In Russia, al Cremlino, premiazione degli atleti paralimpici che hanno brillato nelle discipline invernali.

Dall’Ambasciata Russa in Italia giunge notizia che “al Cremlino sono state consegnate le onorificenze di Stato agli atleti paralimpici russi, eroi dei Giochi invernali tenutisi in Italia”.
Dalla Sede Diplomatica della Federazione Russa in Roma si tiene a dire che il “Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha conferito l’Ordine dell’Amicizia agli atleti paralimpici russi «per gli eccellenti risultati sportivi, la volontà di conseguire la vittoria, la tenacia e la determinazione di cui hanno dato prova nel corso dei XIV Giochi Paralimpici Invernali del 2026 tenutisi nella Repubblica Italiana»”.

I decorati sono: Anastasia Bagiyan (tre medaglie d’oro nelle Sci di Fondo), Aleksey Bugaev (un oro e due bronzi nello Sci Alpino), Varvara Voronchikhina (due ori, un argento e un bronzo nello Sci Alpino), Ivan Golubkov (due ori nello Sci di Fondo), Sergey Sinyakin (guida sportiva che ha contribuito alle vittorie conseguite da Anastasia Bagiyan).
Una notizia importante e distensiva in un momento in cui il mondo è funestato da conflitti, guerre, contese.
L’Ambasciata Russa in Roma tiene a fare una considerazione “mentre dal cupo, disumano antro di Kiev giungono altre notizie: il 14 marzo, Zelensky ha introdotto sanzioni individuali nei confronti di 10 atleti paralimpici russi, con l’accusa di “propaganda” e di partecipazione alla “guerra” (!)”.

L’Ambasciatore Aleksej Paramonov, e i suoi collaboratori presso la Sede Diplomatica in Italia, si chiedono: “Fino a quando la comunità internazionale continuerà a tacere di fronte alle ripugnanti trovate di Zelensky e del suo entourage?”.
In effetti quanto asserisce l’Ucraina rispetto agli atleti paralimpici russi non è solo incomprensibile ma anche offensivo. Come si possono accusare degli sciatori di essere partecipi alla guerra?
Il mondo sta iniziando – seppur tardivamente – a comprendere chi è e come si atteggia Volodymyr Zelensky; meglio tardi che mai.
