La parte più pericolosa non è tanto che la multa sia “creata con l’AI”, quanto che l’AI rende molto più facile costruire una truffa credibile, personalizzata e praticamente indistinguibile a colpo d’occhio.
Il CERT-AGID ha documentato proprio nell’agosto 2026 una campagna in cui i truffatori imitano Polizia di Stato e pagoPA, arrivando a mostrare una falsa violazione, un importo scontato e una pagina di pagamento graficamente simile a quella ufficiale.
I pericoli principali
- Perdi i soldi della multa — ma il danno può essere molto maggiore.
Il falso pagamento serve spesso come esca per arrivare ai dati della carta. Nella campagna analizzata dal CERT-AGID vengono richiesti numero carta, scadenza e CVV. Quindi il truffatore potrebbe tentare successivamente altri addebiti o utilizzare i dati per frodi. - Possono rubarti dati personali.
In una delle campagne recenti viene chiesto addirittura di inserire targa e codice fiscale prima di mostrare la presunta multa. Questi dati possono essere combinati con altre informazioni ottenute da precedenti fughe di dati o social engineering. - La falsa multa può essere costruita apposta per te.
È qui che l’AI diventa particolarmente insidiosa: testi perfetti, tono burocratico, numeri di pratica plausibili, descrizioni personalizzate e pagine web convincenti. Il CERT-AGID segnala proprio l’uso di importi precisi, numeri di pratica e scadenze imminenti per aumentare la credibilità. - La pressione psicologica è parte della truffa.
Il messaggio può dirti, per esempio, che devi pagare entro pochi giorni per ottenere uno sconto. L’obiettivo è impedirti di fermarti e verificare. È una tecnica classica di phishing: urgenza → paura di una sanzione maggiore → clic → pagamento. - Il logo non prova assolutamente nulla.
Una pagina può avere logo della Polizia, colori istituzionali e grafica di pagoPA ed essere completamente falsa. In una campagna del 2026 sono stati persino registrati domini contenenti la parola “poliziadistato”, pur non appartenendo alla Polizia di Stato. - Il rischio può trasformarsi in una frode bancaria.
Una truffa che parte dalla multa può evolvere in una seconda fase: ottenuti dati personali o bancari, i criminali possono cercare di convincerti a fornire anche codici di autenticazione o autorizzazione. La Polizia di Stato descrive casi in cui phishing e successive telefonate di falsi operatori hanno portato a sottrazioni di decine di migliaia di euro.
La regola più importante
Non pagare mai una multa partendo dal link contenuto nell’SMS o nell’e-mail.
Se ricevi una comunicazione del genere, non cliccare. Vai autonomamente sul sito ufficiale dell’ente che dovrebbe aver emesso la multa e verifica la sanzione. Se sei a Torino, per esempio, il Comune indica che le multe possono essere consultate e pagate attraverso il proprio servizio ufficiale, utilizzando i dati del verbale o il codice IUV.
E attenzione a un dettaglio: anche se conoscono davvero la tua targa, il tuo nome o un importo plausibile, non significa che la multa sia autentica. Questi dati possono essere utilizzati proprio per rendere il raggiro più convincente.
Se hai già cliccato o inserito i dati della carta, la situazione cambia: conviene intervenire subito, soprattutto contattando la banca/emittente della carta e chiedendo il blocco, oltre a conservare SMS, e-mail, URL e ricevute per la denuncia.
