Espressioni “colorite” passate in predicato, sostituite da un linguaggio più esplicito, “grasso” e meno pittoresco
Cambiano i tempi, molto in fretta i modi di dire, soppiantati da un linguaggio stringato, svelto, sempre più digitale, ed è un peccato. Spezza la monotonia dei tempi moderni voltarsi ogni tanto, sbirciare all’indietro per riscoprire che …
“Diamine” è un eufemismo di vecchia data usato per indicare soprattutto uno stato di impazienza, di sorpresa o disapprovazione, ma retrocedendo al medioevo, le sue origini pare secentesche, intrecciano il bene e il male in un termine unico, evitando di scomodarli, chiamandoli direttamente in causa, sotto forma di “Dia-volo” e “Do-mine “, a seconda della circostanza.
“Mannaggia” è un’espressione popolare di origine centro-meridionale (Mannaia-a…) che esprime disappunto, spesso abbinata a qualche altro soggetto, ad esempio: alla Madonna, alla miseria, a te, a chi capita… Nel caso di parenti o conoscenti, vi sono rafforzativi denigrativi dialettali classici, alquanto pittoreschi e coloriti.
Mannaggia deriva perlopiù dal dialettale calabro-lucano antico “mal n’aggia”, che significa: “male ne abbia”, ma come imprecazione, in genere non è una maledizione rivolta a qualcuno, quanto piuttosto una sfortuna rivolta su se stessi grazie al contributo di qualcun altro. “Mannaggia la pupazza” invece, è una bonaria versione romana che fa riferimento a una donna procace con tre seni, riprodotta su un tondeggiante dolce prodotto a Frascati.
“Perdindirindina”, al pari di “perdinci” è una esclamazione eufemistica rimasta nell’immaginario dei nati intorno agli anni 50 per l’uso che ne faceva l’attore comico Tino Scotti nella pubblicità di Carosello dedicata al leggendario confetto Falqui, toccasana contro la stitichezza. Da un punto di vista etimologico, è considerata una alterazione fatua e scherzosa di “Perdio”, un’imprecazione caricaturale senza controindicazioni in presenza di bambini. Curiosità: in Francia si usa dire: “Parbleu” al posto di “Pardieu” per assonanza del suono, ma anche in questo caso per non scomodare Dio.
Perdindirindina è l’esclamazione che tradotta in inglese e viceversa, sia per assonanza che per significato indefinito ma caricaturale risulta: “Jeepers creepers!” Espressione adoperata nel 2001 anche come titolo per il film horror americano: “Jeepers creepers – Il canto del diavolo”, ispirato alla vera storia di uno spietato killer: Dennis DePue.
Jeepers è normalmente tradotto dall’inglese anche in “Accipicchia”, oggi formula di meraviglia e di stupore, ma nell’800, nel dizionario di Tommaseo, accipicchia & simili erano indicate come interiezioni disdicevoli e volgari, facenti riferimento a svariate “celate intenzioni”, a seconda del rimorchio “all’acci”. Accidenti, acciderba e accidempoli sono tutte esclamazioni della stessa stirpe, una volta riferite a un incidente, a un’erba cattiva, alla città di Empoli, e così via. Una famiglia di riferimenti verbali ormai incartapecorita e desueta, usata sempre meno spesso,
Oggi, Acciderba è un vino rosso di Castagneto Carlucci, e anche un fioraio di Cuneo, Accipicchia è stato invece adottato per battezzare un vino rosso del Conero dalla cantina Polenta, oltre che un agriturismo in provincia di Ancona, e che promette bene.
“Caspita” è una locuzione dallo stesso criterio stupito, sorpreso, talvolta contrariato, però, mentre perdindirindina giocava con il richiamo a “per Dio”, “caspita” ammorbidisce il gergo “cacchio”, al pari di “cavolo”, ulteriori formule riferite al membro maschile, oggi chiamato in causa con le z a posto nel suo sostantivo originale, tanto nel linguaggio parlato, quanto in quello pubblico, musicale e giornalistico, con varie sonorità a seconda dello stato d’animo… di chi è stato colto in “fallo!?”.
Rimane un penultimo dubbio: perché se le cose vanno male sono caxxate e se invece vanno bene sono figate? Una interpretazione “di genere”, che non rende giustizia a una delle due “parti”. Fosse il contrario, forse molte donne, bonariamente parlando, sarebbero già scese in piazza!?
Anche “Cribbio” è un’espressione popolare adoperata per esprimere stati di provvisoria alterazione dell’umore, sia per stupore che per contrarietà. Così come le altre locuzioni però, è un modo camuffato per non scomodare Cristo in persona. Da un punto di vista etimologico, cribbio dovrebbe essere un termine originario del lombardo occidentale, laddove il “cribbi” è il setaccio. Traslata nel gergo meneghino l’espressione cribbio assume una figurazione diversa, spesso usata da Silvio Berlusconi, che ne faceva un intercalare adoperato quasi con eleganza.
Sperando che un pur “serio” momento di leggerezza, giovi in questi tempi severi, l’invito al lettore è di commentare con qualche altro termine dialettale dallo stesso significato, allo scopo di arricchire l’archivio. E magari condividerlo con qualche altro gioviale linguista “dal basso”.
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Ma come ti vengono in mente questi argomenti? Ricordo che caspita, in modenese, si traduca in “Countach”, nome della famosa Lamborghini. Si dice che un operaio, vedendo quella splendida auto, espresse il suo stupore con quell’esclamazione e da lì, il suo nome.
A parte la grafia, io non so scrivere in piemontese, “cuntach” esiste anche da noi. Credo sia una esclamazione nata ben prima di una Lamborghini, visto che ricordo che una sessantina di anni fa la pronunciavano anziani parlando il piemontese.
Sono contento che mi sia tornata alla mente.
in effetti così è, si tratta di un’esclamazione in piemontese che esprime sorprendente piacere. Infatti è stata adoperata dal designer della Lamborghini omonima, battezzata così perché era un torinese che lavorava alla Bertone, soddisfatto della sua stessa opera… Così narra la leggenda
Perché cazzate è scritto mascherato con doppia X e gigante no? 🤔
Interessante articolo
Fugate, non gigante
Mannaggia al T9
Figate, non gigante
Mannaggia al T9
fixate…..