Il tragico destino dell’erede al trono d’Austria, e il mistero dietro la sua relazione con Maria Vetsera.
Oggi è il 18 agosto e ricorre il cento novantaseiesimo compleanno di Francesco Giuseppe d’Asburgo-Lorena nato a Vienna il 18 agosto 1830 e lì deceduto il 21 novembre 1916.
In Austria la sua figura è assai viva e si svolgono anche manifestazioni e rievocazioni in suo onore. Si ricorda in periodo trionfale, l’Austria felix, forse in modo un po’ superficiale, del ruolo strategico di Vienna quale capitale indiscussa del potere in Europa.
Se analizzammo le tragedie del ‘900, ci si pone spesso la domanda su quali equilibri si sarebbero svolte le relazioni tra i popoli e le controversie epocali, se l’impero Austro ungarico fosse ancora rimasto vitale, nel pieno della sua potenza.
Purtroppo, le vicende politiche e umane contribuirono ad avviare il declino dell’impero e dell’imperatore. L’esito della Prima guerra mondiale determinò la frantumazione dell’impero, l’infausta proclamazione della repubblica, caratterizzata da lotte infinite tra i partiti, sino alla consegna del Paese al nazismo, ma procediamo con ordine.
Dapprima avvenne la tragedia di Mayerling che rimane uno degli eventi più misteriosi e drammatici della storia asburgica.
Il 30 gennaio 1889, l’arciduca Rodolfo d’Asburgo, unico figlio maschio dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Sissi, viene trovato morto insieme alla sua amante, la baronessa Maria Vetsera, nella residenza di caccia a Mayerling, in Austria. Il dramma scuote profondamente la monarchia austro-ungarica e lascia dietro di sé una scia di interrogativi, ipotesi e speculazioni.
Rodolfo è un giovane colto e brillante, ma profondamente inquieto. Fin dall’infanzia, si distingue per il suo spirito liberale e per una visione politica in contrasto con il conservatorismo del padre. Affascinato dalle idee progressiste e dal nazionalismo, mal sopporta il rigido protocollo di corte e il destino imposto dal suo rango. Il suo matrimonio con la principessa Stefania del Belgio è infelice, caratterizzato da freddezza e incomprensioni. Questo lo spinge a cercare conforto altrove, trovandolo nella giovanissima baronessa Maria Vetsera.
Il loro legame, osteggiato dalla corte e dalla famiglia di Rodolfo, si sviluppa in segreto, alimentato dalla disperazione e dal desiderio di sfuggire alle costrizioni della vita di palazzo. Secondo alcune ricostruzioni, Rodolfo progetta addirittura di fuggire con Maria, ma la pressione delle responsabilità dinastiche e il rifiuto del padre di concedergli una via d’uscita lo gettano in uno stato di profonda depressione.
Nella notte del 30 gennaio 1889, nella residenza di caccia di Mayerling, si consuma la tragedia. Le versioni ufficiali sostennero che Rodolfo, in preda alla disperazione, abbia prima ucciso Maria Vetsera con un colpo di pistola e poi si fosse tolto la vita. Tuttavia, molte teorie alternative si sono susseguite nel tempo: dall’ipotesi di un assassinio politico, orchestrato per eliminare un erede scomodo, a quella di un complotto dinastico. Alcuni storici hanno anche suggerito che Maria potesse essere morta accidentalmente e che Rodolfo, sconvolto, avesse deciso di seguirla.
Dal punto di vista politico, comunque, la tragedia di Mayerling ha delle ripercussioni drammatiche importanti. Con la morte di Rodolfo, infatti, la linea di successione si indebolisce notevolmente, portando l’arciduca Francesco Ferdinando, nipote dell’imperatore, a diventare erede al trono. La sua successiva uccisione a Sarajevo nel 1914, poi, innesca la Prima Guerra Mondiale, segnando l’inizio della fine per l’Impero austro-ungarico.
Purtroppo, nella vita privata Francesco Giuseppe visse molte tragedie che lo colpirono in prima persona. Ancor prima della morte di Rodolfo nel 1867 suo Fratello Massimiliano, proclamato da qualche anno imperatore del Messico, venne fucilato dai rivoluzionari locali e nel 1898 avvenne a Ginevra l’assassinio della moglie Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, conosciuta come Sissi, ad opera di Luigi Lucheni, un anarchico italiano.
Alla morte di Francesco Giuseppe, avvenuta il 21 novembre 1916 a Vienna, fece seguito anche la sconfitta militare austro-tedesca nella Prima guerra mondiale, che contribuì all’affermazione di divergenti interessi nazionali dei popoli e la cacciata della dinastia dal’ Austria. Con la proclamazione della Repubblica, il 3 aprile 1919 si arrivò alla definitiva dissoluzione dell’Impero. La repubblica nel 1934, come già accennato, segnò l’affermazione di un regime privo di garanzie parlamentari, che favorirà l’occupazione nazista.
