Avs era in piazza con i violenti di Askatasuna. Centrodestra attacca: “È terrorismo rosso”
Ieri pomeriggio a Torino è andato in scena il consueto copione con la forza dirompente di circa quindicimila manifestanti giunti anche da altre regioni e principalmente da Francia e Spagna, protesi per cercare lo scontro con le Forze dell’Ordine e devastare la città. Il bilancio provvisorio parla di10 fermi tra anarchici-antagonisti dopo gli scontri con la polizia, almeno 70 feriti tra le Forze dell’Ordine.
Dopo due ore di corteo, che ha paralizzato la città, obbligato alla chiusura le attività commerciali e, di fatto sequestrato i residenti, la manifestazione per Askatasuna è arrivata nei pressi dell’ex struttura occupata dal centro sociale, sgomberata lo scorso dicembre per ragioni di sicurezza. Lo schieramento di mezzi e uomini delle Forze dell’Ordine è imponente. L’obiettivo dichiarato fin da quando la manifestazione è stata organizzata è quello di raggiungere corso Regina Margherita dove sorge l’ex struttura occupata. Ad alzare il livello del clima già teso e, nei fatti prefigurare l’andamento della manifestazione, ci ha pensato l’onorevole Marco Grimaldi.
“Noi siamo qua per dire che il governo non avrà lo scalpo di Torino e penso che in qualche modo questo è anche un segnale, che Torino non vuole essere Minneapolis e nessuno vuole, diciamo, stare in questa idea sovranista e trumpiana di come si piegano le democrazie, e quindi noi siamo qua anche per questo”.
Queste le parole, soppesate e gravi pronunciate da Marco Grimaldi, deputato di Avs, poco prima che la frangia violenta del corteo per Askatasuna, parte integrante della manifestazione che ha sfilato per le vie di Torino, andasse all’assalto degli agenti.
Poi si è scatenato l’inferno sino a tarda sera. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati dai manifestanti e lacrimogeni sono arrivati in risposta dalla polizia, stretta in un fitto cordone a sbarrare loro la strada, dopo che una parte del corteo per Askatasuna è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c’era la sede del centro sociale, deviando dal percorso previsto. A volto coperto, ci sono autonomi e gruppi di anarchici. Erano rimasti fermi prima a lungo, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell’ordine., tutto preordinato e previsto.
Due blindati della polizia sono andati in fiamme, sono esplose molte bombe carte con la tecnica della guerriglia per mirare lontano e verso la polizia schierata per non far avanzare una frangia del corteo verso porta Palazzo. Altri atti di violenza sono stati perpetrati nei confronti dei giornalisti che seguivano il corteo, con l’aggressione della troupe della Rai.
Il blitz degli autonomi dietro la struttura universitaria Campus Einaudi è proseguito con lanci di oggetti, sedie e razzi contro la polizia, che ha effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti, oltre a lanciare lacrimogeni. Danni ingenti alle segnaletiche stradali e agli arredi del campus Einaudi, non ancora calcolati.
Gli scontri con la polizia si sono protratti sino oltre le 20.Poi il corteo si è disperso in corso regio Parco in direzione del cimitero.
Unanimi le dichiarazioni di solidarietà per le forze dell’Ordine dai leader politici del cento destra, del PD e del M5S. “Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni sui social, commentando le violenze al corteo per Askatasuna: “Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni”.
Seguono i messaggi del Ministro dell’interno Piantedosi, dei vicep
residenti Salvini e Tajani, dei ministri Crosetto e Zangrillo, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, esponenti locali e nazionali dei partiti di governo, oltre a tutte le sigle dei sindacati di Polizia.
Ambigua e fastidiosa la dichiarazione di solidarietà agli agenti da parte di Chiara Appendino che conclude invitando” la destra a risparmiarci lezioncine ipocrite”
Il sindaco Lo Russo annuncia che la città si costituirà parte civile” Se si fosse svegliato negli anni scorsi, senza subordinarsi ai cattivi maestri, non saremo arrivati a questo punto.
Da un filmato diffuso on line si è assistito alla feroce aggressione di un agente della polizia di stato, caduto per terra. Viene ripetutamente colpito da più persone, Qualcuno allontana anche il casco lanciandolo via e mirando alla testa. Quando l’agente cerca di alzarsi, i facinorosi lo spingono di nuovo facendolo cadere. Per fortuna è stato salato da un collega. Scena agghiacciante.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende dal Quirinale, ha chiamato il ministro dell’Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell’ordine che hanno subito violenze.
Avremo modo di tornare in argomento per la valutazione dei danni materiali arrecati alla città da questi facinorosi che non sono di certo arrivati a Torino, seguendo missioni salvifiche e per l’accertamento delle pesanti responsabilità ascrivibili agli organizzatori e ai fiancheggiatori.
