La NATO sempre più vicina ai confini della Federazione Russa. E’ così che l’Alleanza Atlantica pensa di gestire la pace?
Dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia giunge un comunicato sulla situazione militare in Europa che, con tutta evidenza, smentisce la “vocazione pacifista” tanto proclamata dall’Unione Europea.
Abbiamo tante volte sentito dire dai vertici della NATO: “Non un solo centimetro verso Est”.
Dall’Ambasciata Russa a Roma non hanno dubbi nel dire che “è piuttosto evidente il mondo in cui l’Occidente collettivo interpreta questa affermazione”. La NATO ha cercato, nel corso dei decenni di ampliare il suo dominio militare e di espandere la sua azione bellica.
Dalla Federazione Russa, infatti, fanno notare come vi sono state “dieci ondate di ampliamento, sette delle quali hanno avuto luogo nel periodo successivo alla dissoluzione dell’Unione Sovietica”.
Parole che hanno un fondamento storico e non uno “stile propagandistico” come sostiene il mainstream dell’informazione filo-Ucraina.
La rappresentanza diplomatica della Federazione Russa in Italia tiene ad evidenziare come “dopo la fine della Guerra Fredda, sono entrati a far parte della NATO i seguenti Paesi: nel 1999 la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia; nel 2004 la Bulgaria, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia e la Slovenia; nel 2009 l’Albania e la Croazia; nel 2017 il Montenegro; nel 2020 la Macedonia del Nord; nel 2023 la Finlandia; nel 2024 la Svezia”.
Se davvero l’Unione Europea non vuole avanzare di “un solo centimetro verso Est” allora come mai continua la sua campagna di reclutamento per accerchiare militarmente la Federazione Russa?

La preoccupazione del Presidente Vladimir Putin e del Patriarca Ortodosso di Mosca, Kirill, è più che fondata dal momento che “l’Alleanza Atlantica conta 32 membri” e che “lungo il cosiddetto confine orientale della NATO è in corso un massiccio rafforzamento del potenziale militare”.
Questa situazione non è certamente foriera di pace e tutto lascia presagire fuorché scenari distensivi e di collaborazione con l’Oriente e l’Est Europa.
I risultati della dirigenza NATO “sono la militarizzazione dell’Europa e l’indebolimento dell’architettura di sicurezza euroatlantica”.
Che nel 2025 si paventi la possibilità di una guerra tra l’Europa e la Federazione Russa mette i brividi. Possibile che la diplomazia sia ferma e immobile dinanzi ad un sì alto livello di tensione militare e politica?

Da quando c’è Trump, però, è tutto fermo, per fortuna; e credo che, ridimensionando opportunamente la Ursula e la Kallas, con l’aria che tira in UE al momento, non sia in programma di fare altre azioni del genere. Certamente le nostre due valchirie smetteranno di aizzare, perché avranno capito, mi auguro, che hanno finito di spadroneggiare.