Milano vieta l’ingresso al palestinese Mohammad Hannoun dopo le sue esternazioni che inneggiano alla violenza.

Notizia di queste ore che il Questore di Milano, Bruno Megale, ha deciso l’allontanamento per un anno di Mohammad Hannoun dal capoluogo della Lombardia.
Grazie all’azione del Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Megale, finalmente, il palestinese, con documenti della Giordania, Hannoun non potrà più tornare a Milano per un anno.
Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione palestinesi in Italia, soggetto che inneggia alla violenza contro Israele e contro i suoi alleati, andava fermato già in passato quando, nel novembre 2024, “era stato destinatario di un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Milano per sei mesi”, come fanno sapere i colleghi di “AdnKronos”.
Il “pacifico” Hannoun aveva fatto un intervento durante una manifestazione pro-Palestina in cui “aveva approvato e promosso condotte violente contro tifosi israeliani durante Ajax-Maccabi Tel Aviv”.

Benissimo ha fatto il Questore di Milano ad emettere tale provvedimento. Molto importante l’appoggio che gli è stato dato dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il quale non ha più intenzione di tollerare chi mette in atto “una pervicace inclinazione a commettere reati contro l’ordine pubblico”.
Dobbiamo specificare, per dovere di cronaca, che se Mohammad Hannoun farà ritorno a Milano commetterà un reato che “costituisce delitto punito con la reclusione da 6 a 18 mesi con la multa fino a 10mila euro”.
Sulla questione è intervenuto il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini, “Lega”, che ha dichiarato: “Bene così. Nessuno spazio a chi istiga all’odio e alla violenza”.
Nei movimenti pro-Pal albergano odio, livore, violenza, intolleranza e antisemitismo.

Ieri sera a Roma, in zona Parioli, i pro-Pal si sono scontrati con la Polizia perché volevano imporre la loro volontà ad un Questore che, invece, aveva vietato loro qualsivoglia corteo.
A Torino, nei pressi del Museo Egizio, in pieno centro, la Polizia ha dovuto prendere a manganellate i manifestanti pro-Pal, che volevano a tutti i costi andare a creare problemi al Teatro Carignano per impedire a membri dell’Esecutivo di poter parlare.
Sulla vicenda si è espresso il Governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, “Forza Italia”, che ha detto: “Ancora una volta c’è chi confonde il diritto a manifestare pacificamente e democraticamente il proprio pensiero con la prevaricazione, le aggressioni e le violenze come quelle che sono andate in scena oggi a Torino e che hanno costretto il Museo del Risorgimento e il Museo Egizio a chiudere momentaneamente al pubblico a causa degli scontri che si sono verificati di fronte agli ingressi”.
Fa orrore il clima che si è venuto a creare a causa dei movimenti pro-Pal.

Il Governo Italiano ha autorizzato migliaia di iniziative e manifestazioni ma, a quanto pare, è in atto un’inversione di tendenza. Il Ministero dell’Interno ha capito che non si può sottovalutare chi – con senso di impunità – va in giro con striscioni con su scritto “Dal fiume al mare Palestina libera”.
Dietro quella tremenda frase c’è il desiderio di eliminare, nel senso etimologico del termine, lo Stato di Israele. Uno stato civile, democratico, evoluto, non può spalleggiare queste farneticazioni che, però, sottendono un chiaro sentimento di antisemitismo.

Triste realtà se riflettiamo sulla presenza,, un pò defilata di un noto parlamentare torinese e di alcuni consiglieri/e comunali a dar man forte ai rivoltosi
Caro Francesco, credo il Governo abbia iniziato a valutare l’opzione di metter fine a questo clima di violenza.
Le parole del Governatore Cirio sono state chiare e precise.
Voci non pervenute? Il Sindaco di Torino, l’Arcivescovo di Torino e il prezzemolino Ernesto Olivero.
Come mai dall’Arsenale della Pace non si condannano queste azioni simil-terroristiche di matrice comunista?
Chi tace acconsente!