La Polizia di Stato del Commissariato di Barriera di Milano arresta un bangladino indiziato di tentata rapina impropria.
Come tutti ormai sanno, nella periferia di Torino si sta pensando alla costruzione di una moschea per la comunità maomettana che vive nel Capoluogo del Piemonte.
Quando “Fratelli d’Italia”, con Maurizio Marrone e Augusta Montaruli, ha alzato la voce contro l’opinabile scelta di una moschea nella città dei Santi Sociali la Sinistra ideologica e faziosa si è indignata.
Il problema è che costoro non si rendono conto – o non se ne vogliono render conto – che Torino ormai è preda dell’immigrazione criminale e della violenza di quei maomettani che non hanno alcuna intenzione di integrarsi nella nostra società.
Prova ne è che “nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino originario del Bangladesh, di ventisette anni”. Chi indossa una divisa nella splendida Torino sa bene che sono più gli stranieri che non si integrano di quelli che apparentemente si sono inseriti nel tessuto sociale italico.
I fatti ci dicono che “durante i quotidiani servizi di controllo del territorio, una pattuglia del Commissariato di Pubblica Sicurezza Barriera di Milano ha intercettato un uomo nei pressi della fermata “Derna Sud” in Piazza Derna”.
Quella è una zona spesse volte segnalata dai cittadini onesti e per bene che passano per Barriera di Milano e Aurora. Le Forze dell’Ordine, per questo, la stanno attenzionando perché alla cittadinanza vanno date risposte concrete e non demagogiche come invece fanno i politicanti che amministrano Torino.
Gli Agenti, come prevedono le norme, hanno sottoposto a controllo il 27enne bangladino ed hanno scoperto che a suo carico pendeva “un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Torino, in sostituzione della misura precedente in quanto risultato inottemperante alla misura dell’obbligo di presentazione di Polizia Giudiziaria, provvedimento adottato a seguito di una tentata rapina impropria dello scorso agosto e violato più volte”.
Quando si parla della “tentata rapina impropria” bisogna assolutamente dire che, lo scorso agosto, il bangladino “subito dopo aver sottratto uno smartphone ad una donna, l’aveva aggredita colpendola con pugni al volto, trascinandola per i capelli e tentando di strangolarla, mentre la vittima cercava di fermarlo per riavere il cellulare”.
La domanda sorge spontanea: come mai costui non si trovava chiuso in carcere in attesa di essere espulso per sempre dal nostro Paese? Certe cose vanno chieste ai Magistrati che, con la facoltà di interpretare la Legge, talvolta emettono sentenze che gli italiani sono costretti a rispettare ma hanno diritto di criticare.
Intanto a Torino ci sono tanti, troppi, immigrati ed extracomunitari che non ci dovrebbero essere e che rendono insicura e degradata una delle città più belle d’Europa.
