Marocchino arrestato dalle Forze dell’Ordine. L’immigrazione criminale ammorba il Piemonte onesto e laborioso.
Nella mattinata odierna dagli Uffici della Questura di Cuneo hanno parlato dei numerosi delitti commessi in ambito famigliare nel territorio della Granda. Un argomento che tiene banco nella cronaca nazionale e che fa capire come ci sia ancora molto da lavorare in questo senso.
Da Piazzetta Raimondo Usmiani, sede della Polizia di Stato in Granda, fanno sapere che nel Capoluogo, a Cuneo Sud, gli Agenti – la scorsa settimana – hanno proceduto all’arresto di un cittadino marocchino già ben noto alle Forze dell’Ordine e già “in stato di detenzione domiciliare per spaccio di sostanza stupefacente”.
Ancora una volta si deve sottolineare come la misura cautelare degli arresti domiciliari è blanda, non efficace ma, soprattutto, ammorbante per i vicini di casa di coloro i quali vengono lasciati comodamente a casa loro a scontare una pena che dovrebbero pagare nelle Patrie galere.
Il marocchino “è stato tratto in arresto dagli Agenti delle Volanti dopo diverse segnalazioni e richieste di aiuto, in quanto aveva insultato e minacciato i proprio familiari conviventi, brandendo un grosso coltello da cucina”, comunicano dalla Questura.
L’immigrato, dopo essere stato soccorso per le ferite alle mani causate dall’aver danneggiato il vetro del portone dell’ingresso condominiale, è stato portato presso la locale Casa Circondariale, sita in frazione Cerialdo, in stato di arresto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha in seguito convalidato e disposto la misura cautelare in carcere.
Dalla Questura di Cuneo tengono a dire che “l’attività svolta testimonia la tempestività di risposta e la costante presenza sul territorio della Polizia di Stato, da sempre pronta ad intervenire, per la tutela delle fasce deboli e per la sicurezza della cittadinanza”.
Per dovere di cronaca e completezza dell’informazione, va sottolineato che – durante i due interventi effettuati – la Polizia di Stato è stata coadiuvata dai Militari della Stazione Carabinieri di Cuneo e dal personale del Nucleo Operativo Radio Mobile della Compagnia Carabinieri di Cuneo.
Sono sempre più i cittadini che auspicano una stretta forte all’immigrazione e una “tolleranza zero” per la gestione della Case Popolari (gestite dall’ATC – Agenzia Territoriale per la Casa).
Un passo importante, a dire il vero, lo ha compiuto l’Assessore Regionale del Piemonte, Maurizio Marrone, “Fratelli d’Italia”, varando il nuovo “Regolamento sulle decadenze ATC” che permetterà sfratti immediati per “mancanza di rispetto delle regole di decoro e sicurezza”.
Per il Vicegovernatore del Piemonte, Maurizio Marrone, formatosi nelle fila della gloriosa Brigata Paracadutisti “Folgore”, bisogna sfrattare coloro che – assegnatari di alloggio di Edilizia Popolare – mettono in atto “comportamenti violenti o minacciosi verso i vicini di casa”.
La Sinistra sono anni che rumoreggia contro le strette securitarie dell’Assessore Marrone perché per i “compagni” piemontesi non si può parlare di “norme più stringenti per l’accesso ai bandi di assegnazione delle Case ATC”.

Secondo Maurizio Marrone, infatti, bisogna “dare la precedenza ai cittadini italiani nell’assegnazione delle Case Popolari ATC” perché “circa la metà degli alloggi pubblici in Piemonte”, oggi, viene assegnato “a famiglie straniere”.
Come sempre, la Corte Costituzionale ha bocciato, in passato, “alcune norme piemontesi simili (come l’obbligo rigido di 5 anni di residenza per fare domanda), definendole incostituzionali perché il bisogno di una casa non dipende da quanti anni si vive in una regione”.
La Destra italiana, con particolare riferimento a quella piemontese, sta provando a tutelare le persone oneste, per bene, gli italiani vessati dall’innegabile fenomeno dell’immigrazione criminale, ma trova continue opposizioni da parte della Consulta.
Non a caso – come dicono i colleghi de “La Stampa” – “Maurizio Marrone continua a difendere la necessità di tutelare i residenti storici e gli italiani rispetto ai nuovi arrivati”.
L’arresto del marocchino, già ai domiciliari, armato di coltello, è una splendida notizia ma deve diventare la norma e non l’eccezione.
Ottimo lavoro di Polizia di Stato e Carabinieri che – quando lavorano in sinergia – sono impareggiabili ed ineguagliabili.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

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