La soglia della consapevolezza
di Mario Vittorio Alessio
Credo che dentro di noi esistano memorie di conoscenze archetipiche riferite alla nostra vera natura, che a volte affiorano senza che noi ne siamo coscienti, stimolate da sensazioni o sentimenti come ad esempio la compassione.
Molto tempo fa leggendo un libro o vedendo un film mi succedeva di commuovermi, non per le solite storie strappa lacrime o per i famosi romanzi d’appendice, dove occorreva aspettare l’epilogo per leggere il tanto desiderato lieto fine, la mia commozione si manifestava quando qualche personaggio si comportava con generosità, abnegazione, compassione, nell’etimo latino “cum patior”, patire con, ovvero condividere il sentimento e farlo proprio.
In quei comportamenti percepivo qualcosa di più della grandezza umana raccontata nella letteratura o nella storia e riferita agli eroi, salvo per l’anti eroe Cristo in quanto soprannaturale, ma non sapevo interpretarlo oltre la commozione spontanea che ne derivava.
Nel tumultuoso svolgersi degli anni e quindi della mia vita quasi dimenticai quella sensazione, surclassata dalla frenesia di vivere, solo più tardi placati gli istinti del conformismo esasperato e subliminalmente indotto, mi fu chiaro il perché della antica commozione, essa derivava dalla componente spirituale che alberga in ognuno di noi oltre la materia e che si percepisce dal non attaccamento alle cose sostanziali per le quali combattiamo, soffriamo e viviamo quotidianamente, senza domandarci chi siamo veramente e qual sia la nostra vera natura e funzione.
Quei comportamenti attraverso una vibrazione diversa e superiore cercavano il dialogo con la mia vibrazione mediante la commozione, non con il cervello.
Tutti in origine abbiamo una natura spirituale perché tutti vibriamo, qualcuno lo intuisce, pochissimi lo riconoscono e lo coltivano, la didattica universale lo ignora, chi l’ha riconosciuto cercando di interpretalo spesso l’ha stravolto, perché certe vibrazioni non si studiano e tantomeno si modificano, sono archetipi universali, quindi mutabili solo seguendo il principio evolutivo, si progredisce con l’aumento della vibrazione che avviene con le giuste tonalità prodotte da pensieri e comportamenti consoni alla matrice originale, che è l’amore universale disinteressato, che ci fa sentire non personalità separate, ma componenti di un Tutto.
Nell’attuale nostro secolo, dietro l’innegabile progresso si fa sempre più strada l’annichilimento della nostra componente superiore, infatti il progresso è sempre più portato alla materialità che alla spiritualità. Non è sempre stato così, nell’umanesimo poesia e arti figurative ben esprimevano la componente spirituale, così come nel romanticismo trascendente, mentre l’illuminismo ed il positivismo hanno agito a favore dei diritti individuali e del pensiero scientifico creando la società industriale e la postindustriale, trasformarci in meccanicisti.
Il positivismo nella scienza e nella società si sostituì completamente all’intuizione, all’ idealismo trascendente, il sogno divenne psicanalisi, non più onirico ma semplice realtà corrotta, alcune arti figurative si trasformarono in rappresentazioni psichedeliche contaminate dagli allucinogeni della chimica e della ribellione, amministrati da burattinai che ancora oggi nell’ombra muovono intere masse inconsapevoli di essere usate, la conquista innegabile dei diritti fu a spese dei doveri che surclassati ci consegnarono all’anarchia ed all’egoismo sfrenato.
Oggi l’umanità si muove come intorpidita in un sonno senza sogni, sotto l’ala del consumismo e delle rivoluzioni alle quali le masse si aggregano senza neppure conoscere il perché, semplicemente indotte dai media o da testimonial manovrati dai veri padroni del futuro, ai quali nulla interessa salvo il tornaconto delle loro ambizioni.
Se si leva qualche sussulto di risveglio, la macchina del fango entra subito in azione e il sussulto diventa singhiozzo.
Solo la fisica quantistica ha dato e può ancora dare la corretta innovazione che potrà trascinare l’umanità nella corrente evolutiva, il nostro futuro oggi poggia quasi interamente su di lei, fisica e metafisica devono integrarsi così come materia e spiritualità.
Le trasformazioni purtroppo spesso richiedono sconvolgimenti, per la guarigione ci vuole la malattia, per la liberazione ci vuole il sequestro, per la pace ci vuole la guerra, questo è il cardine della dimensione in cui agiamo, operiamo e viviamo, perché avvenga il cambio dimensionale occorre aumentare le nostre vibrazioni e questo nessuno l’insegna, perché deve nascere dall’interno da una decisione non partorita dal cervello, quindi non pensata, ma dalla consapevolezza della nostra vera natura che non è l’involucro con il quale transitiamo in questa dimensione, ma principio di sviluppo evolutivo mosso dall’amore universale, che è rinuncia ad ogni accumulo personale che si contrappone alla patetica ricerca dell’immortalità della materia, che al contrario per liberarci si deve sublimare con il nostro spirito per essere ancora veicolo in dimensioni evolutive superiori. Il viaggio è solo agli inizi e dobbiamo uscire dal sonno indotto come ben raccontato nei film Matrix e The Truman show.
Buon risveglio.
I concetti che ho trattato richiederebbero ben altro sviluppo che un modesto articolo, quindi indico qualche informazione per chi volesse sviluppare l’argomento.
Max Planck premio Nobel per la fisica nel 1918 dichiarò “la materia non esiste, tutto è vibrazione”
In alcuni miei testi, alcuni pubblicati su Civico 20, ho scritto: tutto ha una vibrazione, i minerali hanno una frequenza che rende la loro struttura particolarmente densa, i vegetali meno densi quindi la frequenza vibratoria è superiore, così in crescendo per gli animali e per l’uomo. Spostandoci in dimensioni superiori aumentando la frequenza vibrazionale la struttura diventa più eterea sino a raggiungere ciò che oggi non siamo in grado di vedere, ma solo intuire, questo è il percorso del principio evolutivo del quale anche noi siamo parte.
Tutto nell’universo vibra, pianeti e galassie compresi, i nostri pensieri vibrano e hanno certamente un effetto a nostra insaputa sul pianeta che ci ospita.
La vita della nostra materia, l’involucro, è costellata di paure, paura di non farcela, di ammalarci, di perdere, di essere traditi, paura di morire, ma a morire è l’involucro con il quale ci siamo identificati, noi siamo altra cosa come scrisse il grande Bardo ”Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.
E quando finalmente ci sveglieremo lo scopriremo.
Immagine di copertina di G.Guerreri
