La Polizia di Stato, nel contrasto dello spaccio di sostanza stupefacente, arresta due immigrati in possesso di 90kg di marijuana.
Il tempo scorre, gli eventi si susseguono ma la relazione fra immigrazione e criminalità non cessa di costruire solide e concrete basi.

Questo va detto perché dalla Questura di Milano fanno sapere che “la Polizia di Stato di Milano, nell’ambito dei servizi volti al contrasto dello spaccio di sostanza stupefacente, ha arrestato un cittadino rumeno di 35 anni e un cittadino albanese di 39, entrambi incensurati, per la detenzione ai fini di spaccio di oltre 90 kg di marijuana”.
Si parla di un’ingente quantità di sostanza che lascia attoniti.
Gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano, nell’area di Brignano Gera d’Adda (Bergamo), “hanno notato un’autovettura avvicinarsi a un autoarticolato in sosta e consegnare delle grosse buste di plastica a due uomini, prima di allontanarsi frettolosamente”.
Da questa narrazione emerge quello che si dice da sempre: le Forze dell’Ordine sono preparate, competenti, argute e fanno bene il loro lavoro.
Dalla Questura di Milano dettagliano che “subito dopo, i due uomini hanno fatto accesso al rimorchio telonato del tir dove sono rimasti per diversi minuti: giudicata la condotta sospetta, gli agenti hanno deciso di procedere al controllo del tir con targa rumena e dei due uomini, un cittadino rumeno ed un cittadino albanese, entrambi incensurati”.
A leggere la nota stampa pare tutto semplice e scontato. Non è affatto così.
Simili operazioni di polizia sottendono una grande preparazione, una profonda formazione e un acume non scontati. La Polizia è gremita di personale serio, onesto e preparato.
Per questo bisogna notare il fatto che “entrati nel rimorchio telonato, i poliziotti hanno constatato la presenza del bustone poco prima consegnato dall’uomo a bordo dell’autovettura e una porzione della pavimentazione dell’autoarticolato priva di viti”.
Agli occhi di persone non esperte, come detto, la cosa poteva destare semplice sospetto.
Allo sguardo attento degli Agenti della Squadra Mobile di Milano, invece, “è apparso subito evidente come i due stessero accedendo a un vano imbosco per prelevare qualcosa da inserire in quella busta: smontando tutte le assi del pavimento del rimorchio, infatti, gli agenti della Squadra Mobile milanese hanno rinvenuto numerose confezioni di marijuana per un peso complessivo di circa 90 kg. Nella motrice, inoltre, sono stato trovati oltre 20mila euro in contanti in banconote di diverso taglio, verosimilmente provento dell’attività illecita”.
Operazioni come questa permettono ai cittadini di comprendere il grande lavoro che fanno le Forze dell’Ordine, nel silenzio, nel nascondimento, per garantire alla popolazione civile sicurezza e legalità.
Com’è prassi “i due cittadini stranieri sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente ed associati al Carcere di Bergamo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”.
In ossequio al Decreto Legislativo 188/2021, sulla presunzione di non colpevolezza, va detto che il procedimento penale è nelle mani della Procura della Repubblica di Bergamo, titolare delle indagini, ed è “nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna”.
La Regione Lombardia è spesso protagonista delle trasmissioni di approfondimento giornalistico che si svolgono su Rete4.
Il rapporto fra immigrazione incontrollata e criminalità viene spesso approfondita da Mario Giordano, Paolo Del Debbio, Roberto Poletti, Pietro Senaldi, Daniele Capezzone, Maurizio Belpietro. Tutti giornalisti di lungo corso e di grande esperienza.
La politica deve prendere atto che in Lombardia qualcosa non funziona.
Le Forze dell’Ordine lavorano tanto, lavorano bene, lavorano con strumenti deboli e spesso con attrezzature non all’altezza.
Molti lettori sperano il Ministero dell’Interno e il Ministero della Giustizia investano maggiori risorse e ulteriori elementi per permettere a chi indossa una divisa di poter operare in sicurezza e con efficacia.
Il Governo Meloni ha ereditato una situazione tragica dagli Esecutivi precedenti e, bisogna dargliene atto, in questi primi due anni e mezzo, ha già compiuto molti atti a favore di chi presta servizio per la pubblica sicurezza.
La strada, però, è ancora lunga ed impervia.
