Matteo Impieri inanella una vittoria dietro l’altra. Il giovane talento della boxe italiana è sempre più vicino al Titolo Italiano.

Nel passato fine settimana, precisamente sabato 14 marzo, a Olgiate Comasco, si è svolta la manifestazione pugilistica “Como Fight Night” in cui il pluripremiato Matteo Impieri, valente pugile valdostano, ha disputato il settimo match professionistico della sua carriera.
Il Coach Emanuele Zardo della “Officine Training Center” di Aosta ci ha spiegato che Impieri ha vinto ai punti il match contro un ostico atleta portando quindi il suo score a 7 vittorie e 0 sconfitte “dominando la totalità dei round nonostante prima del match non si sia sentito bene“.
Come sempre, a fianco del grande atleta valdostano, c’era anche il fratello Fabio Impieri, Cutman ufficiale del team.
Per chi non lo sapesse il cutman è quel professionista che negli sport da combattimento – soprattutto pugilato ed MMA – previene e tratta i traumi fisici dell’atleta nell’intervallo fra i round.

Abbiamo sentito anche l’opinione tecnica del campione: “È stato un incontro difficile e sudato. Sono contento di aver conquistato la vittoria, contro un avversario ostico, con le mani pesanti. Sento il peso e la responsabilità di avvicinarmi sempre di più al titolo italiano“.
Matteo Impieri tiene a ringraziare il suo preparatore atletico Emanuele Zardo, il suo cutman e secondo Fabio Impieri, tutto lo staff delle “Officine Training Center”, la sua manager Rosanna Conti Cavini e il suo main sponsor “Erwin Fight“.
L’obiettivo del Titolo Italiano è sempre più vicino e Matteo Impieri è sulla giusta strada per conquistarlo.
In Italia è sempre difficile parlare degli sport da combattimento.

Tanti, troppi, sono i pregiudizi verso quelle discipline nelle quali non si corre dietro ad un pallone.
Le grandi emittenti televisive, i potenti gruppi editoriali sgomitano per aggiudicarsi le esclusive legate al calcio ma ignorano completamente l’avvincente mondo degli sport da combattimento.
In questo tipo di discipline, invece, albergano valori quali la correttezza, il rispetto per l’avversario, il colpo selettivo non mirato alla violenza ma, bensì, al raggiungimento dello scopo.
Sui ring degli sport da contatto esiste un gioco corretto, leale, quello che gli anglosassoni denominano “fair play”, che difficilmente si vede altrove.
Matteo Impieri, Emanuele Zardo, la “Officine Training Center” tutta sono esempio di come lo sport ed il fair play possono coesistere, convivere, emozionare il pubblico astante.
