Il Vaticano ha una posizione marcatamente filo-Ucraina. E la sofferenza del Popolo Russo?

Al termine dell’Angelus di ieri, 22 febbraio 2026, Robert Francis Prevost, Sovrano della Città del Vaticano conosciuto come Leone XIV, ha fatto un discorso filo-Ucraina, degno del suo predecessore Bergoglio.
Parlando ai fedeli presenti in Piazza San Pietro, Prevost ha detto: “Sono passati ormai quattro anni dall’inizio della guerra contro l’Ucraina. Il mio cuore va ancora alla drammatica situazione che sta sotto gli occhi di tutti: quante vittime, quante vite e famiglie spezzate, quanta distruzione, quante sofferenze indicibili! Davvero ogni guerra è una ferita inferta all’intera famiglia umana: lascia dietro di sé morte, devastazione e una scia di dolore che segna generazioni”.
Incredibile come il Vaticano continua a stare dalla parte di una nazione corrotta come l’Ucraina. Oltre Tevere non hanno saputo che il Governo di Kyev è uno dei più corrotti del mondo e che con i sacrifici dell’Occidente in Ucraina si sono costruiti “cessi d’oro”?
E’ giusto che un sacerdote parli della pace ma essa deve essere per tutti e non si può ottenere la non belligeranza se non si prendono le distanze della ideologie.
Eppure Prevost insiste: “La pace non può essere rimandata: è un’esigenza urgente, che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili. Per questo rinnovo con forza il mio appello: tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate-il-fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace”.
Non una parola per i tanti, troppi russi, che hanno perso la vita nel corso dei conflitti. Evidentemente in Vaticano non sanno che l’esercito ucraino ha compiuto atti di violenza contro la Popolazione Russa e contro gli Ucraini di Cultura Russofona.
Prevost, esattamente come il suo mentore Bergoglio, invita tutti “a unirsi nella preghiera per il martoriato popolo ucraino e per tutti coloro che soffrono a causa di questa guerra e di ogni conflitto nel mondo, perché possa risplendere sui nostri giorni il dono tanto atteso della pace”.
Incredibile che in Vaticano si parteggi in modo tanto sfacciato per il governo di Kyev, lo stesso per il quale l’Italia sta pagando il carburante al prezzo dell’oro, e il popolo ucraino sta perdendo migliaia di cittadini incolpevoli.
Sono migliaia i Cattolici che non approvano la posizione del Vaticano e che, ormai da tempo, non presenziano più alle celebrazioni liturgiche dello stesso. Le migliaia di persone che non hanno partecipato al Giubileo 2025 ne sono la prova.

L’attacco del pezzo è tutto funzionale a dare un’oggettività a quanto sostiene la realtà pseudo-ecclesiale guidata da don Minutella rispetto all’abusiva occupazione del Soglio da parte di Bergoglio e Prevost, ma si sa che ognuno ha le proprie obbedienze. Alla fine, è persino un servizio alla verità, meglio alla valutazione di quanto ve ne possa essere in certi scritti, questo mettere avanti le formule che certifichino appartenenze.
Quanto alla tesi: la Santa Sede, anche se per quanto espresso poco sopra è più funzionale parlare di Città del Vaticano, non cerca la pace bensì è una dei tanti amplificatori delle ragioni ucraine. Così con papa Francesco (mi si scusi se mi accodo al miliardo abbondante così appellando Jorge Mario Bergoglio) così con Leone XIV (si veda la precedente parentesi e nuovamente mi si perdoni).
Se non si pretende una possibile equiparazione (invasione della Russia è un fatto; certo anche le criticità nelle ragioni russofone, ma esiste una gerarchia di importanza) è difficile fare credere che davvero “da San Pietro si tifa sguaiatamente per Kyev”. Non è forse stato il 265° successore di Pietro a dire “la Nato ha abbaiato ai confini della Russia”? Non è stato ancora lui a tenere il discorso ai giovani russi che ha messo in discussione la criminalizzazione del popolo e dell nazione russa?
Non possiamo dimenticare l’impegno dei cardinali Parolin (Segretario di Stato) Zuppi (inviato speciale sulla questione) ad evitare di cedere alle narrazioni belliciste.
Leone XIV, certo, ha una linea più “occidentalista” (già prima dell’eccezione). Non vedo, però, come si possa definirlo non onestamente alla ricerca di un contributo alla “pace nella giustizia e verità”.
Il primo commento è annullato e sostituito dal secondo
Ma che c’entra d. Minutella? Se vuoi attaccarlo cerca qualcosa di più sensato e meno prolisso.
Ora parlo con Elia: carissimo, ho saputo ieri che la Russia anche dalle Olimpiadi è esclusa da anni, prima per doping, poi per la guerra all’Ucraina. E tutti gli Stati africani e del Medioriente che ammazzano i cristiani inermi nelle chiese ogni 2×3? È tutta politica e rappresaglia
Cara Margherita, il Vaticano non sopporta la Russia perché è la destinataria delle promesse del Cuore Immacolato di Maria. Oltretutto il Patriarca Kirill non ha mai avuto problemi a definire Vaticano e Unione Europea quali fiancheggiatori delle perverse Lobby LGBT.
Chi difende Bergoglio e Prevost si qualifica da sé. Parlare di una missione diplomatica ben fatta da parte di Zuppi fa persino sorridere.
Caro Rovera,
non ho espresso (ho il senso della misura e del grado della mia autorevolezza, io) sulla qualità della missione diplomatica di Zuppi. Ricordo sommessamente, comunque, io ritorno dei bambini ucraini alle loro famiglie (che è comunque un dato).
Rispetto al Patriarca Kyrill, che ha incontrato Papa Francesco a L’Avana e con lui firmato un importante accordo, noto che non è più un problema il filioque e il non riconoscimento del primato di Roma.
Egregia Margherita,
come ho chiarito, c’entra con l’attacco “apparentemente oggettivo” del pezzo.
Quanto alle argomentazioni, beh, non mi pare di averne lesinato in tutto il resto del mio commento.