Modena deve subire anche la retorica buonista di chi cerca la vittimizzazione dell’autore della strage di Via Emilia.
Continua la narrazione volta a vittimizzare colui che ha compiuto la tremenda strage della Via Emilia, a Modena.

Oggi il mainstream dell’informazione ha deciso di dare spazio e considerazione alla sorella di Salim El Koudri, Carmen, la quale ha asserito: “Mai, mai, mai in vita mia avrei immaginato un qualcosa del genere. Nessuno, nessuno, né i miei genitori, nessuno perché è sempre stato bravo, il primo della classe, studioso, preciso, ordinato, sempre pulito”.
A giudicare dalla sgrammaticatura delle e-mail inviate all’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) da Salim El Koudri resta assai difficile pensarlo come “il primo della classe”, a meno che non fosse alunno de “La classe degli asini” cantata da Natalino Otto.
Resta assai stucchevole, e tardivo, quanto asserisce la maomettana Carmen El Koudri: “E’ difficile, è impossibile trovare delle parole giuste… ci dispiace, ma non è neanche la parola giusta, non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero, ogni pensiero è rivolto ai feriti e alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato” 16 maggio 2026.
Il gioco che stanno ponendo in essere le varie testate d’informazione è quello di far passare la Famiglia El Koudri per una famiglia modello nella quale, purtroppo, è capitato un fatto imprevedibile, da essa non dipendente.
Il motivo è sempre lo stesso, ossia, quello di sostenere la retorica vaticana secondo cui va “disarmato il linguaggio” per “creare ponti, non muri” e aprire le porte all’invasione maomettana dando vita al “todos, todos, todos” di bergogliana memoria.
Carmen El Koudri arriva a dire che Salim era “lo studente e il figlio perfetto”. A diffondere queste parole l’avvocato difensore di Salim, Fausto Gianelli.
In un articolo di “Open” dal titolo “Carmen, la sorella di Salim El Koudri: ‘Io e la mia famiglia ci scusiamo con i feriti’” si arriva a scrivere che l’audio diffuso dall’avvocato Gianelli rivela “un messaggio sofferto, tra le lacrime, per chiedere scusa a chi è rimasto ferito nell’incidente che ha visto protagonista sabato scorso il 31enne in pieno centro a Modena”.
Qualche anno fa si sarebbe parlato di “lacrime da coccodrillo” visto che – parlando del fratello – Carmen El Koudri chiosa: “Non possiamo neanche smettere di volergli bene, lo andremo a trovare ma non sappiamo quando… non so neanche se riuscirò a guardarlo negli occhi”.
Questo audio sembra tanto imbastito, studiato, ordito da un regista bravo nella comunicazione strappalacrime ed è volto – come già asserito – a vittimizzare l’autore dell’efferato gesto ed i suoi congiunti.
Riesce difficile digerire la sorella di uno stragista che dice: “Ora lui è in carcere. Io e i miei genitori lo vogliamo incontrare. Gli voglio bene, resta sempre mio fratello”.
Un fratello che ha rovinato la vita a decine di persone, ha gambizzato una ignara passante, ha odiato i Cristiani, ha insultato un’intera comunità di credenti, ha detto di voler bruciare Gesù Cristo in croce.
Gli italiani non dimenticheranno quanto è accaduto. Probabilmente le scelte che verranno effettuate nel segreto dell’urna vireranno a Destra, molto a destra. Non a caso il Generale di Divisione Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale”, non ha avuto dubbi nel dire: “Nessuno può fermarci”.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
