9 Ottobre 2026

10 thoughts on “A Sassari viene nominato un vescovo amico della Massoneria”

  1. Trovo sorprendente che, nel 2026, si continui a parlare di Massoneria con categorie e toni da Santa Inquisizione. Nel testo si confonde la Massoneria con una religione, quando invece il riferimento al Grande Architetto dell’Universo non è una “fede alternativa”, ma un principio simbolico che permette a persone di culture diverse di dialogare senza imporre dogmi.
    Si citano documenti ecclesiali come se fossero editti metafisici, e si descrivono i “templi” massonici come luoghi di culto, ignorando che si tratta di spazi rituali e simbolici, non religiosi. È difficile discutere seriamente quando si parte da premesse così distorte.
    Prima di giudicare, sarebbe utile conoscere ciò di cui si parla. La Massoneria non è un culto, non promette salvezza, non sostituisce alcuna fede. È un percorso etico e simbolico. Forse, più che condannare dall’esterno, sarebbe opportuno studiare davvero cosa sia.
    G.P.

    1. Signor Palumbo, la ringrazio per il commento che mi dà l’occasione di ribadire quanto la Chiesa insegna.
      Sappiamo che “L’esoterismo massonico è un percorso iniziatico e spirituale basato su rituali, simboli e tradizioni di derivazione muratoria, finalizzato al perfezionamento interiore dell’individuo”.
      L’esoterismo e i percorsi iniziatici sono peccato grave per la Chiesa Cattolica.
      San Massimiliano Maria Kolbe ha fondato la Milizia dell’Immacolata per combattere la Massoneria e il “libero pensiero” che segue le orme dell’eretico Giordano Bruno.
      Sono anni che leggo “Erasmo” e ho ben chiaro cosa è la Massoneria. Per i Cattolici non esiste possibilità di dialogo e accettazione della Muratoria. Non c’è altro da dire.

  2. Puntuale e preciso quanto sostenuto nel commento di Rovera. Come infatti ha ribadito il Dicastero per la Dottrina della Fede, con l’approvazione di Papa Francesco nel 2023, “l’iscrizione attiva alla massoneria da parte di un fedele è proibita a causa dell’inconciliabilità tra dottrina cattolica e massoneria” e questa proibizione vale anche per gli eventuali ecclesiastici che ne volessero fare parte.

    Questo insegnamento non è nuovo, come appunto scritto, ma si radica nel magistero conciliare e post-conciliare: la Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1983, approvata da San Giovanni Paolo II, già affermava che i cattolici iscritti alle logge massoniche sono “in stato di peccato grave”

  3. Colpisce come, ancora oggi, il sospetto venga costruito più per associazione che per fatti.
    Partecipare a un incontro pubblico non equivale ad aderire a un’ideologia, così come dialogare non significa dissolvere la propria identità.
    La storia tra Chiesa e Massoneria è complessa, stratificata, attraversata da conflitti reali. Proprio per questo meriterebbe analisi e discernimento, non semplificazioni suggestive.
    Quando il confronto viene letto automaticamente come contaminazione, forse il problema non è l’incontro… ma la paura dell’incontro.
    In tempi in cui tutto viene polarizzato, distinguere tra dialogo e appartenenza non è debolezza: è maturità intellettuale.

    1. Egregia Jessica, la ringrazio per il suo commento ma la posizione della Chiesa è chiara: NON SI DIALOGA CON LA MASSONERIA, NON SI PARTECIPA AD INIZIATIVE DELLA MASSONERIA perché LA MASSONERIA – PER LA DOTTRINA CATTOLICA – È UN MALE DA CUI TENERE LE DISTANZE.
      Non c’è nessuna “paura dell’incontro” ma consapevolezza che non ha senso incontrare qualcuno che è nell’errore e che può contaminare con le sue teorie.

      1. Se la verità è tale, non può essere contaminata da un incontro. Può semmai essere messa alla prova, e ciò che è vero non teme la prova.
        La storia insegna che chi si sottrae al dialogo lo fa raramente per forza, più spesso per timore della complessità.

        1. Convinta lei. Io continuo a pensare ciò che insegnava san Tommaso d’Aquino: “a stare con gli eretici ci si contamina”.
          Abbiamo visto che fine ha fatto il suo confratello eretico Giordano Bruno. Cordialità.

          1. San Tommaso dialogava con Aristotele, con gli arabi, con gli “erranti” del suo tempo, studiandoli prima di confutarli.
            Se il contatto fosse di per sé contaminazione, la teologia scolastica non sarebbe mai esistita.
            La verità non si difende evitando l’incontro, ma attraversandolo.
            Cordialmente.

  4. “La verità non si difende evitando l’incontro, ma attraversandolo”. Un’evidenza metodologia ed esistenziale. Credo che tenersi impermeabili e rinserrarsi nel proprio, al netto della oggettiva incompatibilità tra cristianesimo e massoneria, sia mancanza di carità: occorre, infatti, lasciarsi ferire dalla domanda di senso (consapevole o inconscia) dell’altro

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