Interessante dibattito costruttivo
Due ore di confronto intenso e costruttivo hanno animato Il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia organizzato dal SIULP di Torino che si è svolto davanti a una platea assai nutrita e partecipata.
Al centro del confronto i nodi più delicati del provvedimento: l’assetto delle carriere, la separazione delle funzioni tra giudice e pubblico ministero, le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Tra gli interventi più incisivi, quello della magistrata in quiescenza Donatella Masia, che ha espresso critiche severe nei confronti dell’attuale Consiglio Superiore della Magistrat
ura, soffermandosi in particolare sulla gestione della sezione disciplinare.
Masia ha inoltre rivolto rilievi critici anche nei confronti dell’Associazione Nazionale Magistrati, ritenendo che il ruolo e le dinamiche interne dell’organismo associativo abbiano inciso nel tempo sugli equilibri del sistema. Secondo la magistrata, le c
riticità emerse renderebbero necessario un intervento di riforma più profondo e strutturale.
A replicare è stato il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Cesare Parodi, che ha difeso il ruolo dell’ANM e ha evidenziato quelle che considera le criticità istituzionali della riforma proposta. Parodi ha ricordato come migliaia di magistrati non siano iscritti ad alcuna corrente associativa, ridimensionando l’idea di una magistratura interamente condizionata da logiche correntizie.
Ha inoltre espresso perplessità sul siste
ma del sorteggio per la composizione dei Consigli Superiori, sostenendo che tale meccanismo non garantirebbe la selezione delle figure più qualificate ed eccellenti per incarichi di così alta responsabilità. Critico anche sull’ipotesi di istituire due distinti Consigli Superiori della Magistratura, di cui ha sottolineato l’inutilità e il rischio di creare ulteriori complicazioni istituzionali. Parodi ha infine ribadito che l’Italia figura tra i Paesi europei con il minor numero di errori giudiziari, elemento che – a suo avviso – conferma la terzietà delgiudice e l’equilibrio complessivo del sistema.
Molto applaudito l’intervento dell’ex senatore Esposito, che ha posto l’accento sul ruolo del pubblico ministero. Secondo Esposito, il PM quasi mai valorizza le prove a discarico dell’imputato, concentrando invece l’azione prevalentemente sugli elementi accusatori. Da qui la sua netta posizione a favore della totale separazione tra funzione requirente e funzione giudicante, ritenuta necessaria per garantire un reale equ
ilibrio nel processo.
Di segno critico anche l’intervento del professore universitario e avvocato Maurizio Riverditi che ha sostenuto come la riforma, lungi dal rafforzare le garanzie per i cittadini, rischierebbe di generare confusione istituzionale e di compromettere la funzionalità del sistema giudiziario.
Il confronto è stato moderato con equilibr
io e puntualità dal Segretario Generale Provinciale del SIULP Eugenio Bravo le cui domande puntuali hanno sollecitato risposte approfondite, contribuendo a chiarire sia il funzionamento dell’attuale ordinamento giudiziario sia le prospettive delineate dalla riforma.
Un dibattito vivace e ricco di contenuti, conclusosi in un clima di rispetto reciproco, ma destinato a proseguire nel confronto pubblico e istituzionale.
L’incontro si è aperto con il saluto del Questore di Torino Massimo Gambino.
