20 Ottobre 2026

9 thoughts on “Bill Gates: «l’Intelligenza Artificiale; disoccupazione futura». Quando intervistammo AI e ci mostrò la strada”

  1. Grande Carlo ho letto com molto interesse
    E la definizione di” intelligenza
    Artigianale”
    Mi piace molto..

  2. Carlo, mi ha molto conquistato l’IA, con la sua logica disarmante, però ha detto una cosa che, da intelligenza artigianale, ho potuto cogliere: “Se l’obiettivo è massimizzare il profitto a breve termine, sarò usata per sostituire. Se l’obiettivo è aumentare benessere collettivo, sarò progettata per collaborare.” Noi poveri artigiani del libero pensiero, con tutte le guerre in atto e altre pronte a deflagrare per motivi puramente economici, che speranze abbiamo che non sarà solo il primo pensiero ad essere preso in considerazione? Meditate gente, meditate….

  3. Per finire,viste le risposte dell’ia è sempre l’uomo e la sua mente che dobbiamo temere o averne beneficio…. qualche timore mi viene!

  4. Caro Carlo
    perché mi hai preceduto?
    Credo che nonostante tutto, non per copiare , e’ il gesto che più mi disturba, ma per dare un contributo alla conoscenza di AI. Personalmente, mi interesso molto alla AI, ciò che più mi colpisce è la sua
    velocità:straordinaria!
    Ammettiamolo. Per il resto, condivido ciò che AI ha risposto, che dipende da come viene usata. Mi diverte molto colloquiare con essa, e soprattutto, metterla un po’ in difficoltà, quando le pongo questioni “umane” , mi risponde che “sono una macchina, non ho una risposta individuale, rispondo con tutti le nozioni che con una velocità inaudita , ho accumulato. “SONO UNA MACCHINA CHE IMPARA dai dati generati dall’UOMO. L’aspetto che più mi diverte è quando mi fa molti complimenti, esagerati, ma il mio Ego resta saldo: non mi freghi. Ciao IA, buona giornata! Complimenti Carlo.

    1. carissima amica & collega di interviste (rammento quando la facesti su di me per il corriere di Bra), ebbene si, tra i vari articoli, ogni tanto intervisto qualcuno di strano (in un’altra occasione, l’anima di tre aceri secolari abbattuti a Chieri). È un piacere incontrarci qui. Ho in serbo un’altra malefatta. Magari sentiamoci su WhatsApp: 335.23.24.31, così possiamo scrivere qualcosa a quattro mani per due testate diverse, ma complementari. Cosa dici? E poi, l’umorismo non ti manca. Grazie e ciao, è vero che chiacchierare con AI in modo consapevole è costruttivo

  5. Molto interessante l’articolo
    L’ho girato a tanti che temono l’intelligenza artificiale e la vedono come un nemico
    Dovremmo, invece, imparare ad usarla in modo etico
    ponendo domande che non inducano risposte a fini già preposti.
    Il suo uso necessita di onestà intellettuale. Merce rara?

  6. oramai dobbiamo pensare all’AI come uno strumento a nostro vantaggio, le più grandi aziende al mondo hanno integrato l’intelligenza artificiale all’interno dei loro sistemi gestionali, è una risorsa non di poco conto che potrà facilitare e velocizzare in modo considerevole il lavoro. Personalmente non credo che potrà mai sostituire al 100% l’uomo nel lavoro se non in quei rami informatici di controllo e gestione dati dove non sempre è fondamentale la presenza umana. Per il resto un computer o AI che sia non riuscirà mai a montare un wc o collegare una presa elettrica, quindi i lavori di artigiani quelli sono e quelli rimarrano (per fortuna). Per tutto il resto c’è bisogno di evolversi e considerare le nuove tecnologie “amiche” così che ci possano aiutare e sostenere. unica pecca è che sarà così facile reperire informazioni e ragionamenti che temo che le future leve useranno sempre più l’AI e non il cervello. (piccola critica personale)

  7. Bravissimo tu, Carlo, e bravissima l’AI anche nel parlare di sé. Articolo molto interessante. Graditissima la definizione di “Intelligenza Artigianale”.

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