La cerimonia si terrà venerdì 10 aprile 2026 alle ore 11.00. Un tributo al medico e accademico che ha unito le virtù piemontesi all’umanesimo meridionale
Venerdì 10 aprile 2026, la città di Torino si prepara a celebrare una figura di spicco della scienza italiana. Alle ore 11.00 si terrà la cerimonia di intitolazione del giardino compreso tra corso Giovanni Lanza e viale Giacomo Curreno a ricordo di Rodolfo Amprino, medico, accademico e ricercatore che ha lasciato un’impronta indelebile nei campi dell’isto-fisiologia, dell’embriologia e dell’anatomia microscopica.
Una vita dedicata alla scienza
Nato a Torino il 5 gennaio 1912 in una nota famiglia di commercianti di tessuti, Amprino dimostrò fin da giovane le sue eccezionali capacità intellettuali. A soli 16 anni conseguì la maturità classica e, appena diciassettenne, entrò come allievo nell’Istituto di Anatomia Umana diretto dal professor Giuseppe Levi. Fu qui che ebbe l’opportunità di frequentare illustri colleghi come Angelo Bairati, Giovanni Godina e tre futuri Premi Nobel: Salvador Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini.
Il suo percorso accademico lo portò a insegnare Istologia all’Ateneo di Torino dal 1944 al 1954, prima di assumere la cattedra di Anatomia come ordinario presso l’Università di Bari, dove rimase dal 1954 al 1987. Le sue lezioni erano rinomate per il rigore scientifico e la passione umana, e formarono migliaia di allievi che egli indirizzò verso la professione medica. Per il suo approccio filosofico alla medicina, guadagnò l’appellativo di “Kant della Medicina”.
Un ricercatore d’avanguardia
Come ricercatore, Amprino ottenne risultati di grande rilievo studiando, con tecniche all’avanguardia, l’embriologia e i tessuti connettivi, in particolare quelli ossei. La sua attività scientifica si svolse sia in Italia sia all’estero, dimostrando una visione internazionale della ricerca.
Non fu solo uno scienziato, ma anche un organizzatore scientifico di talento. Promosse vari e importanti congressi, fondò associazioni e gruppi di lavoro interdisciplinari e, con il suo impegno instancabile, portò il Dipartimento di Anatomia di Bari a livelli prestigiosi.
L’impegno nella Resistenza
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Amprino partecipò attivamente alla Resistenza, rendendo disponibile il sottopiano di Anatomia per organizzare le staffette che mettevano in circolazione giornali e documenti antifascisti. Questo aspetto della sua vita testimonia come il suo impegno civile fosse parallelo al suo impegno scientifico.
Il ritorno alle origini
Nonostante gli anni trascorsi a Bari, il legame con Torino non si affievolì mai. Amprino rientrava regolarmente nella città natale per le ferie e vi si trasferì definitivamente dopo il pensionamento. Morì nella vicina Moncalieri il 21 agosto 2007, lasciando un’eredità scientifica e umana che continua a ispirare generazioni di medici e ricercatori.
È stato definito un uomo delle nuove frontiere, in cui le virtù del Piemonte si sono innestate con l’umanesimo meridionale.
Una cerimonia commemorativa
La cerimonia di venerdì 10 aprile segnerà un momento importante per la comunità scientifica torinese e per tutti coloro che hanno conosciuto e stimato Amprino. L’intitolazione del giardino rappresenta un modo concreto per mantenere viva la memoria di un uomo che ha dedicato la propria esistenza al progresso della conoscenza medica e all’educazione delle nuove generazioni.
L’immagine di apertura è stata generata dall’AI.
