Ricominciano da piazza Bengasi
Si è svolta ieri sera la passeggiata anti degrado promossa dal Comitato Cittadino Torino Tricolore nel quartiere Nizza
Millefonti. Un’iniziativa per rispondere ai problemi di sicurezza della zona che, da troppo tempo, tengono sotto scacco residenti e commercianti.
“Da anni scendiamo in strada in questa zona che sta affrontando periodi difficili. Il cantiere della metro durato 12 anni, lo spaccio, i tossici e ora anche il centro d’accoglienza in via Rocca de’ Baldi – ha esordito Matteo Rossino del Comitato Cittadino Torino Tricolore – serve sicurezza che permetta ai residenti di vivere serenamente e ai commercianti di continuare a lavorare senza problemi.”
“Con la nostra passeggiata abbiamo restituito la zona ai cittadini per una sera – prosegue Rossino – non sarà molto ma è comunque più di quello che sta facendo il Comune che continua a blaterare di sicurezza, salvo poi abbandonare i quartieri in difficoltà.”
Rossino ha poi concluso affermando che chiunque abbia problemi di degrado nel proprio quartiere, dallo spaccio, ai furti, alle aggressioni, passando per le spaccate di auto e vetrine
“non esiti a contattarci per organizzare un’iniziativa sul proprio t
erritorio. Tutti i torinesi che non vogliono arrendersi al degrado possono unirsi a noi, amiamo Torino e non la lasceremo morire!”.
In chiusura ricordiamo la presenza e la replica di Rossino, referente provinciale del Comitato 10 Febbraio, a Piossasco con la risposta all’accesa discussione in consiglio comunale tra i consiglieri Ferrara e Cotroneo,
“Ho letto le dichiarazioni del consigliere Ferrara in merito alla richiesta di un luogo che ricordi le foibe e l’esodo giuliano dalmata a Piossasco e mi spiace constatare, per l’ennesima volta, che chi vuole ricordare quegli italiani, secondo una certa parte politica, sia considerato un revisionista. Evidentemente nei libri di storia su cui ha studiato il consigliere Ferrara mancava qualche pagina, ma lo scopo del nostro Comitato è proprio questo: riportare alla luce ciò che per anni è stato nascosto. Non permetteremo a nessuno di rimettere sotto al tappeto la storia di Norma e di tutti gli italiani infoibati e cacciati dalle proprie terre”.
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