natura animica, non mentale.
Quasi tutta la civiltà moderna è basata sul “penso quindi sono”, basta aprire la pagina di un giornale per vedere quanto questo pensare unilaterale abbia creato danni quasi irrimediabili, cerchiamo quindi di pensare di meno e di essere di più, di avere meno idee e concetti e di vibrare nelle profondità dell’anima, dove la voce del silenzio intona il canto all’essere!
FD
