NABU agenzia anticorruzione ucraina, ha annunciato una «operazione speciale» contro un’organizzazione criminale che sarebbe guidata da un deputato in carica e un ex parlamentare e coinvolgerebbe anche alti funzionari dell’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky.
In particolare, secondo fonti delle forze dell’ordine citate dal Kyiv Independent, sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni di Iryna Mudra, vicecapo dell’ufficio presidenziale, e del deputato Vadym Stolar.
La vicenda è politicamente delicata perché arriva dopo altri procedimenti per corruzione che hanno coinvolto parlamentari della maggioranza di Zelensky. A dicembre, il NABU aveva incriminato cinque deputati di Servitore del Popolo, accusati di aver ricevuto denaro in cambio di voti parlamentari.
Non sorprende l’emergere di un nuovo caso di corruzione in Ucraina sorprende la portata e soprattutto la vicinanza al vertice del potere.
La differenza, questa volta, è importante: il NABU parla di una presunta organizzazione criminale guidata da un deputato in carica e da un ex deputato, con la partecipazione di alti funzionari dell’Ufficio del Presidente. Tra le persone sottoposte a perquisizione c’è Iryna Mudra, vicecapo dell’ufficio presidenziale, che Zelensky ha rimosso dall’incarico.
Ancora più significativo è che l’indagine riguarderebbe 150 milioni di grivne, circa 3,3 milioni di dollari, movimentati per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko.
Interessante il quadro complessivo:
Non sembra un episodio isolato. Il NABU ha già indagato deputati per compravendita di voti e altri funzionari di alto livello.
Il problema arriva sempre più vicino al cerchio presidenziale. Questo non dimostra che Zelensky sia personalmente corrotto, ma rende politicamente molto più difficile sostenere che il problema riguardi soltanto qualche funzionario periferico.
C’è anche un elemento positivo: il fatto che NABU e SAPO possano investigare persone vicine al presidente dimostra che gli organismi anticorruzione stanno effettivamente colpendo livelli elevati del potere. Il punto decisivo sarà vedere se le indagini arriveranno fino alle responsabilità effettive e se finiranno con condanne.
Il momento politico è pessimo per Zelensky. L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov lo ha accusato proprio ieri di una crisi di governance e ha chiesto elezioni durante la guerra.
L’accumularsi di casi che coinvolgono persone sempre più vicine alla presidenza è un serio problema politico per Zelensky, soprattutto perché l’Ucraina dipende enormemente dalla fiducia finanziaria e politica dei suoi alleati occidentali che, nonostante tutto, sembrano lontani dal considerare come occorre la criminale corruzione che devasta l’immagine del paese e la sua presidenza.
Di seguito la ricostruzione dei principali scandali di corruzione che hanno coinvolto l’entourage di Zelensky dal 2019 a oggi per capire se siamo davanti a episodi separati oppure a un vero sistema.
2020–2021 — i “Pandora Papers” e il circuito Kvartal 95
Le carte offshore hanno mostrato una rete di società collegata a Zelensky e ai suoi soci di Kvartal 95, con strutture in paradisi fiscali e interessi immobiliari a Londra. Questo è un problema di trasparenza e conflitto d’interessi, ma non costituisce di per sé prova che Zelensky abbia commesso un reato.
2023 — scandali negli appalti della Difesa
Il governo Zelensky fu travolto da una serie di scandali riguardanti presunte irregolarità negli acquisti militari. Ci furono dimissioni e sostituzioni di funzionari e ministri. È uno dei momenti in cui Zelensky iniziò a presentare la lotta alla corruzione come una questione di sicurezza nazionale.
2024 — il caso Rostyslav Shurma
Shurma, vicecapo dell’Ufficio del Presidente ed ex dirigente vicino a Zelensky, fu accusato di essere al centro di questioni relative a finanziamenti statali e aziende energetiche. Lasciò l’incarico nell’ambito di un più ampio rimpasto dell’amministrazione presidenziale. Il suo caso è significativo perché mostra quanto il problema riguardasse direttamente l’entourage presidenziale, anche se le accuse non equivalgono a una condanna.
2025 — il tentativo di ridimensionare NABU e SAPO
Questo è, a mio avviso, uno degli episodi politicamente più importanti. Nel luglio 2025 il Parlamento approvò, con il sostegno della maggioranza di Zelensky, una legge che riduceva l’indipendenza delle principali istituzioni anticorruzione, NABU e SAPO. Ci furono proteste interne e forti pressioni dell’UE; Zelensky alla fine fece marcia indietro e promise di ripristinarne l’indipendenza.
Novembre 2025 — “Operation Midas”, il gigantesco scandalo energetico
Questo è probabilmente il caso più grave finora. NABU e SAPO scoprirono una presunta rete di corruzione nel settore energetico, con circa 100 milioni di dollari di tangenti e riciclaggio secondo le accuse iniziali. L’indagine coinvolse l’ex ministro dell’Energia German Galushchenko e soprattutto Timur Mindich, produttore televisivo e socio di lunga data di Zelensky ai tempi di Kvartal 95.
Il fatto che Mindich fosse una persona dell’antico cerchio personale e professionale di Zelensky ha reso il caso molto più esplosivo politicamente.
Gennaio 2026 — il caso delle “energie verdi”
NABU ha aperto un’indagine su un ex alto funzionario dell’Ufficio del Presidente e un ex membro del consiglio di Naftogaz, accusati di aver partecipato a un sistema che avrebbe ottenuto indebitamente pagamenti statali per impianti di energia verde situati in territori occupati dalla Russia. Gli indagati erano nove.
Maggio 2026 — Andriy Yermak
Questo è un salto di qualità enorme. Andriy Yermak, per anni il più potente collaboratore e capo dell’Ufficio del Presidente di Zelensky, è stato accusato da NABU di riciclaggio di denaro. Gli investigatori sostengono che circa 460 milioni di grivne, quasi 9 milioni di euro, siano stati utilizzati nel finanziamento della costruzione del complesso residenziale di lusso Dynasty vicino a Kyiv.
