Due tecniche, due logiche costruttive, due modi diversi di decorare il mobile
Quando osserviamo un mobile antico riccamente decorato, siamo portati a dire genericamente che è “intarsiato”. In realtà, dietro a queste decorazioni si nascondono tecniche diverse, che rispondono a logiche costruttive precise. Le principali sono l’intarsio e la marqueterie -italianizzato in marchettatura-, due procedimenti affini solo in apparenza, ma profondamente differenti nel modo di lavorare il legno.
Compito dell’ebanista non è soltanto costruire un mobile solido e funzionale, ma comporre le sue superfici decorative, scegliendo la tecnica più adatta all’effetto desiderato, al periodo storico e al tipo di committenza.
L’intarsio è una tecnica molto antica, già ampiamente utilizzata in Italia a partire dal Quattrocento. Il suo principio è semplice da comprendere: si scava il legno per poi riempire lo scavo con materiali diversi.
L’ebanista incava la superficie lignea e vi inserisce piccoli tasselli sagomati, realizzati con legni di essenza e colore differente, oppure con materiali come avorio e madreperla. I tasselli vengono preparati con grande precisione affinché, una volta inseriti, risultino perfettamente a filo della superficie.
In alcuni casi le tessere venivano accostate a secco, sfruttando il solo incastro; più spesso si utilizzava un mastice per garantirne la stabilità. L’effetto decorativo nasceva soprattutto dal contrasto naturale dei materiali, senza bisogno di colorazioni artificiali.
Non sempre, però, l’intarsio era frutto di un lavoro così complesso. Talvolta, per velocizzare l’esecuzione, l’incavo veniva semplicemente riempito con uno stucco colorato; dopo la verniciatura, l’effetto visivo poteva risultare simile. In altri casi ancora, l’intarsio veniva solo simulato, dipingendo il motivo decorativo direttamente sulla superficie lignea. Anche queste soluzioni più semplici garantivano un impatto decorativo evidente.
Un aspetto fondamentale da ricordare è che l’intarsio è sempre eseguito su legno massello: la decorazione nasce lavorando direttamente la struttura del mobile.

Si parla invece di marqueterie -termine francese- quando il motivo decorativo non viene scavato nel legno, ma applicato sulla superficie del mobile.
In questo caso la decorazione è composta da una lastronatura, cioè da sottili fogli di legno, chiamati piallacci, ottenuti da essenze diverse e talvolta combinati con altri materiali come avorio, tartaruga, peltro o ottone. Questi sottili elementi vengono accostati e assemblati come le tessere di un puzzle.
Il procedimento è ingegnoso: i diversi piallacci vengono sovrapposti in un unico pacchetto. Su questo pacchetto viene tracciato il disegno e si procede al taglio simultaneo di tutti gli strati con un seghetto da traforo, seguendo il motivo prestabilito. Una volta separati i fogli, i pezzi vengono riassemblati scegliendo materiali e colori diversi, fino a ricostruire l’immagine desiderata.
Per mantenere il disegno in posizione, i vari elementi vengono fissati provvisoriamente su un foglio di carta; successivamente l’intero insieme viene incollato sulla struttura del mobile. Per ampliare ulteriormente la gamma cromatica, gli ebanisti ricorrevano talvolta anche a legni tinti.
La differenza tra intarsio e marqueterie non è solo tecnica, ma concettuale.
Nell’intarsio la decorazione nasce dalla massa del legno stesso: si toglie materia per inserirne un’altra. Nella marqueterie, invece, il disegno è una pelle decorativa, sottile e raffinata, applicata sulla superficie.
Capire questa distinzione aiuta a leggere il mobile antico in modo più consapevole, evitando semplificazioni e fraintendimenti. Non si tratta di stabilire quale tecnica sia “migliore”, ma di riconoscere come è stato costruito un oggetto che, ancora oggi, racconta il sapere tecnico e la cultura del suo tempo.
Allego all’articolo un filmato dal mio Canale YouTube che illustra le tecniche utilizzate dagli artigiani del passato; tra queste troverete anche la spiegazione visuale di quanto illustrato.
Link al filmato: ANTICHE ABILITA’ ARTIGIANE
https://www.sergiosalomone.eu/

Sempre interessantissimo!!!
Grazie Sig. Alberto. Un caro saluto
Molto interessante ed istruttivo. Grazie
Grazie Gian Carlo
Complimenti Sergio, scrivi sempre articoli molto interessanti, ai quali aggiungi filmati di grande spessore. Condividere conoscenze ed approfondimenti di valore regala al Giornale una credibilità sempre maggiore.
G.G.
Grazie di cuore, Giovanni, per le tue parole.
Credo molto nella divulgazione come strumento di crescita collettiva e sono felice se il mio contributo può rafforzare la credibilità del giornale.