Asti è nella confusione. Le parole del vescovo Prastaro sul ramadan hanno scandalizzato molti cattolici.
Diversi Cattolici residenti nel territorio della Diocesi di Asti sono giorni che rumoreggiano nelle chat e sui social per le ambigue parole scritte, nero su bianco, dal Vescovo di Asti, Marco Prastaro, già missionario “Fidei donum” in Kenya dove è stato addirittura Vicario Generale della Diocesi di Maralal.
Abbiamo atteso qualche giorno per commentarle perché – veramente – è difficile constatare l’arrendevolezza dei vescovi cattolici che non comprendono essere in atto l’islamizzazione dell’Italia e dell’Europa.
Prastaro, il 18 febbraio 2026, in occasione dell’inizio del mese di ramadan, tanto caro ai maomettani, ha scritto: “all’inizio del mese sacro di Ramadan desidero raggiunge ciascuno di voi con un messaggio di augurio, di fraterna amicizia e di vicinanza spirituale”.
Intanto è assai grave che un vescovo cattolico definisca “sacro” un periodo religioso di un altro credo e di un’altra confessione. Poi come mai l’Ordinario di Asti parla di “vicinanza spirituale” ai fedeli maomettani?
Prastaro è stato missionario in Kenya.

In quel Paese opera l’Organizzazione Terroristica Al-Shabaab che è responsabile accertata del “massacro di 147 studenti cristiani durante l’attacco terroristico all’università di Garissa in Kenya” avvenuto nel 2015.
A dirlo non sono i giornalisti italiani ma il Parlamento Europeo che – in un articolato Comunicato Stampa datato 30 aprile 2015 – scrive: “Nella risoluzione, approvata con 578 voti in favore, 31 contrari e 34 astensioni, gli eurodeputati condannano gli attacchi terroristici del gruppo Al-Shabaab ed esprimono le loro condoglianze alle famiglie delle vittime, al popolo e al Governo del Kenya”.
Il Vescovo di Asti queste cose le sa come, e meglio, di chi scrive. Come mai allora solidarizza così tanto con quanti definiscono i Cristiani come “politeisti” perché, per loro, “la Dottrina della Trinità è inaccettabile”?

Prastaro sa che – per i maomettani – i Cristiani contravvengono “al concetto centrale del monoteismo islamico, che afferma l’unicità assoluta, indivisibile e suprema di Allah”? Il Vescovo Prastaro sa che per i maomettani non esiste possibilità di contravvenire alla loro “Tawḥīd”?
Evidentemente fa finta di non saperlo perché nel suo messaggio, sottolineando che Quaresima e ramadan quest’anno iniziavano lo stesso giorno, ha scritto: “una preziosa opportunità per camminare insieme nella fede, con lo sguardo rivolto all’Altissimo, affamati e assetati della sua misericordia”.

Come si fa a “camminare insieme nella fede” con chi ti definisce “miscredente”, “politeista”, “infedele”? Come si fa a parlare di “sguardo rivolto all’Altissimo” quando il nostro Altissimo è Uno e Trino mentre quello dei maomettani non ammette la Santissima Trinità?
Non esistono similitudini, non ci sono possibilità di cammino condiviso, non si può dialogare con quanti massacrano e brutalizzano i Cristiani nel mondo perché “colpevoli” di essere “Ahl al-Kitāb”, ossia “Gente del Libro”.
Per i maomettani – e trasmissioni come “Fuori dal Coro” e “Dritto e Rovescio” ne hanno diffusamente parlato – non esiste altro libro all’infuori del Corano e chi non lo accetta merita di passare per il “piccolo jihad”, ossia per quel concetto islamico tradizionale che parla di “difesa fisica o armata della comunità musulmana e della fede”.
A dirlo, di nuovo, non sono i giornalisti italiani ma la tradizione coranica che parla esplicitamente di “al-jihād al-aṣghar”.

Dispiace vedere che il Vescovo di Asti fa “l’amico fraterno” dei maomettani che vivono in Asti ma firma una vergognosa Dichiarazione della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta nella quale si invitano i fedeli a tenere le distanze dai Sacerdoti, i Consacrati, le Consacrate del “Piccolo Resto Cattolico” che non “sono in comunione con la Chiesa cattolica, con il Papa e i Vescovi, di conseguenza, non sono autorizzati a presiedere o animare celebrazioni dei sacramenti o altre funzioni liturgiche”.
I maomettani, invece, “sono in comunione con la Chiesa cattolica, con il Papa e i Vescovi”?
Si trattano i Cattolici non allineati al Vaticano come reietti ma si vezzeggiano coloro che i Cristiani li odiano e li massacrano, da secoli, in giro per il mondo.

Monsignor Prastaro, che della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta è apprezzato esponente, nel gennaio 2025, ha firmato una Dichiarazione nella quale si diceva con chiarezza: “Ci auguriamo che, non solo i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e le consacrate, ma anche tutti i fedeli e le fedeli delle nostre Diocesi possano essere consapevoli del pericolo che corrono seguendo insegnamenti che non hanno fondamento, e soprattutto aderendo e partecipando a queste e simili manifestazioni e celebrazioni che feriscono la comunione ecclesiale”.
I piemontesi e i valdostani correrebbero dei rischi a frequentare il “Piccolo Resto Cattolico”, assistito dal “Sodalizio Sacerdotale Mariano”, ma non a “camminare insieme nella fede” con chi chiama i Cristiani “Miscredenti” come si evince dalla Sura 109 “Al-Kâfirûn” contenuta nel Corano?
Ognuno si fa, come sempre, la propria opinione ma, intanto, sono tantissimi i Cattolici astigiani scandalizzati dalle parole del Vescovo Prastaro.

Caro Elia, qui abbiamo miscredenti politeisti e infedeli ad ogni angolo di strada e stiamo andando sempre peggio. I pusillanimi porporati avranno paura di fare la fine dei cristiani martirizzati nelle chiese africane e allora spalancano le braccia e la bocca in grandi sorrisi e tante stupidate eretiche e senza senso alcuno.! Fanno i buoni e gli aperti PER PAURA e non hanno più il coraggio di difendere la nostra vera fede! Che disgusto!! Il colore rosso del loro abito, simbolo del sangue versato in difesa della fede non è nemmeno più un ricordo
Cara Margherita, è imbarazzante la posizione dei vescovi di nomina bergogliana sui temi del Dialogo Interreligioso. Si parla di una pronazione oscena alle altrui esigenze senza mai – neppure per errore – difendere le proprie.