Abbiamo sempre ritenuto che l’azionista di riferimento del nostro sistema sanitario fosse il cittadino; invece, ci accorgiamo che le pesanti pressioni partitiche, le beghe sindacali e la burocrazia imperante, la stiano facendo da padroni. Così agli occhi di un attento osservatore, si depotenziano gli effetti degli ingenti stanziamenti disposti dallo Stato e dalle Regioni, per soddisfare altre priorità. Ci riferiamo in particolare al Piemonte e a quel che ci è dato sapere, sta succedendo nella Sanità torinese. Abbiamo incontrato l’architetto Riccardo Ruà neopresidente del Coresa.
Architetto Ruà, lei da anni, a diverso titolo segue le problematiche sanitarie e il funzionamento del nostro sistema sanitario. Cosa sta succedendo alla Città della Salute di Torino?
“Penso sia stato commesso un errore gestionale con il recupero efficienziale di certe regole senza passare dalle istituzioni e, va riconosciuto inoltre che, la Città della salute ha una rappresentanza sindacale preparata che avrebbe potuto portare ad una contrattazione positiva”.
La presa di posizione pubblica dell’assessore Federico Riboldi sul destino di Thomas Schael, commissario della Città della salute, sta anteponendo l’esigenza di ristabilire il “vogliamoci bene” con il sindacato, rispetto al proseguimento del risanamento in corso in cui è impegnato il commissario, scelto ad hoc dallo stesso assessore?
“Non so se la scelta sia stata solo dell’assessore Riboldi perché, non va dimenticato che la Sanità è pubblica e quindi un comportamento antisindacale è grave e, non può essere tollerato dalla politica tutta; quindi, difficilmente il non cambiamento del vertice porterà al recupero del clima di fiducia nell’azienda. Inoltre, non va dimenticato il lavoro, l’impegno e la sofferenza di tutte le maestranze durante la pandemia. Non si doveva partire con azioni repressive e, per quanto riguarda le inchieste giudiziarie, credo vadano avanti indipendentemente dalla nomina di altri direttori”.
Se la sfuriata dovesse portare a immaginabili conseguenze, non si rischia di compromettere l’esito delle inchieste sulle gestioni precedenti “pittoresche, opache e spendaccione”?
“Penso che l’assessore Riboldi stia portando avanti una politica efficienziale che condivido (vediamo anche i bliz) ricordo anni fa con l’allora ministro e amico Raffaele Costa di aver collaborato in situazioni analoghe esponendomi in prima persona (forse più del Ministro) con dei buoni risultati sul malcostume grazie anche all’intervento della magistratura”.
Cosa vede dietro l’angolo? Tempesta agostana un po’ avventata? Eccesso di protagonismo di un assessore che vuol fare parlare di sè, o altro?
“Vedo dietro l’angolo cambiamenti non immediati, ma necessari e che la politica di controllo dell’assessore Riboldi rientri nella sua volontà di cambiamento nell’ interesse della Sanità pubblica dando anche credibilità all’utenza troppo spesso non considerata”.
A suo giudizio quale dovrebbe essere il modello ottimale di gestione, tenendo conto dei mali cronici del nostro sistema sanitario (code, eccesso di burocrazia, penuria di medici e personale paramedico. Ecc.?)
“All’interno dell’azienda ospedaliera (Molinette), a mio avviso, manca una capacità gestionale nel relazionarsi con i collaboratori e le istituzioni; infatti, pochissimi sono stati i direttori generali che ho conosciuto che hanno interagito correttamente con il sindacato e dipendenti.
L’ASL ha di natura un flusso organizzativo molto complesso, una forte carenza formativa anche a livello di direzione sanitaria. Ci sono pochi controlli di capi di dipartimento con troppa autonomia e sulla qualità del servizio dei reparti (mobilità e rotazione dei medici).
L’obiettivo principale di un’azienda ospedaliera mira alla salute e la prevenzione diagnostica; infatti, al vertice delle istituzioni organizzative, a mio parere, dovrebbero esserci manager con competenze idonee e la giusta esperienza al fine di poter avere una corretta gestione sia a livello del personale e sia sul corretto funzionamento organizzativo aziendale migliorando anche il rapporto sindacale e di conseguenza il benessere dei dipendenti”.
Grazie architetto Ruà. Mi congratulo per la sua recente nomina alla presidenza del Coresa e le formulo i più sentiti auguri.

La persona giusta al posto giusto