L’insoddisfazione è una sensazione che, talvolta è presente in noi.
Essa sembra volerci suggerire che, alla base della nostra vita,
vi è forse un mistero, qualcosa di sconosciuto.
Le diverse esperienze di vita ci possono portare ad avere due atteggiamenti diametralmente opposti:
– possiamo sospettare che il vero senso dell’esistenza
sia celato in un segreto di cui non sarà facile trovare la chiave;
– cerchiamo di affermare a ogni costo i nostri interessi personali
o lasciamo che la vita scorra su di noi, come uomini usa-e-getta
in una società consumistica
Sappiamo benissimo che, anche se viviamo nell’era dei diritti umani,
la vita umana conta sempre meno dell’interesse e del profitto!
Nel corso dei vari convegni che si svolgono ovunque,
si discute di cambiamenti e di miglioramenti,
di come dovrebbero o potrebbero andare le cose:
ma costatiamo continuamente che la pace nel mondo è ancora un’utopia,
e ogni giorno muoiono molti uomini in guerre di cui non si scorge l’inizio,
né la fine.
Ciò accade continuamente intorno a noi, ma
– finché non siamo coinvolti personalmente –
tendiamo a mantenere le nostre rassicuranti abitudini.
Quando ci riusciamo e tutto va nel modo consueto,
pensiamo che possa continuare così in eterno.
La morte sembra molto lontana, ci riempiamo la vita con inutili occupazioni
e viviamo spensieratamente alla giornata.
Se, poi, succede qualcosa che scombussola le nostre dolci abitudini,
siamo portati a riflettere e ci domandiamo:
«Perché succede questo proprio a me?»
Spesso gli uomini sono coraggiosi e determinati.
Possiedono un forte istinto di sopravvivenza e si adattano all’ineluttabile;
può accadere che qualcuno, dopo un’esperienza traumatica,
inizi a farsi domande sul senso dell’esistenza.
Cos’è, in fondo, la vita?
In cosa consiste?
Che senso ha?
Vi è una formula segreta?
Si desidera davvero la risposta oppure la ricerca è un ulteriore passatempo? In tal caso, il cercatore si accontenterebbe del non-sapere.
La nostra terra è una scuola di vita.
Fin da bambini, è necessario sviluppare determinate capacità
e imparare, quando sarà il momento, ad assumersi delle responsabilità.
Molti uomini si muovono abilmente nella società
e trascorrono la loro vita senza molti problemi.
Prima o poi, arriva un momento in cui ognuno è confrontato con la fragilità
e con i limiti della propria esistenza.
Questo può essere un momento di svolta che, offrendo l’occasione di sciogliere tutti i lacci, cerca le risposte alle domande esistenziali.
Ogni uomo ha la facoltà di pensare, volere, sentire e agire.
A volte, per mezzo di queste facoltà, perviene a grandi realizzazioni,
ma le motivazioni che lo spingono
possono anche causare notevoli sofferenze.
La scienza, la religione e le arti ci offrono molti esempi.
La storia dell’apprendista stregone, che sperimenta formule segrete di cui non ha la padronanza, vale per tutti e indistintamente.
Questi esperimenti possono causare situazioni incontrollabili
e i responsabili cercherebbero, innanzitutto, di salvare la propria pelle. Fortunatamente, all’ultimo momento, arriva il vero mago e aggiusta tutto. L’apprendista se la cava con una bella sgridata.
In realtà, egli non aveva cattive intenzioni,
voleva solo vedere cosa sarebbe successo
e fino a quale limite si sarebbe potuto spingere.
Dopotutto, era solo un esperimento.
Le favole e l’antico linguaggio della saggezza ci parlano della padronanza
dei quattro elementi:
aria, acqua, fuoco e terra.
Non intendiamo gli elementi fisici,
ma i quattro stati energetici corrispondenti
al pensare, al sentire, al volere e all’agire.
L’aria corrisponde al pensiero,
l’acqua alle sensazioni,
il fuoco alla volontà e
la terra all’azione.
Se ci domandiamo dove ci hanno portato finora queste facoltà,
dobbiamo constatare che il pensiero
– facoltà che pone l’uomo al di sopra dell’animale –
non è stato ancora in grado di svelarci il mistero della vita.
La sincera compassione e la misericordia per il prossimo sofferente
lasciano in noi una sensazione di impotenza,
perché si dimostrano improduttivi.
La volontà di raggiungere una certa meta,
di prendere e mantenere buoni accordi,
di procedere con ordine c’è,
ma spesso fallisce poiché le intese non sono rispettate,
e le azioni restano infruttuose.
In quanto uomini, siamo ancora incompleti,
perché non sappiamo gestire nel modo giusto i quattro elementi.
Tuttavia, sta aumentando la tendenza ad abbandonare l’idea dell’uomo
usa-e-getta, per scoprire il vero valore dell’uomo
e sottolineare gli elementi d’eternità del suo essere.
Il nucleo dell’essere umano è vivo ed eterno,
e lo condurrà fino al punto in cui dovrà ascoltarlo.
Come rispondere in modo corretto?
Chi – in tutta sincerità e con una vera aspirazione interiore – cerca l’imperituro, può ricevere, come un lampo,
l’intuizione che lo sprona a continuare la ricerca in se stesso!
La risposta è vicinissima, si trova nel cuore.
Il cuore è la fonte della vita, è l’inizio pulsante del respiro di vita.
Questa fonte nasconde la coscienza: ciò che l’uomo una volta sapeva
e che ha dimenticato.
I Rosacroce chiamano questo principio fondamentale la rosa del cuore.
Chi permette alla propria rosa di fiorire, riceve la comprensione.
Attraverso un’aspirazione sincera alla conoscenza superiore,
si crea un contatto con il principio fondamentale: in questo consiste l’inizio del cammino, durante il quale si schiude la vita autentica.
Comincia così il cammino, lungo il quale si svelerà la Vera Vita,
che si manifesterà pienamente attraverso la sincera aspirazione
e la sete inestinguibile.
L’attenzione, rivolta esclusivamente alla rosa del cuore,
la farà sbocciare e le permetterà di irradiare la sua luce.
Evidentemente, tutto ciò non viene da sé,
ma è il risultato di un lungo cammino di esperienze.
Molti uomini, a un dato momento,
scoprono di avere sottovalutato la luce dentro i loro cuori.
Se tutto va bene, però, le quattro facoltà di cui parlavamo
si svilupperanno lentamente e nasceranno nuove possibilità.
In vista del raggiungimento del fine – la trasfigurazione –
gli elementi si trasformeranno.
Allora, non saranno più rivolti a fini terreni,
ma alla conoscenza superiore liberatrice, verso la pura vita gnostica.
L’uomo – prima di poter scoprire l’anima, la delicata regione interiore –
deve acquisire il coraggio e l’ardore del fuoco,
la tenacia e la perseveranza della terra,
la duttilità e l’intelligenza dell’aria.
Questa scoperta avviene attraverso l’aspetto della sensibilità dell’acqua.
La trasmutazione di questo aspetto provoca cambiamenti nella vita emotiva, scioglie le preferenze personali, creando lo spazio necessario
per un incondizionato affetto verso tutte le creature.
Quando, infine, sarà espressa la preghiera decisiva:
«Svelami i tuoi segreti»,
sarà come quando si lancia un sasso nell’acqua:
i cerchi che si allargano vibrano nell’intero essere.
Dapprima, questo suono dell’Origine sussurra,
poi aumenta fino a diventare un potente richiamo che si fonde
con la Fonte Universale di ogni Vita.
Una simile Vita è molto diversa da quella di un piccolo individuo limitato.
L’uomo si consacra ora al processo della trasfigurazione che,
innalzandolo, lo libera dalla materia.
Egli progredisce in una comprensione crescente.
L’uomo ha trovato, così, il senso profondo della vita,
poiché la sua meta si delinea sempre più chiaramente davanti a lui.
Fonte: Lectorium Rosicrucianum
https://www.lectoriumrosicrucianum.it
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