Mostra fotografica nei locali dell’Hangar Studio, sull’eredità di Pier Paolo Pasolini
A cinquant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, il Cortile delle Arti di via Vanchiglia 16, a Torino, accoglie il 29 e 30 novembre la mostra fotografica “L’eredità del dissenso”, un progetto collettivo che intreccia sguardi e sensibilità diverse per riflettere sulle contraddizioni della contemporaneità attraverso la lente pasoliniana.
Organizzata da HANGARstudio (fondato nel 2009 da Claudio Cravero e Gianpiero Trivisano), lo spazio espositivo torinese si conferma punto di riferimento per la cultura dell’immagine, con mostre, incontri ed eventi che stimolano la curiosità e la partecipazione.
L’eredità pasoliniana come chiave di lettura del presente.
“L’eredità del dissenso” non si limita alla commemorazione, ma propone un’unica narrazione vibrante e critica, capace di sondare le tensioni pasoliniane: censura, omologazione di massa, mercificazione del sacro e resistenze quotidiane, le immagini restituiscono un mosaico frammentato e coerente sul presente, invitando lo spettatore a riflettere sul fragile equilibrio tra controllo e libertà.
Con un percorso visivo tra critica e memoria, la mostra si articola in più sezioni, ciascuna affidata a un autore:
Egidio Altomare con Pasolini l’Eretico, propone un racconto fotografico che indaga precarietà, consumismo e indifferenza politica. Una analisi per immagini che riporta Pier Paolo Pasolini nella contemporaneità, fra precarietà, consumismo e indifferenza che caratterizzano il nostro tempo.
Fabrizio Gattolin con Codice Rosso, presenta una narrazione visiva che evoca l’urgenza e il pericolo insiti nel pensiero pasoliniano ed è anche una denuncia contro la sottile censura odierna che rischia di soffocare il libero pensiero.
Mariateresa Massa con È Libertà? attua una riflessione sulla mercificazione del desiderio e sull’omologazione culturale, indagando sulle trasformazioni indotte dal mercato, dove la libertà si confonde con la scelta delle merci e il desiderio è modellato da logiche di consumo.
Monica Podda con Estetiche minime di resistenza, offre un’indagine sugli spazi urbani e sulle tracce di soggettività che resistono alla uniformità. Tra le geometrie dei palazzi di Borgo Cina, a Torino, si cela una narrazione silenziosa e resistente, dove anche le finestre raccontano sogni.
Il vernissage si svolgerà venerdì 28 novembre, dalle 18 alle 21.
L’apertura della mostra, nei locali HANGARstudio, è prevista per il 29 e il 30 novembre, dalle 15 alle 21.
Chi sono gli artisti in mostra?
Egidio Altomare, classe 1959, appassionato di fotografia, narra la vita quotidiana attraverso le foto scattate per strada e i visi delle persone.
Fabrizio Gattolin, classe 1973, informatico e appassionato d’arte, grazie a HANGARstudio si avvicina alla fotografia di strada, sa cogliere momenti improvvisi, epifanici, come li definiva Joyce.
Mariateresa Massa, architetto torinese, esplora con la fotografia gli spazi urbani a cui dona la sua personale interpretazione. Con lei ha collaborato il grafico Andrea Superina.
Monica Podda, torinese, vive e lavora come Creative e Visual Designer. La sua sensibilità verso l’immagine la porta a evidenziare sfumature e particolari che spesso passano inosservati.
Si è già ricordata, in altri luoghi, la morte per mano assassini di Pier Paolo Pasolini, un uomo sempre contro e alla ricerca della diversità intellettuale, sempre in opposizione al conformismo e all’obbedienza, che vedeva nell’arrivo del capitalismo il rischio maggiore per la nostra cultura e civiltà, che sarebbe stata omologata a un modello di consumo. Per questa sua geniale intuizione, che dovrebbe insegnarci a cambiare stile di vita, è doveroso non dimenticare mai le sue parole e i suoi scritti.
Il Cortile delle Arti è in Via Vanchiglia 16 – Torino
All’interno del cortile, al primo piano, si trova HANGARstudio
Per informazioni e contatti:
Claudio Cravero – 348 310 4991
Gianpiero Trivisano – 338 444 4203
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