Torino vede “Radicali Italiani”, “Più Europa”, “Azione”, attorno ad un tavolo per parlare di incostituzionalità della “tassa etica” applicata ai “lavoratori” del porno.
Mentre, in Italia, ci sono migliaia di lavoratori che si spezzano la schiena sui luoghi di lavoro, molto spesso sottopagati, per “Radicali Italiani” la priorità sono coloro i quali per vivere si dedicano alla produzione di contenuti pornografici.
Secondo il Segretario di “Radicali Italiani”, Filippo Blengino, va abolita la “tassa etica” che è “un’addizionale del 25% a IRPEF e IRES applicata alle lavoratrici e ai lavoratori del porno e che, dunque, discrimina una categoria di contribuenti in base a un preconcetto morale”.
Dall’Ufficio Stampa di “Radicali Italiani” tengono a dire che “dopo la presentazione della Pdl, avvenuta martedì scorso al Senato della Repubblica, il confronto approda a Torino, domenica 1 febbraio, alle ore 16:30, in via Maria Vittoria 38. L’obbiettivo è l’abolizione di questa imposta discriminatoria e incostituzionale”.
Incredibile ma va notato come – ogni volta che una legge non piace ai radicali – si parla sempre di “incostituzionalità”.
Evidentemente il Parlamento italiano ha stabilito che fare contenuti osceni, a pagamento, in barba a chi si spezza la schiena per fare un lavoro utile alla società, va disincentivato.
Tra le personalità “autorevoli” che prenderanno parte al confronto sul tema anche Luiza Munteanu, creatrice di contenuti sulla nota piattaforma “Onlyfans”.
Tra i relatori Debora Striani, Filippo Blengino, l’avvocato Francesco Leone, Samuele Moccia, Andrea Turi, Carlo Cuppari, Cristina Peddis. Ad un solo tavolo “Radicali Italiani”, “Più Europa” e “Azione”.
Per “Azione” ci sarà il Segretario Provinciale di Torino, Cristina Peddis. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il leader nazionale del partito, Carlo Calenda, che, da sempre, strizza l’occhio alla Chiesa Cattolica per raggranellare qualche preferenza.
Sarebbe anche interessante conoscere l’opinione dell’Arcivescovo di Torino, Cardinale Roberto Repole, che, al momento, non ha invitato i Cattolici a boicottare l’evento e a disertare il dibattimento organizzato dal mondo radicale.

Il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, “Partito Democratico”, non ha nulla da dire in merito? Cosa pensa il PD di chi, per sbarcare il lunario, vende il proprio corpo, creando contenuti pornografici, mercificando il corpo?
I famosi “Catto-Dem”, “vetero-democristiani”, “politici cattolici” che fine hanno fatto?
Dove sono le femministe di “Non Una di Meno“, “Se Non Ora Quando“, …?
Che fine ha fatto tutta la Torino che si è formata dai Gesuiti dell’“Istituto Sociale”, e dove sono i pii ex-allievi del “Collegio San Giuseppe” tenuto dai Fratelli delle Scuole Cristiane, i cosiddetti “Lasalliani”?
E, la domanda sorge d’obbligo, cosa pensano di fare i Salesiani Don Bosco e le Figlie di Maria Ausiliatrice dinanzi ad un simile “confronto” che si terrà nel pieno centro della città che ha dato i natali ai Santi Sociali del Piemonte?
Questo tipo di iniziative mette in luce come i Cattolici, in special modo dal 13 marzo 2013, sono diventati politicamente irrilevanti, moralmente ambigui, decisamente non pervenuti.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

Da anni, purtroppo la Chiesa cattolica in Italia non prende posizione contro le blasfemie dei radicali
Caro Francesco, purtroppo la Chiesa, mediante le ACLI, aveva già dato prova della sua posizione filo-Askatasuna. Ne avevamo parlato già il 24 dicembre 2025 ma, come sempre, “Cassandra resta inascoltata”.
Askatasuna, Radicali, Leggi mortifere, … dov’è la Chiesa?
Si tratta di priorità, certi “lavoratori” meritano più attenzioni… chissà perché!?