Torino è sempre più prona all’immigrazione criminale. Il Questore Gambino non abbassa la soglia di attenzione.
Nei giorni che seguono la celeberrima “Festa della Donna” siamo a narrare che “la Polizia di Stato ha arrestato a Torino un uomo di 33 anni per violenza sessuale”.

Dagli Uffici della Questura, in Corso Vinzaglio, tengono a comunicare che era “un pomeriggio di qualche giorno fa quando un uomo, originario del Bangladesh, si avvicina ad una giovane donna, seduta sugli scalini di una scuola in zona Borgo Po, e con violenza l’afferra per le spalle cercando di baciarla e la butta a terra iniziando a palpeggiarla”.
Nella mattina del 9 marzo scorso, guarda caso un lunedì, i Sindacati, le Associazioni femministe, gli studenti, i Movimenti della Sinistra extraparlamentare, sono scesi in piazza per celebrare la Giornata Internazionale della Donna.
La parola d’ordine? Sempre la stessa: contrastare un presunto patriarcato.
Mentre l’ideologia femminista si è prodigata nelle teorie del patriarcato, a Torino si vive un clima di incertezza ed insicurezza, legato al fenomeno sempre più innegabile dell’immigrazione criminale.
Dalla Questura di Torino specificano che “le urla della giovane” hanno richiamato “l’attenzione di alcuni passanti e della Volante del Commissariato di P.S. Borgo Po”. Il personale delle Volanti, con professionalità e prontezza, è riuscito “a bloccare l’uomo in fuga su Corso Moncalieri”.

Il Questore di Torino, dottor Massimo Gambino, uomo deciso e risoluto, negli ultimi giorni, ha messo in campo 80 equipaggi di volante, “consentendo un capillare controllo su tutto il capoluogo”. Il personale impiegato proviene dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e dai Commissariati di P.S. presenti nella Città di Torino.
Il bengalese – o “bangladino” – al momento è da considerarsi presuntamente innocente in quanto “il procedimento penale a suo carico si trova nella fase delle indagini preliminari”.
Sarebbe interessante, quando si parla di queste storie, conoscere l’opinione di “Se Non Ora Quando” e “Non Una di Meno” per sapere se, anche quando si tratta di immigrati, si può parlare di “patriarcato” ed altre simili amenità.
Un ringraziamento sincero e doveroso va fatto al Questore Gambino, ai suoi stretti collaboratori, al personale del Commissariato di P.S. Borgo Po, al personale in servizio sulle Volanti.
