A Cuneo i Salesiani escono dal perimetro dell’Oratorio per andare ad incontrare i parrocchiani nei loro luoghi di vita quotidiana.
Nella serata di ieri, 20 maggio 2025, nel cortile di “Casa del Quartiere Donatello”, si è tenuta la recita del Santo Rosario, guidata dal parroco della Parrocchia “San Giovanni Bosco”, don Thierry Dourland.
Durante la giornata ha piovuto in modo copioso e significativo. L’evento sembrava saltare e, invece, grazie al pressing di chi non ha perso la speranza, decine di persone sono convenute in via Augusto Rostagni 23L per attorniare la statua della Santa Vergine Maria, prendere tra le mani la corona del rosario e iniziare a snocciolare le “Ave Maria”, sull’esempio e la scia dei grandi santi.
Dal “Comitato di Quartiere Donatello” fanno sapere: “Un momento semplice ma sentito, che ha raccolto attorno alla preghiera un gruppo di abitanti del quartiere. Nel mese di maggio, dedicato tradizionalmente alla Madonna, la comunità parrocchiale si ritrova per la recita del Rosario, spostandosi di volta in volta nei cortili e nei luoghi simbolici dei Quartieri Gramsci e Donatello”.
Decine di persone, erano quasi un centinaio, si sono trovate in un luogo dove ormai la multietnicità sembra aver preso il sopravvento. Nonostante il clima fresco, postumo alla piovuta, e l’umidità palpabile, i Cattolici romani dei Quartieri Donatello e Gramsci hanno voluto esserci per testimoniare che tradizioni, storia e fede non sono discutibili ed archiviabili.

Durante il suo fervorino – breve discorso di incitamento ed esortazione a far bene o a distinguersi – il reverendo don Thierry ha fatto menzione della Battaglia di Lepanto, ricordando come le flotte Cristiane, poste sotto le insegne del Romano Pontefice, sconfissero in modo schiacciante le flotte islamiche dell’Impero Ottomano, guidate da Muezzinzade Alì Pascià.
Il riferimento non è stato casuale visto che Papa Pio V, il 5 marzo 1572, promulgò la Bolla “Salvatoris Domini” nella quale scrisse chiaramente che la Battaglia di Lepanto era stata vinta dalla Lega Santa, con una capitolazione totale dei turchi, grazie al fatto che “la Cristianità aveva invocato la Vergine del Rosario”, il 7 ottobre 1571.
Per i Cattolici Romani, anche se a certa chiesa catto-progressista non piace, Maria di Nazaret “ha cooperato alla salvezza umana nella libertà della sua fede e della sua obbedienza” (Lumen Gentium, 56)
Vedere un centinaio di soggetti, per lo più giovani, con la corona del rosario in mano, pregare con filiale devozione la Madre di Dio, è un segno di sicura speranza per quanti – a ragione – temono che l’islamizzazione dell’Italia e dell’Europa possa essere irreversibile.
Don Thierry, da onesto figlio di san Giovanni Bosco, ha ottemperato a quanto Mamma Margherita Occhiena, la mamma di tutti i Salesiani, disse al figlio: “Ti raccomando di esserle tutto suo [di Maria]. Ama i compagni devoti di Maria. E se diventi sacerdote, raccomanda e propaga sempre la devozione a Maria”.
La testimonianza data dal parroco dei “Sale”, don Thierry è dal suo vicario, don Natalino Bertone, è stata gradita dal popolo santo di Dio residente al Donatello.
Per una sera è giunta all’estremità periferica del quartiere popolare storico di Cuneo la spiritualità autentica, sentita e genuina di san Giovanni Bosco e dell’impareggiabile Famiglia Salesiana.
Questa mattina, chi vi scrive ha incontrato alcuni cuneesi presenti alla recita del Santo Rosario. Essi hanno espresso sincera riconoscenza per l’iniziativa che, da diverso tempo, era stata accantonata nelle madie dei ricordi di quartiere.
La speranza che si ha è che, anche nei prossimi anni, si possa ripetere l’esperienza ma, soprattutto, che le realtà che abitano “Casa del Quartiere Donatello” creino rapporti sani e durevoli con la Parrocchia “San Giovanni Bosco”, ad oggi pressoché inesistenti.
Al Quartiere Donatello servono senso civico, rispetto delle regole, formazione umana e spirituale e, manco a dirlo, educazione. Nessuno più di don Thierry e dei suoi confratelli può ottemperare a questa missione visto che per i Salesiani Don Bosco “l’educazione è cosa di cuore”.
