Opportunità o controllo?
Palantir Technologies è un’azienda statunitense specializzata in software per l’analisi di grandi quantità di dati e nell’intelligenza artificiale. È stata fondata nel 2003 con il sostegno di Peter Thiel ed è oggi guidata da Alex Karp.
I suoi clienti principali sono governi e agenzie di intelligence, forze armate, forze di polizia e grandi aziende nei settori sanitario finanziario ed energetico.
I suoi prodotti più noti sono: Gotham, usato per intelligence, antiterrorismo e operazioni militari, Foundry, una piattaforma che integra e analizza dati aziendali, AIP (Artificial Intelligence Platform), che combina modelli di IA con dati sensibili in ambienti ad alta sicurezza.
Ma perché Palantir è una società molto discussa in Spagna, Francia ed altri paesi europei? Perché collabora con il governo degli Stati Uniti, con agenzie come ICE e con diversi eserciti, tra cui quello israeliano.
I critici sostengono che i suoi strumenti possano facilitare sorveglianza di massa, profilazione e operazioni militari, mentre l’azienda replica che il software è progettato con controlli rigorosi e serve a migliorare il processo decisionale in ambiti di sicurezza.
Secondo diverse fonti, il governo spagnolo avrebbe dato indicazioni alle aziende controllate dallo Stato di evitare nuovi contratti con Palantir per sistemi strategici, soprattutto per timori legati alla sovranità dei dati e alla sicurezza nazionale. I contratti già esistenti, invece, non sarebbero stati messi in discussione.
Questa scelta si inserisce in una tendenza più ampia di alcuni Paesi europei a ridurre la dipendenza da fornitori statunitensi per infrastrutture digitali sensibili.
Come si pone l’Italia? L’Italia, almeno per ora, sembra aver scelto una posizione prudente, a metà strada tra apertura tecnologica e cautela politica.
Nel 2026 ci sono stati contatti tra Palantir e il governo italiano per valutare l’impiego delle sue piattaforme di intelligenza artificiale, in particolare in ambiti legati alla sicurezza e alle forze dell’ordine.
Tuttavia, da quanto emerso pubblicamente, al momento non è stato assegnato alcun grande contratto strategico.
Dopo che alcuni Paesi europei, come la Spagna e la Francia, hanno iniziato a raffreddare i rapporti con Palantir, diverse ricostruzioni giornalistiche indicano che anche il governo italiano abbia deciso di non procedere con nuovi affidamenti strategici, pur senza assumere una posizione di rottura nei confronti dell’azienda.
La linea sarebbe quella di evitare una dipendenza da una società statunitense per infrastrutture digitali particolarmente sensibili, mantenendo però aperto il dialogo.
In sostanza, la posizione italiana può essere riassunta così, nessun divieto ufficiale contro Palantir, nessuna grande commessa strategica annunciata, attenzione crescente al tema della sovranità digitale, cioè mantenere il controllo nazionale ed europeo sui dati sensibili e sulle piattaforme di IA, disponibilità a valutare tecnologie estere caso per caso, soprattutto quando riguardano difesa, intelligence o pubblica amministrazione.
Questa prudenza riflette un dibattito più ampio in Europa: il tema non è tanto se Palantir sia un’azienda tecnologicamente valida (è considerata tra le più avanzate nel settore), quanto se sia opportuno affidare a un’impresa privata statunitense, molto legata al settore della difesa e dell’intelligence degli Stati Uniti, funzioni critiche dello Stato.
