Ma critica al Comune che nega le piazze per il 210° della Polizia Penitenziaria. I sindacati: offesa alla dignità delle divise
Il Segretario Generale SIULP Torino ha espresso il più vivo compiacimento ed apprezzamento agli investigatori della DIGOS di Torino e alla Magistratura locale per l’importante operazione condotta in queste ore, che ha portato all’individuazione dei responsabili dei gravi e inaccettabili atti di violenza perpetrati a Torino durante il corteo del 31 gennaio scorso:
“Un pensiero commosso e doveroso va subito ai tanti colleghi rimasti feriti sul campo: lavoratori che spesso rischiano di cadere nel dimenticatoio e che invece rappresentano i veri eroi quotidiani di questo terribile periodo segnato da scontri e violenze. A ciascuno di loro va la nostra vicinanza e il nostro pieno sostegno, affinché il loro sacrificio venga meritoriamente valorizzato e ricompensato come merita”.
Eugenio Bravo ha voluto altresì evidenziare come I gravissimi reati contestati dalla Procura della Repubblica, tra cui resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa, oltre all’accusa di tentato omicidio, siano la conferma
“della totale pericolosità di certi soggetti e contesti. Durante gli scontri erano stati incendiati un mezzo della polizia, con un agente a bordo, mentre, un altro poliziotto era stato aggredito con calci e colpi di martello”.
Il Segretario SIULP ha voluto ricordare che questi riscontri investigativi e giudiziari evidenziano in maniera inconfutabile che non può esistere alcuna strada di dialogo o di sanatoria per consentire il ritorno del centro sociale Askatasuna negli immobili da cui è stato legittimamente e doverosamente sgomberato:
“Parliamo di una struttura abusiva che si è rivelata un covo di soggetti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Insistendo poi su come vada sottolineato con forza
“che quella parte politica che intenderà ancora, in qualche modo, giustificare o difendere questi soggetti non è sicuramente dalla parte della legge e men che meno dalla parte delle Forze dell’Ordine”
chiosando in chiusura che di fronte a evidenze di questo tipo, ciascun cittadino sarà così libero di valutare e capire da che parte stare:
“La tutela della pace, della convivenza civile e della sicurezza pubblica sono principi inviolabili che devono essere garantiti ed essere difesi con fermezza dalle Forze dell’Ordine. A nessuno p
uò essere consentito di violare la legge e mettere a ferro e fuoco la città di Torino. Il SIULP continuerà a stare al fianco di tutti i poliziotti che ogni giorno rischiano la propria vita per garantire la legalità”.
Eugenio Bravo ha voluto inoltre ricordare, nell’incontro con Civico20News, la posizione delle organizzazioni sindacali del Comparto Sicurezza e Difesa sul diniego delle piazze, da parte del Comune di Torino, per il 210° della Polizia Penitenziaria:
“E’ una vera e propria offesa alla dignità delle divise. Le Organizzazioni Sindacali esprimono sconcerto e ferma riprovazione per la chiusura dell’Amministrazione Comunale di Torino e per il silenzio del Sindaco Stefano Lo Russo sulla concessione di una piazza per la celebrazione del 210° Anniversario della Polizia Penitenziaria, prevista per marzo 2027”.
Il Comune ha opposto l’indisponibilità di spazi per l’intero anno adducendo il calendario saturo e proponendo un rinvio al 2028:
“Una scelta che riteniamo una grave svalutazione istituzionale: la Polizia Penitenziaria nasce a Torino con Regio Decreto del 18 marzo 1817. Posticipare il 210° al 211° anniversario significa svuotarne il significato”
Ha sottolineato aggiungendo:
“La Polizia Penitenziaria non è un’associazione privata in cerca di vetrina, ma un Corpo di Polizia del
lo Stato che garantisce sicurezza, ordine negli istituti e rieducazione dei detenuti, operando ogni giorno in condizioni di grave carenza di organico”.
Per poi lanciare una velata critica all’Amministrazione comunale:
“Torino, da sempre capace di ospitare grandi eventi di massa, non può dichiarare indisponibile proprio chi serve lo Stato fino all’estremo sacrificio, come ricordano i caduti torinesi Lorenzo Cutugno e Giuseppe Lorusso. Chiediamo al Sindaco di superare il silenzio, uscire dai cavilli burocratici e convocare immediatamente un tavolo istituzionale con il DAP per individuare una soluzione decorosa. In assenza di risposte, ci vedremo costretti a valutare azioni sindacali e iniziative pubbliche a difesa della dignità delle donne e degli uomini del Comparto”.
