Un chiarimento sulle concordanze
Accolgo volentieri l’invito di un nostro esimio editorialista che, da amante qual è della nostra bella lingua, davanti ad un dubbio si è posto il problema di rispettarla e ha creduto opportuno rivolgermi un quesito. Innanzitutto lo ringrazio per la fiducia ed estendo la risposta ai lettori, come da lui richiesto. Sintetizzo la domanda.
Esistono nomi di fiumi di genere maschile, come Po o Tanaro, altri di genere femminile, come Dora o Stura. Ma come la mettiamo con l’articolo che precede il nome proprio? Se dicendo il Po sottintendiamo il fiume Po, allora dovremmo dire anche il Dora, benché ovviamente suoni malissimo.

Caro amico, l’articolo che precede il nome proprio concorda con il nome a cui si riferisce, in questo caso il nome proprio del fiume: perciò senza dubbio il Po e la Stura. I nomi propri, per natura, non possono cambiare genere. O sono maschili o sono femminili. Punto. Quindi l’articolo determinativo sarà sempre maschile, come il Po o il Tamigi, o femminile, come la Dora o la Marna.
Invece nel lemma il fiume Po o il fiume Stura l’articolo si riferisce all’appellativo geografico, all’apposizione “fiume”, quindi è sempre maschile, indipendentemente dal genere del nome proprio del fiume.
Spero di essere stata chiara.
E grazie a tutti coloro che riflettono sulla nostra magnifica lingua e fanno del loro meglio per usarla bene.

E che dire della nostrA Adda e del nostrO Lambro che scorrono partecipando agli eventi raccontati dal Manzoni?
Davvero! Vedere la barca di Renzo e Lucia su “quel ramo del lago di Como” , dove, a un certo punto, “il lago cessa, e l’Adda ricomincia,” è sempre un’emozione.
Grazie per i tuoi pensieri.