L’UniTo, Università degli Studi di Torino, è stata accusata di aver favorito “ingerenze da parte di alcuni partiti politici” nelle elezioni universitarie appena concluse.
Con il Decreto Rettorale n. 676 del 27 gennaio 2025 sono state “indette le elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi universitari ed extra-universitari, per il biennio 2025-2027”.
A parlare di rappresentanza ridicola è “Avanguardia Torino” che, in un breve ma piccato comunicato stampa, scrive: “UniTo uguale MAFIA ELETTORALE”.
I militanti della realtà torinese scrivono: “Queste sono le uniche parole che troviamo per descrivere le elezioni universitarie appena concluse. Come previsto dalla nostra campagna sul tema, si è presentato a votare un numero irrisorio di studenti (poco più del 10%!), sufficiente però a quanto pare a dare legittimità alle decisioni che verranno prese da UniTo”.
Parole piuttosto forti, com’è nello stile di “Avanguardia Torino” che, però, sono motivate da “voci su ingerenze in questa campagna elettorale da parte di alcuni partiti politici a sostegno delle liste: sottolineiamo come sia ridicolo che invece di creare una rappresentanza seria e schierata a difesa di noi studenti, questa farsa elettorale diventi un modo per far piazzare ai partiti i loro portaborse in università”.

Se queste voci fossero vere e confermate ci sarebbe davvero di che preoccuparsi. Le università debbono essere luoghi di confronto, cultura ed espressione democratica del libero pensiero.
Se le asserzioni di “Avanguardia Torino” fossero concrete bisognerebbe correre ai ripari con nuove elezioni.
Gli attivisti del sodalizio di Destra, comunque, precisano: “La nostra posizione in merito è chiara e continueremo a farci trovare in ogni ateneo per portare avanti la voce di quel 90% di studenti che, non presentandosi alle urne, manifesta la sua totale estraneità alla mafia elettorale di UniTo”.
Torino, città patria del Risorgimento italiano, deve mantenere la sua posizione plurale, aperta al confronto e assolutamente pronta allo scambio democratico con tutti, anche con quei movimenti poco rappresentati e poco simpatici al mainstream della politica piemontese.

Le università, certamente, “dovrebbero “ essere luoghi aperti al confronto, al pluralismo delle idee, ma, in quanto realtà culturali di eccellenza, diventano luoghi ambiti dai partiti che vi vogliono piazzare i loro rappresentanti per operare ideologicamente sui giovani. I più esperti in campo partitico ( e non dico politico) sono i partiti di sinistra. Non ho parlato di campo politico perché sarebbe invece auspicabile che nelle università si studiassero la storia, le attività e si discutessero le idee delle varie ideologie, ma invece si riduce sempre tutto a una becera corsa al cadreghino perché fanno gola gli stipendi
Cara Margherita, hai centrato il punto. L’Università degli Studi di Torino ha sempre avuto una trazione di sinistra. Gianni Vattimo, Alessandro Barbero, Alessandro Baricco… Specialmente in campo umanistico-letterario, le cattedre si assegnano ai “compagni”.