L’evento è rivolto alla tematica degli anziani e del caregiver, con il fisioterapista Biagio d’Arenzo e la psicologa Ilenia Manca
Su un confine di periferia del territorio di Regio Parco, Marco Centoni cerca ogni giorno di far vivere la “sua” barriera. Il suo locale offre una interessante complessità per chi entri per la prima volta, in quanto il bancone del bar è soltanto uno degli aspetti caratterizzanti l’attività; si può passare dal caffè del mattino, a una pausa durante un tragitto, fra due arterie ad alta percorrenza (corso Regio Parco e via Bologna), al pranzo a gestione familiare. I pomeriggi… sono una sorpresa, ne parliamo alla fine.
Fra le attività che, in via sperimentale, Marco Centoni ha pensato, ci sarà la serata del 27 febbraio sarà un esperimento di approccio e di conoscenza per le famiglie, tante, che sul territorio convivono con i pesanti problemi fisici della malattia, con le loro inevitabili ripercussioni psicologiche, sui malati e su chi sta al loro fianco.
L’invecchiamento della popolazione, infatti, ha portato a un aumento di queste situazioni, che si protraggono a volte per anni, nel silenzio delle case e, spesso, all’insaputa del vicinato. Soltanto quando un telegiornale o una notizia di stampa racconta la morte violenta di un anziano o di una coppia, affetti da patologie croniche e degenerativa, la nostra attenzione si ferma a considerare quel problema, per poi dimenticarsene e tornare alle solite occupazione della vita.
Alla serata del 27 febbraio parteciperanno il fisioterapista Biagio d’Arenzo e la psicologa Ilenia Manca. L’evento si svilupperà con le seguenti modalità:
– benvenuto ai partecipanti
– intervento di uno specialista
– breve pausa
– intervento del secondo specialista
– apericena al costo di 10 euro
– spazio alle domande e ai chiarimenti

Il tema di fondo è: chi è il/la caregiver, in rapporto a un ammalato?
Il caregiver familiare è la persona responsabile di un altro soggetto dipendente, anche disabile, di cui si prende cura in un ambito domestico, per l’assistenza di cui necessita e si distingue dal caregiver professionale (o badante), rappresentato da un assistente familiare che accudisce la persona non-autosufficiente, sotto la verifica, diretta o indiretta, di un familiare. Il profilo del caregiver è stato riconosciuto e delineato normativamente per la prima volta dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi 254-256, Legge n. 205 del 2017), che al comma 255 lo definisce come “persona che assiste e si prende cura di specifici soggetti”.
Anche in questo caso, risulta forte la disparità di genere, Secondo i dati ISTAT di gennaio 2022, circa 7 milioni di persone avevano necessità di assistenza (circa 4,1 milioni di donne e 2,9 milioni di uomini), contro circa 8 milioni di caregivers (coloro che dichiarano di aver fornito assistenza, non necessariamente a un familiare). Il fenomeno, oltre a colpire maggiormente le donne dal punto di vista fisico e sanitario, le vede coinvolte nella quasi totalità dei casi come soggetti portatori di assistenza, identificando nella figura femminile quella meglio deputata a svolgere tali funzioni sociali, in gran parte per retaggi e preconcetti che ci portiamo dietro da sempre.
Nello svolgimento della serata del 27 febbraio prossimo, la psicologa illustrerà il declino cognitivo, la memoria e la gestione dello stress. Il fisioterapista, dal canto suo, descriverà gli aspetti dei problemi di mobilità, e quali esercizi intraprendere per mantenere forza ed equilibro nel paziente anziano.
La scommessa di Marco Centoni, che gli auguro di vincere, è vivacizzare la vita di quartiere con iniziative di interesse per i residenti; in questo caso, per invogliarli a uscire di casa e affrontare specifiche tematiche che impattano su ogni famiglia.

Segnalo, inoltre, che nelle sale del Caffè Centoni ogni pomeriggio si può giocare a scacchi, dal livello amatoriale e dilettantistico fino alla partecipazione a concorsi, organizzati qui o in altri luoghi dove questo antico gioco è di casa. Una storia bella da raccontare, che lascio per un’altra volta.
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