Gazati da Netan: chi ha sottaciuto acconsente? (Tra disumanità e snaturamento)
Le mondiali guer-ric-cio-le spez-zet-ta-te.
Gazati da Netanyahu (gas netano): l’incriticabile Benjamin (o “Maljamin”) prosegue l’ambizioso progetto edilizio strumpalato di trasformare la zona rivierasca della Striscia in lussuosa località balneare per pingui turisti facoltosi; per preparare le fondamenta, il piano, o spianamento, di demolizione complessiva – con dentro gli incauti residenti, compresi i bambinelli (probabili futuri mujaheddin di Hamas) e i sacrificabili ostaggi (vedasi l’episodio di Isacco nella Torah) – pare in fase avanzata (al 70%, circa 52.000 immobili distrutti, sbri-cio-la-ti, e 163.000 danneggiati, con 55.000 vittime, cadavere più cadavere meno, e 130.000 feriti, secondo l’ONU), applicando con sollecitudine la tremenda lezione della Endlosung himmleriana (forse si tratta d’una avariata variante nazi-ebraica della paradossale sindrome di Stoccolma), senza lesinare le immancabili piaghe bibliche o gli apocalittici cavalieri dell’affamamento (carestia) e dei morbi epidemici (pestilenza), potenti insetticidi da inoculare forzatamente agli “occupanti” palestinesi che devono esserne estirpati (Edward Luttwak ha però recentemente rimarcato la parziale inefficacia della “terapia” antiparassitaria, dal momento che la popolazione locale, ad alto tasso riproduttivo, sembrerebbe inopinatamente aumentata di numero, dal 7 ottobre 2023: proprio non vogliono cancellarsi!). In merito, i correligionari “protettori” arabi – sciccosi sceicchi sauditi in testa – non muovono un dito, manco aggrottano le ciglia. Poi, sullo splendido litorale marino liberato, svetteranno meravigliosi gigagrattacieli con muratura in ossangue, tecnica copiata dai rinomati pilastri dei ponti autostradali siculi, costruiti con bionecromateriali mafiosi.
Chi ha taciuto non dissente, dunque acconsente.
Se, all’epoca, l’intera collettività (dis)umana avesse assistito su social e tivù – strumenti di cui godiamo oggi – alla Shoah perpetrata nei lager germanici, sarebbe davvero accorsa ad evitarla? Cominciamo a dubitarne.
Conflitto scaccia conflitto: per non lasciar troppo calmare ed intorpidire (o intorbidire) l’acquitrino così tranquillo e annoiante dello scacchiere geostrategico, l’immarcescibile leader di Israele (baluardo del tramontante Occidente nel Medioriente insorgente), trovandosi meschinamente incolpato di genocidio (che parolona!) e preso di mira da alcuni scarsi oppositori interni (traditori!), prova astutamente a distrarre lo sguardo dell’opinione pubblica con un azzardato attacco al nemico giurato Iran dei nerovestiti ayatollah, che starebbero esagerando nell’arricchimento dell’uranio (non vi ricorda un po’ il casus belli dell’invasione dell’Iraq di Saddam nel 2003?…) e che, al pari del siriano Assad, son stati disgraziatamente abbandonati dallo zarino Ras-Putin, impegnato a decimare fraternamente i martoriati Ucraini (ma quanto gli costano?!?). Qualora Bibi riesca a defenestrare l’ineffabile intoccabile Khamenei, potrà rivendicare il trionfo sionista.
Adesso, per paura di contaminazione dagli impianti nucleari persiani, bersagliati dall’aviazione della Stella di Davide, l’AIEA intensifica il monitoraggio della radioattività nell’avvelenaticcia aria dell’area (la stessa Italietta non sta molto lontana da quelle lande amene).
Nel frattempo, cinicamente impietosamente fregandocene dei massacri, delle devastazioni immani e dell’inestinguibil odio di manzoniana memoria, seminato a pioggia, ad uragano, ai quattro angoli del Globo, scopriamo che, aggiungendo l’onere di bombe e stranamorevoli ordigni atomici, il “peso delle cose” supera ormai 1,1 teratonnellate, cioè millecento miliardi di tonnellate di manufatti artificiali dell’antroposfera (specialmente calcestruzzi – anche sotterranei –, bitumi e plastiche), eguagliando la somma degli oggetti non sintetici sul tondeggiante – o appiattito – Pianetucolo azzurrognolo ingrigito (all’inizio del ’900 erano all’1%), in base al saggio di Pievani, tra i temi della Maturità: indubitabile segno dell’inquinante snaturamento cementificatorio inarrestabile già denunciato in passato da Pasolini.
Questo mentre i giubilanti governanti negano e/o allegramente se ne sbattono, bollando come sbagliati e perdenti gli sforzi di conversione verde dell’economia (progresso ineluttabile, certamente da emendare, eppure vantaggioso in prospettiva per le industrie innovative e i mercati) e promulgano pene “securitarie” al limite dell’assurdo (che da noi arrivano sino a 20 anni di carcere, peggio che a Brusca, famigerato “pentito” pluriassassino, acerrimo scioglitore di fanciullini) per chi osasse manifestare contro.
Si punta invece sul settore della Difesa, con buona pace della dichiarata de-escalation, nonché della salute polmonare e della vivibilità climatico-ambientale dei nostri adorati figlioli e nipotini…
Amletico dilemma: per incrementare dal 2 al 5% del pil la quota di spesa in armamenti – accontentando la Nato filo-americana e il platinato Don –, l’esborso per il placido Belpaesello dello Stivaletto lieviterebbe da 35 a 100 miliardi di euro (non noccioline!); la fascinosa Giorgina e Giorgetti dove diavolo pensano di recuperare, nelle pieghe o voragini dello sbilanciato Bilancio patrio, un simile mostruoso Everest di soldoni? dalle cripto?!? Sanità addio, oddio!
In conclusione.
Insomma, per affrontare problematiche di cotanta gravità, storiche stragi tragiche, ci servirebbero esperti ministri e temprati diplomatici o diplomati all’Alberghiero, che sembrano degli “imbucati” ai vertici internazionali? scienziati seri o arlecchineschi pifferai magici?
Non siamo principini (omaggiando Sant-Exupéry); somigliamo un po’ tutti a invecchiati reucci solitari che comandano a nessuno su un roccioso asteroide deserto e si applaudono vanitosamente per averlo reso tale.
Gogoliane animemorte.


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